POLITICA

In Parlamento

Legittima difesa, il relatore Ermini: "Non servirebbe, ma togliamo la parola notte"

Ieri approvata alla Camera la proposta di legge che modifica gli aritcoli 52 e 59 del Codice Penale. Lo stop di Renzi: ho molti dubbi su questo testo. Per Berlusconi il testo è inadeguato, e anche Salvini attacca: "Siamo alla difesa variabile in base alle fasce orarie" 

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Perplessità sulla rete e tra le forze politiche dopo l'ok della Camera alle nuove norme che disciplinano la legittima difesa. Il nodo da sciogliere sembra essere l'articolo 52 del Codice penale che definisce legittima difesa in caso di violazione di domicilio come la "reazione ad un'aggressione commessa in tempo di notte".

Ermini: "Se necessario, togliamo la parola notte"
Perfino il relatore della legge, il deputato del Pd David Ermini, si mostra dubbioso a Omnibus, su La7. "Come giustamente mi ha detto Renzi, la percezione dei cittadini deve essere di completa sicurezza e quindi dobbiamo essere disponibili a correggere la locuzione - ha affermato il deputato - Non servirebbe togliere la parola notte, ma se è l'elemento per cui si deve fare una campagna elettorale contro, allora la togliamo".

I dubbi di Renzi
Ieri sera era arrivato il dietrofront di Renzi nonostante la legge sia stata approvata dalla Camera proprio su iniziativa e con i voti del suo partito e dei centristi di Ap. Lo stop lo ha annunciato lui stesso ai suoi elettori, comunicandolo sulla app da lui inaugurata per le primarie nella rubrica dedicata alle domande e risposte dirette con gli iscritti, in risposta alla critica di tal Alessandro convinto che la nuove norme  "ridicole" avrebbero fatto perdere "credibilità e voti" al Pd. "Caro Alessandro - ha scritto il rieletto segretario del Pd - capisco la tua considerazione. Da parte mia inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo - leggendo il testo- ho avuto e ho molti dubbi".   "Matteo - era stato l'avvertimento di Alessandro a una manciata di ore dall'ok della Camera al testo del Pd - ti scrivo da tuo sostenitore convinto per dirti che la legge sulla legittima difesa così come è percepita fa scappare da ridere anche a uno come me. Sono in mezzo alle persone normali tutti i giorni e ti assicuro che una cosa del genere ci fa perdere credibilità e, di conseguenza, voti. Le cose o si fanno oppure no".      

Bagarre alla Camera
Ieri alla Camera, dove è stata approvata la nuova proposta di legge sulla legittima difesa, è stato caos. Il centrodestra grida al "favore ai criminali", a sinistra del Pd si parla di "Far west", Roberto Saviano accusa il partito di Renzi di essere "peggiore della destra".

I voti ed i numeri
Non è affatto scontato che le nuove norme diventino davvero legge dello Stato. I numeri ad oggi non ci sono, o sono comunque molto incerti, e ad ammetterlo sono proprio fonti di governo ed esponenti Pd. "I numeri sono a rischio, senza Mdp", dice una fonte. E Davide Ermini riconosce: "Al Senato i voti vanno trovati, al momento non ci sono o comunque non sono affatto certi". I conti sono presto fatti: il governo Gentiloni ha ottenuto a dicembre 169 voti di fiducia, otto in più della maggioranza assoluta, compresi quelli di Mdp ed escluso Ala di Denis Verdini che uscì dall'aula. Mdp alla Camera non ha votato e, senza modifiche, non sembra intenzionata a votare nemmeno a palazzo Madama. Ala, invece, alla Camera ha votato sì e quindi potrebbe bilanciare i voti in mendo degli ex Pd. Mdp e Ala, infatti, sostanzialmente si equivalgono come numeri al Senato (15 gli ex Pd, 16 i verdiniani). Ma dubbi sono stati espressi anche dai socialisti di Riccardo Nencini, che contano su tre senatori. E nello stesso Pd non si può dare per scontato il voto di tutto il gruppo, anche alla Camera c'è stata la defezione di Franco Monaco. Maggioranza sul filo, insomma, e c'è chi non esclude ulteriori modifiche alla normativa per provare a recuperare i voti di Mdp.

"Il governo non rischia"
Di certo, precisa Ermini, il governo Gentiloni non ha nulla da temere, anche in caso di stallo: "Figurarsi, è una legge di iniziativa parlamentare, il governo non c'entra nulla".

Legittima difesa: cosa prevede la nuova legge


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