MONDO

Fuga di documenti in Vaticano

Vatileaks - La scheda: chi è Francesca Immacolata Chaouqui

Membro della Cosea, la Commissione referente di studio e indirizzo sull'organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede, è stata arrestata per la fuga di documenti

Francesca Immacolata Chaouqui (Corbis)
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Francesca Immacolata Chaouqui, 32 anni, nasce in Calabria, a San Sosti in provincia di Cosenza, da madre italiana e padre francese di origini marocchine. Si laurea in Giurisprudenza all'Università 'Sapienza' di Roma e sposa un informatico, Corrado Lanino, che ha una lunga esperienza di lavoro proprio in Vaticano.      

Mette subito in evidenza le sue qualità di 'lobbista', guidando le pubbliche relazioni della famosa società Ernst & Young in Italia e garantendo le sue prestazioni professionali a diversi studi legali, finanziari e del mondo della comunicazione. La svolta mediatica arriva con l'incarico conferitole da Papa Francesco, che la chiama nel luglio del 2013 a far parte della Cosea, la Commissione referente di studio e indirizzo sull'organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede, guidata dal monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda.

"Sono Membro della Pontificia Commissione Referente di studio e di indirizzo sulla struttura degli enti economici e amministrativi della Santa Sede", ha scritto sul suo profilo Linkedin (il Social Network sulle esperienze professionali). "Sono parte attiva di un team composto da 8 esperti di materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative con la responsabilità di raccogliere informazioni per introdurre riforme nelle istituzioni della Santa Sede, finalizzate ad un'ottimizzazione degli Organismi esistenti e a una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le Amministrazioni vaticane. La posizione, creata tramite Chirografo da Sua Santità Papa Francesco - ha specificato -, è coperta da segreto di Stato e riporta esclusivamente al Pontefice. Sono l'unica donna, l'unica under 55 e l'unica italiana del team composto da 7 laici e un prelato", ovvero mons. Lucio Vallejo Balda.

 Quando fu designata il suo nome destò molta sorpresa all'interno delle Mura leonine. Pochi la conoscevano se non per la sua vicinanza con mons. Balda, legato all'Opus Dei, la Prelatura a cui anche lei si diceva "vicina spiritualmente". Ma subito il suo nome è venuto alla ribalta.

Un primo "caso" Chaouqui scoppiò quando nella stessa estate del 2013 vennero alla luce alcuni "tweet" del suo profilo - ora chiuso - in cui la giovane esaltava la stagione Vatileaks e prendeva di mira personalità come il card. Tarcisio Bertone e l'ex ministro Giulio Tremonti. La donna ha poi sempre smentito di essere l'autrice dei tweet.  Un secondo "caso Chaouqui" che fece ancora più clamore in Vaticano, perché il Papa ne fu profondamente irritato, ebbe a che vedere con l'organizzazione di un "party" sulla terrazza della Prefettura degli Affari economici in via della Conciliazione organizzato per offrire a personalità politiche e del jet set italiano ed estero la possibilità di assistere da una postazione privilegiata alle canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II in piazza San Pietro il 15 aprile 2014. Su quella terrazza Chaouqui faceva gli onori di casa e mons. Vallejo Balda distribuiva ai presenti la comunione in un bicchiere di cristallo. Un particolare che non piacque per nulla a Bergoglio, alieno da comportamenti del genere, e che fecero cadere gli ultimi dubbi sull'opportunità di procedere allo scioglimento della Cosea, il cui ultimo giorno di lavoro è stato il 22 maggio 2014. 
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