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POLITICA

Premier presenta il suo patto di coalizione

Che cos'è "Impegno per l'Italia' presentato da Enrico Letta

Cinquanta azioni dall'occupazione all'istruzione, passando per fisco, legalità e famigle. Tra i punti principali la riduzione del costo del lavoro, la disciplina del conflitto di interesse e lo ius soli per gli immigrati

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Roma Il rilancio di Enrico Letta passa dalle 58 pagine del documento di ‘Impegno Italia’. Un programma, pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio, che prima di elencare i temi, parte da un appello firmato dal premier:"Chiedo di stipulare, sulla base di ‘Impegno Italia’, un patto di coalizione vincolante. A viso aperto e con un atteggiamento lineare".

Una premessa che serve a Letta per dire anche ai partiti che sostengono l'attuale governo che questo programma non si farà con l’attuale esecutivo, come sottolinea in un passaggio durante la conferenza stampa a palazzo Chigi: “’Impegno Italia’ è il lavoro del programma per il nuovo governo, che dobbiamo formare".

Il nuovo esecutivo partirà quindi dalle cinquanta azioni previste dal documento, dal lavoro all’innovazione, passando per la scuola e il turismo, con una visione di “un'Italia che riparte”. Per quanto riguarda l’occupazione saranno utilizzati trenta miliardi di euro per il biennio 2014-2015 che consentiranno le riduzioni di tasse per le imprese sul costo del lavoro e per il lavoratori. Risorse che saranno affiancate da 300 milioni di crediti alle imprese. Enrico Letta ha annunciato anche una "sperimentazione attraverso l'Expo di Milano, di contratti a tutele progressive per il tempo indeterminato", oltre alla "semplificazione del codice del lavoro". Tra gli altri interventi l’allentamento del patto di stabilità interno, una nuova legge sulla concorrenza e la liberalizzazione dei servizi pubblici, una nuova disciplina per il conflitto d'interessi, avviando entro marzo il percorso legislativo per arrivare all'approvazione prima della fine del 2014 e l’introduzione dello ius soli per gli immigrati.

Poi un passaggio riservato all’istruzione: “cominciare e finire prima: vogliamo un grande piano per il Paese perché la scuola cominci a 5 anni e finisca a 18", al quale aggiunge la necessità di "scuole sicure e cablate". "Un piano ambizioso con bambini al centro" che si lega con un altro grande progetto secondo Letta, quello di conciliare “la vita delle persone ed il lavoro, a aiutare bambini, rafforzare asili nido, dare un incentivo fiscale all' occupazione femminile e a caricare con nuove risorse il fondo per i nuovi nati attraverso congedi di paternità e maternità che dobbiamo rivoluzionare per come sono oggi".

Tutto però deve partire, secondo Letta, da alcune modifiche delle regole, a partire dai 'concerti amministrativi' che sono “la tomba dell'approvazione delle misure economiche”. Sulle date però entro cui realizzare questo programma Letta non si sbilancia: “Non metto una data a Impegno Italia, questa legislatura deve farci uscire dall'emergenza. La durata di Impegno Italia per me e' legata al compimento delle riforme, cioè della legge elettorale, del Senato, del titolo V della Costituzione. Terminato questo processo ritengo che il lavoro possa essere legato a questo".

Se in ‘Impegno Italia’ Letta guarda al futuro, durante la conferenza stampa, il presidente del Consiglio ha anche tracciato un bilancio dei suoi 10 mesi di governo, considerati punto di partenza del documento presentato oggi: "Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto come squadra, abbiamo preso il timone con un segno meno e oggi il Paese ha il segno più, è una crescita piccola ma è fondamentale come indicazione di marcia che ci consente di guardare con fiducia al futuro".

Tra i risultati rivendicati da Letta anche “lo spread sotto i 200, in una condizione migliore rispetto a quanto era successo ai primi di gennaio perché il tasso di interesse nominale dei titoli di Stato era più alto; oggi è per l'Italia il migliore da 8 anni. Abbiamo recuperato elementi fondamentali. Il debito scende per la prima volta per le privatizzazioni dopo 6 ani, ed il deficit è sotto controllo, sotto il 3%". Condizioni di governo che il premier ha definito “difficilissime”, dando anche un titolo a questi mesi di governo: “Ogni giorno come se fosse l'ultimo".
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