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POLITICA

Prova nazionale a Piazza San Giovanni

La Sardine in piazza a Roma. Sfida alla politica, no ai simboli di partito

Il raduno a un mese dalla prima uscita in piazza a Bologna. CasaPound non ci sarà

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Sono migliaia le persone con i simboli delle Sardine scese in piazza San Giovanni a Roma, a un mese dalla prima manifestazione a Bologna in funzione anti-Salvini alle regionali e per una politica senza odio fatta da competenti.. Il primo meeting nazionale del non-partito è, per gli organizzatori, "una festa contro l'odio e per i valori antifascisti e costituzionali". Ammesso solo il simbolo della sardina, banditi tutti gli altri. 

CasaPound non c'è
Risolta l'incognita sulla presenza di CasaPound, legata a un'apparente apertura poi ritrattata del 'portavoce' romano delle Sardine, Stephen Ogongo. Il movimento di estrema destra in piazza non c'è. "Mica ci avrete creduto? Quello delle sardine è un vuoto pneumatico che non può essere riempito con nessuna buona idea", scrive il leader di CasaPound Simone di Stefano su Twitter. "Non abbiamo mai creduto a una partecipazione di CasaPound, volevano solo rubarci consenso", dice Mattia Santori - uno dei 4 fondatori - prima della manifestazione. "Era solamente una ricerca di visibilità".

La prova nazionale di Roma
Un lungo happening dalle ore 15 dai contorni da definire, come la linea del movimento al di là di antirazzismo, antifascismo e antipopulismo e sovranismo. Sarà la prima prova nel cuore politico del Paese anche per Mattia Santori, uno dei quattro creatori trentenni delle Sardine, ma finora vero leader con le sue numerose apparizioni tv. Una novità politica in senso ampio che teme di essere strumentalizzata per scopi elettorali. Un movimento senza struttura dove possono crearsi cortocircuiti come quello dell'intervista di Ogongo, che ha provocato una tempesta sui social che ancora dura e una smentita ufficiale dei quattro di Bologna. Le Sardine però domenica si ritroveranno ancora a Roma per gli 'Stati generali' del movimento. Costrette dal loro stesso successo a crescere in fretta.

Ogongo: porto le mie figlie in piazza, ma ci manca la cittadinanza 
"Era martedì 26 novembre. Verso mezzanotte mi misi al computer, lanciai quest’idea e andai a dormire senza aspettarmi nulla. Il mattino dopo, però, c’erano 10 mila persone che chiedevano di partecipare. Di lì è cominciato un lavoro enorme, per cui ho trascurato molto anche la mia famiglia, mia moglie Marie-Jeanne, le mie figlie Florence e Ashley. Che oggi saranno in piazza con me" e che "ormai parlano il dialetto, amano la pasta al pesto, eppure dovranno aspettare di compiere 18 anni per diventare cittadine italiane. Una legge assurda. Perciò mi batto per lo ius soli. Io sono un giornalista keniano, ho 45 anni, da 25 vivo in Italia e sto ancora aspettando la cittadinanza". A parlare è l'organizzatore delle Sardine di Roma, Stephen Ogongo, in un'intervista al 'Corriere della sera'. 

 
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