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SCIENZA

Festival delle Scienze

"Le cause delle cose" è il tema dell'edizione 2018

Al via il 16 aprile la kermesse promossa dal National Geographic con un programma ricco di incontri e conferenze all'Auditorium Parco della Musica

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Salvare gli oceani, esplorare il cosmo, sostenere l'economia circolare, dialogare di matematica, fare incontrare gli umani con gli umanoidi. Si snoda così il National Geographic Festival delle Scienze che il 19 aprile riapre i battenti a  Roma, all'Auditorium Parco della Musica.

L'edizione 2018, la tredicesima della kermesse promossa da NG, ha per tema "Le cause delle  cose", un tema "fondamentale in ambito scientifico e filosofico" così come "è difficile immaginare una qualsiasi attività umana che non abbia a che fare con un'intricata rete di relazioni di causa-effetto"   hanno spiegato gli organizzatori presentando il nuovo round del festival alla presenza, tra gli altri, del Vice Sindaco di Roma Capitale Luca Bergamo.       

A raccontare cosa accadrà nella nuova edizione del festival di NG sono stati anche il Presidente di Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina, l'ad di Fondazione Musica per Roma Josè R. Dosal, l'ad di National Geographic Partners Italia Kathryn Fink, il portavoce del Presidente di Asi, Andrea Zanini, il presidente dell'Infn Fernando Ferroni, e il curatore del Festival Vittorio Bo.

In programma fino a domenica 22 aprile, il Festival di NG quest'anno conta oltre 340 eventi, di cui più di 40 incontri con scienziati di livello internazionale, filosofi, ricercatori, innovatori, artisti e oltre 200  attività educational per bambini e ragazzi.        
 
La causalità sarà messa in relazione con il senso della libertà (dal videomaker Raoul Martinez), con il recupero del carpe diem (dal filosofo Roman Krznaric), con la musica e la creatività (in un appassionato dialogo tra Susan Rogers, ingegnere del suono di artisti come Prince e David Byrne, e Chrysta Bell, modella, cantautrice, attrice per David Lynch), mentre autorevoli accademici internazionali proporranno al pubblico stimolanti riflessioni sul rapporto tra l'uomo e la natura, tra i pensieri e le parole, tra le cause e il tempo, lambendo anche questioni delicate come quella dei crimini di stato.

Uno dei grandi ospiti internazionale del Festival è la statunitense Sylvia Earle, oceanologa di National Geographic protagonista di una serie di appuntamenti lunedì 16 aprile, tra cui una lectio su come 'Salvare gli oceani'. Di caratura internazionale è la partecipazione di Raoul Martinez, eclettica figura di filosofo, artista, film-maker e  scrittore che con il progetto Creating Freedom ha introdotto la provocatoria idea della 'lotteria della nascita', e di cui esce per il  Festival la versione italiana del libro. "Visto che non siamo noi a scegliere il nostro corredo genetico, l'ambiente in cui cresciamo o il cervello con cui pensiamo, possiamo essere considerati moralmente responsabili delle scelte che ne conseguono?": sul tema, Martinez ha le idee ben chiare e ne parlerà venerdì 20 aprile alle 19.30. 

Nell'Universo, sopra le nostre teste, i buchi neri collidono, si fondono increspando lo spazio-tempo in onde gravitazionali. E suonano. Improvvisazioni cosmiche che, sulla terra, possono diventare jazz. Danilo Rea (pianoforte), Paolo Damiani   (violoncello) e Michele Rabbia (percussioni) con gli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia il 16 aprile saranno, infatti, sul palco della Sala Petrassi con 'Lights and waves rhapsody, racconto in musica a tre voci,  con orchestra'. Un evento a cura dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell'Agenzia Spaziale Italiana e dell'Istituto nazionale di Astrofisica che vedrà questi musicisti d'eccezione creare nuova musica  ispirata alle scoperte raccontata da Fulvio Ricci (Infn), da Immacolata Donnarumma (Asi) e da Paolo D'Avanzo (Inaf). Alle 21 di lunedì prossimo il racconto della più straordinaria scoperta in fisica  degli ultimi 100 anni fra scienza e suono.    
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