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MONDO

L'incontro con il direttore dell'Aise

Le Monde: il capo dei servizi segreti siriani a Roma nel gennaio scorso

Il quotidiano francese sostiene che Ali Mamlouk, generale di 72 anni, sarebbe venuto in Italia per incontrare i vertici dell’Aise
 

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Il capo dei servizi segreti siriani Ali Mamlouk sarebbe stato a Roma a gennaio, per incontrare il direttore dell'Aise (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica), Alberto Manenti. Lo scrive il quotidiano Le Monde, precisando che la visita - "su invito dell'Aise" e rivelata già a febbraio dal quotidiano libanese Al-Akhbar - sarebbe stata confermata al giornale parigino "da tre fonti molto informate sugli affari siriani". Le Monde definisce l'iniziativa "una violazione degli atti legislativi dell'Unione Europea contro il regime". Mamlouk sarebbe arrivato a Roma "con un jet privato messo a disposizione dalle autorità italiane".
 
Ricostruendo la vicenda, il quotidiano transalpino definisce Mamlouk, 72 anni, generale, un "ambasciatore-ombra del regime di Assad", che in questi anni si è recato "in modo discreto in Giordania, Egitto, Russia, Iraq e Arabia Saudita". Dietro la facciata delle questioni di sicurezza, "l'obiettivo di queste missioni - prosegue il
giornale – è chiaramente politico: rompere l'isolamento del regime, avviare la normalizzazione, con lo scopo di trasformare le sue vittorie militari in vittoria diplomatica". Le Monde, citando tra le fonti della notizia un agente dei servizi di "un paese vicino" della Siria, scrive che nell'incontro con Manenti i temi delle migrazioni e della sicurezza sarebbero stati "pretesti" utilizzati "all'unico scopo di approfondire poco a poco le relazioni della Siria con Roma in un quadro più generale”.
 
Per i siriani, dice il giornale di Parigi, l'Italia sarebbe “un ponte verso Il resto d'Europa". Le Monde aggiunge che la visita di Mamlouk, "che figura in terza posizione della lista nera Ue dietro il presidente Bashar Al Assad e suo fratello Maher, indigna le organizzazioni di difesa dei diritti umani". Interpellata dal quotidiano, la responsabile della diplomazia europea, Federica Mogherini, ha risposto di "non essere stata messa al corrente dei contatti".
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