Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Lettera-di-19-deputati-M5S-al-capogruppo-Francesco-D-Uva-cambiare-testo-dl-sicurezza-3fe45b77-92f8-42d4-9530-75ed3db15f2a.html | rainews/live/ | (none)
POLITICA

Salvini: "Va approvato in fretta"

M5S, lettera di 19 deputati: "Cambiare dl sicurezza". Di Maio: "Avanti con testo, mi aspetto lealtà"

Nella mail inviata da una ventina di deputati 5 Stelle al capogruppo Francesco D'uva si chiedeva di presentare emendamenti al dl sicurezza" ma soprattutto "di aprire un tavolo di confronto interno". 

Condividi
"Il dl sicurezza è già stato migliorato al Senato e presto verrà approvato anche alla Camera".  Così il capogruppo M5S alla Camera, Francesco D'Uva, in merito alla lettera inviatagli da 19 deputati in cui si chiedeva di discutere e migliorare il decreto Salvini.

"Chiaro che, come avviene per tutti i provvedimenti possono essere sempre migliorati, ma mi limito tra l'altro a ricordare che questo decreto finalmente ci permetterà di smantellare il business illegale sulla pelle dei migranti, attraverso l'obbligo di trasparenza nella rendicontazione per le cooperative che gestiscon l'accoglienza. Cioè una battaglia storica del Movimento", ha detto D'Uva.

Di Maio: "Avanti con il testo, mi aspetto lealtà"
"Il dl sicurezza è alla sua seconda lettura. Il Parlamento è sovrano ma come governo auspichiamo che sia approvato in'ultima lettura alla Camera. Andare oltre significherebbe far sì che decada. Le persone che hanno firmato quella richiesta lo hanno fatto spiegando che riconoscono l'importanza del dl sicurezza per il governo. Credo che vogliono fare un'azione di testimonianza, ma mi aspettolealtà al governo che va avanti finché è autonomo". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa a Caserta.

I deputati 5 Stelle: "Aprire un tavolo di confronto interno"
A quanto apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari, una ventina di deputati M5S ha inviato una mail al capogruppo pentastellato Francesco D'Uva per rivendicare la possibilità di apportare modifiche al testo del dl licenziato dal Senato lo scorso 7 novembre. La missiva, racconta una fonte, sarebbe stata sottoscritta da 19 parlamentari, per lo più alla prima legislatura.

"Nella mail - spiega all'Adnkronos un deputato - si chiede di presentare emendamenti al dl sicurezza" ma soprattutto "di aprire un tavolo di confronto interno". Una richiesta di attenzione e considerazione da parte del direttivo, quella che arriva dai 19 deputati grillini.

Ci saranno 8 emendamenti al dl Sicurezza, firmati da alcuni deputati M5s. annunciano i 19
parlamentari 5 stelle nella mail indirizzata al capogruppo alla Camera, Francesco D'Uva, ai capi Area e ai capigruppo in commissione. 

Alla Camera rischia di aprirsi un nuovo fronte dopo le tensioni al Senato che hanno visto protagonisti 5 esponenti M5S (Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Virginia La Mura, Matteo Mantero), i quali si sono rifiutati di partecipare al voto di fiducia al governo sul provvedimento e per questo motivo sono finiti sotto la lente di ingrandimento del collegio dei probiviri.

Salvini: "Va approvato in fretta"
Il decreto Sicurezza e immigrazione "va approvato in fretta". È quanto risponde Matteo Salvini a chi gli chiede un commento alla lettera dei 19 deputati del Movimento 5 stelle."Lotta alla mafia e all'immigrazione clandestina non possono aspettare ancora", aggiunge il ministro dell'Interno, contattato al telefono dall'Agi. 

La lettera dei deputati 5 Stelle: "Il Decreto Sicurezza non era nel contratto"
"Pur coscienti del percorso che avrà il Decreto Sicurezza e Immigrazione e dei tavoli di trattativa che ci sono stati sul tema in fase di elaborazione, riteniamo che il testo che arriverà alla Camera abbia molte criticità che si rifletteranno pesantemente sulla vita dei cittadini. Un testo che non trova, in molte sue parti, presenza nel Contratto di Governo ed è, in parte, in contraddizione col programma elettorale del MoVimento 5 Stelle". È  quanto si legge nel testo della mail, in possesso dell'Adnkronos, inviata al capogruppo M5S Francesco D'Uva, "ai capi area" e ai capigruppo di commissione dai deputati 5 Stelle Barzotti, Bruno, Cappellani, D'Ippolito, Deiana, Di Lauro, Ehm, Federico, Giannone, Giordano, Iovino, Ricciardi, Sarli, Siragusa, Sportiello, Suriano, Termini, Traversi, Vizzini.

"Siamo perfettamente a conoscenza di come questo decreto sia essenziale per la Lega e non è nostra intenzione complicare i già delicati equilibri di governo; non per questo però - proseguono i 19 firmatari - riteniamo di non dover esercitare il nostro diritto di parlamentari e di non lasciare una traccia chiara e precisa di quale sia la posizione del MoVimento 5 Stelle su questo provvedimento". 

"Non ci arroghiamo il diritto di essere la voce del MoVimento, sia chiaro. Ci sarebbe però piaciuto confrontarci in tempi e modi adeguati affinché una posizione condivisa emergesse. Purtroppo rileviamo una carenza di discussione interna che in molte sedi, anche ufficiali, tanti di noi hanno espresso", rimarcano i deputati M5S.

"Per questi motivi - insistono -, per l'importanza politica del decreto, per la sua incidenza culturale e sociale, veniamo a sottoporre al Presidente del Gruppo Parlamentare, ai Capigruppo di Commissione, ai Capi Area, otto emendamenti che alleghiamo, da depositare in Commissione Affari Costituzionali che sicuramente non renderebbero il decreto ottimale ma migliorerebbero sostanzialmente alcune parti davvero critiche, sempre ovviamente nel rispetto del Contratto di Governo, della Costituzione e dei principi del MoVimento 5 Stelle".

"Sappiamo che questo iter di condivisione interna possa non essere canonico e che la firma su un emendamento dovrebbe essere il passo conclusivo di un percorso: tale percorso però non c'è mai stato e la responsabilità non è certo dei singoli deputati e deputate. Quindi non rimane altra strada, al momento, di procedere in questa maniera", aggiungono i firmatari della missiva.

I pentastellati chiedono "ai destinatari di questa mail di girarne il contenuto e gli allegati a tutti i Portavoce Deputati e Deputate: gli emendamenti sono chiaramente aperti alla firma di tutti. Concludiamo, non più sperando in maggior collegialità e condivisione, come facciamo da tempo, ma chiedendola con forza".
Condividi