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MONDO

Trump parla con Haftar: serve pace e stabilità

Libia, Onu: "27.000 gli sfollati a Tripoli". Unicef: "1.800 bambini a rischio"

L'allarme della dichiarazione congiunta del direttore generale dell'Unicef e del Rappresentante speciale del Segretario dell'Onu per i bambini ed i conflitti armati. Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi incontra il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian

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"Con Le Drian abbiamo parlato della situazione in Libia che preoccupa entrambe le nazioni e la
nostra posizione comune e condivisa che si debba arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco, si fonda sulla convinzione condivisa che non esiste soluzione militare che possa risolvere complesse questioni politiche della Libia. Al cessate il fuoco deve seguire una tregua umanitaria", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nel punto stampa con il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, dopo un colloquio alla Farnesina. 

Per la crisi libica "non c'è una via di uscita se non si tratta di via uscita politica. Su questo con l'Italia siamo sempre stati d'accordo. Ne abbiamo parlato a Parigi e Palermo", ha detto il ministro degli Esteri francese.

27mila sfollati
È salito a 27.000 il numero degli sfollati dall'inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni, scrive l'ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA)  in un "aggiornamento flash" sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che i fattori che spingono le persone ad abbandonare le aree colpite includono combattimenti, bombardamenti, attacchi aerei, così come la mancanza di servizi chiave e beni come elettricità e acqua.

La nota dell'OCHA da' anche conto che "un numero significativo di civili è stato in grado di uscire dalle aree di Khalat al Furjan/Ain Aara, a sud ovest di Tripoli il 17 aprile, accompagnato da squadre di evacuazione locali. Questo sviluppo è stato possibile dopo gli interventi delle Nazioni Unite, che hanno chiesto un passaggio sicuro per i civili in aree colpite da conflitti. Attraverso questo corridoio umanitario, anche i primi soccorritori hanno potuto assistere anche le persone che hanno deciso di rimanere nelle aree colpite per proteggere i loro beni".

Unicef: 1.800 bambini a rischio
Circa 1.800 bambini hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento in Libia, mentre altri 7.300 sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze: nel complesso, sono circa 500.000 i bambini colpiti finora in tutta la parte occidentale del paese. È l'allarme lanciato oggi in una dichiarazione congiunta del direttore generale dell'Unicef e del rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per i bambini ed i conflitti armati. 

Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell'escalation dei combattimenti, i peggiori degli ultimi anni, a tripoli e dintorni", recita la nota congiunta del direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore e del rappresentante speciale Virginia Gamba. "Ricordiamo a tutte le parti in guerra in libia l'obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale - prosegue la nota -. uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente. devono essere messe in atto misure di prevenzione per proteggere meglio i bambini, in linea con la risoluzione 2427 del consiglio di sicurezza".

E poi: "Esortiamo inoltre ad un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per tutti i bambini bisognosi, e ad un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree in conflitto".

Trump parla con Haftar: serve pace e stabilità
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il maresciallo Khalifa Haftar per discutere gli sforzi antiterrorismo in corso e la ''necessità di raggiungere la pace e la stabilità". Lo afferma la Casa Bianca. 'Il Presidente ha riconosciuto il significativo ruolo di Haftar nel combattere il terrorismo, e i due hanno discusso una visione comune per la transizione della libia verso un sistema politico stabile e democratico''.

AMSI, finora almeno 240 morti, 75 sono bambini
Continua a salire, di giorno in giorno, il bilancio delle vittime in Libia a causa degli scontri: ad oggi si registrano 240 morti, tra i quali 75 bambini, 42 donne decedute a seguito degli stupri subiti e 17 sanitari. Lo afferma all'ansa Foad Aodi, presidente dell'associazione medici di origine straniera in italia (AMSI) e consigliere dell'ordine dei medici di roma, dall'inizio del conflitto in contatto costante con i medici libici nelle aree colpite. I feriti sono ad oggi 1.400, tra i quali 300 minorenni.
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