ECONOMIA

Oggi nuovo confronto Governo-Regioni-Comuni

Legge di stabilità, le perplessità di Bankitalia sul Tfr in busta paga. Pensioni a rischio

L'esecutivo discuterà con Regioni e Comuni dei tagli da 4 miliardi che la manovra impone ai governatori, e la somma di 1,2 miliardi sollecitati ai sindaci

Sergio Chiamparino e Matteo Renzi
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Roma L'esecutivo accelera per cercare di attenuare le preoccupazioni di Regioni e Comuni per i tagli previsti dalle manovra. Dopo le polemiche scoppiate nelle ultime settimane, l'incontro di oggi a Palazzo Chigi potrebbe infatti consentire di spegnere o almeno ridimensionare gli allarmi di Sergio Chiamparino e Piero Fassino. In ballo, da un lato, c'è ancora la quadratura del cerchio sui tagli da 4 miliardi di euro che la manovra impone ai presidenti di Regione, anche se lascia loro ampia scelta sul range di interventi; e, dall'altro, la somma di 1,2 miliardi (a cui bisogna sommare 300 milioni dovuti alle manovre precedenti, l'avvio del Fondo per i crediti di difficile esigibilità e il nuovo sistema di contabilità che prenderà le mosse dal 2015) sollecitati ai primi cittadini. L'appuntamento è per le 15.30: la delegazione del Governo, composta dal Sottosegretario Graziano Delrio, il ministro Maria Carmela Lanzetta e il Sottosegretario Pier Paolo Baretta incontrerà la delegazione dell`Anci guidata dal Presidente Piero Fassino. Poi, alle 16.30 l`incontro con la delegazione della Conferenza delle Regioni, presieduta da Sergio Chiamparino. 

La trattativa
L'incontro del 23 ottobre a Palazzo Chigi si è concluso con una formula che conteneva al suo interno un passepartout che è subito stato definito 'Lodo Chiamparino'. Che in realtà ha anche il pregio di richiamare lo Stato Centrale alle proprie responsabilità, evidenziando quindi la necessità di una razionalizzazione a tutto campo, compresi i costi dei ministeri. A cui si potrebbero aggiungere un recupero dei fondi per rimettere sui binari "una politica di investimenti sull'edilizia sanitaria", passando per una ottimizzazione delle risorse che le Regioni detengono nei diversi dicasteri. Dovrebbe poi aggiungersi anche un'altra modalità di riorganizzazione delle risorse delle Regioni, consentendo l'utilizzo di quasi 2 miliardi giacenti in un fondo presso il Tesoro destinati a schermare i territori dai rischi di svalutazione dei derivati sottoscritti da più di un governatore. Sempre dalle parti delle Regioni, c'è poi chi ha sottolineato - come ha fatto il coordinatore degli assessori al Bilancio, il lombardo, Massimo Garavaglia - che le risorse sulla sanità possono essere ridotte fino a un massimo di 1,5 miliardi, altrimenti si correrebbe il rischio di "un effetto boomerang" su sanità e trasporti.  

Il dibattito 
Il braccio di ferro con il governo, peraltro alla vigilia dell'Assemblea nazionale dell'Anci che si aprirà giovedì prossimo a Milano, oltre a una rivisitazione complessiva dell'impatto, calcolato dagli esperti dell'Ifel, ha aperto le porte mercoledì scorso a quella che il presidente del Consiglio ha definito 'Local Tax'. Percorso che lascia presupporre autonomia impositiva da parte dei Sindaci, richiesta caldeggiata ormai da tempo dall'Associazione dei Comuni. Di fronte alla fermezza granitica di Renzi sulla impossibilità di rivedere i saldi, il sottosegretario Graziano Delrio ha teso una mano, assicurando che al termine dell'iter parlamentare della legge di stabilità si troverà il modo di garantire una completa autonomia fiscale, vale a dire "una tassa che comprenda tutte le tasse comunali". Intanto sul piatto della bilancia pesa anche la riforma degli enti locali, ideata proprio dall'ex presidente Anci Delrio, e che partirà a gennaio, che tuttavia potrebbe essere zavorrata ancora dal rispetto del patto di stabilità e dalla drammatica situazione di molte Province, gran parte delle quali già in default finanziario. 

Le riserve di Bankitalia sul Tfr in busta, a rischio le pensioni
Bankitalia, invece, promuove la legge di Stabilità anche se auspica "la temporaneita' del provvedimento" sul Tfr. In un'audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il vice direttore generale Luigi Federico Signorini ieri ha spiegato che "lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacita' della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente piu' soggetti a vincoli di liquidita'. L'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate". Poi le perplessità della Corte dei Conti. In audizione alle commissioni riunite Bilancio alla Camera il presidente Raffaele Squitieri ha detto che ci protrebbero essere dei rischi per la legge di stabilità dalle clausole di salvaguardia. Queste, secondo Squitieri, provocano "l'acuirsi di incertezze sul gettito futuro". Sono state espresse perplessità anche sull'utilizzo delle risorse in arrivo dalla lotta all'evasione fiscale, per "un uso improprio dei proventi (per loro natura incerti) per coprire spese o sgravi fiscali certi". Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, "questa Legge di stabilità segna un'importante discontinuità rispetto al passato". La manovra mette "in secondo piano la riduzione del deficit per dare priorità al sostegno all'economia - afferma - rallentando il percorso di rientro e rinviando il raggiungimento dell'obiettivo del pareggio di bilancio dal 2016 al 2017".
 
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