ITALIA

La sua P2 al centro dei misteri d'Italia

Licio Gelli, alle 15 i funerali a Pistoia

Nel 1963 l'iscrizione alla massoneria del 'venerabile'. Nel 1966 il Gran maestro Gamberini lo trasferisce alla loggia "Propaganda 2", nata a fine '800 per permettere l'adesione riservata di personaggi pubblici. Nel '75 lo scioglimento della P2, che però grazie a Gelli, che da segretario diviene gran maestro, rinasce più forte e allarga i suoi tentacoli in ogni ramo del potere. Quando, il 17 marzo 1981, i giudici milanesi Turone e Colombo, indagando sul crack Sindona, arrivano alle liste, per il mondo politico italiano è un terremoto. 

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La camera ardente di Licio Gelli è rimasta aperta tutta la notte, ma le visite sono state poche. Questa mattina don Vezio Soldani, parroco della vicina chiesa della Badia, ha impartito alla salma una benedizione. Alle 10 la partenza per Pistoia, dove alle 15 saranno celebrati i funerali.

Alla camera ardente di Licio Gelli, il 'venerabile' maestro della Loggia P2, l'ex presidente dell'Arezzo calcio, Piero Mancini, poi molti dipendenti delle fabbriche di materassi del Gelli imprenditore. Nella saletta, spoglia, nessun simbolo massonico, ma alla giacca del Venerabile appuntata una spilla con il fascio Littorio. D'altronde Gelli non l'ha mai nascosto: "Sono e sarò sempre fascista". Nel taschino i suoi inseparabili occhiali fume'. E all'anulare, l'anello con lo stemma nobiliare. Gelli era Conte, è scritto nel manifesto funebre in cui si chiedono "non fiori ma opere di bene". Fin dalla mattina di ieri attorno al feretro i familiari del Venerabile maestro. Il figlio Raffaello, la figlia Maria Rosa e la moglie Gabriela. L'altro figlio, Maurizio, abita in Sud America. Non hanno voglia di parlare. Quando escono si fanno scortare da alcuni uomini di una ditta privata di security.Gelli è morto martedì poco prima della mezzanotte, nella sua villa di Arezzo, la famigerata villa Wanda. Lo storico legale del gran maestro, l'avvocato Raffaello Giorgetti, continua a fare il difensore anche all'uscita della camera ardente. "Si definì burattinaio, ma fu più una battuta che una descrizione della realtà. In ogni momento della cronaca e della storia serve un capro espiatorio, in quel momento trovarono lui". Le condanne? "Sono stati solo colossali errori giudiziari - risponde - Gelli non era un grande burattinaio, era un grande innocente".

La vita e la P2
Nato a Pistoia il 21 aprile 1919, a 18 anni si arruolò come volontario nelle "camicie nere" di Franco in Spagna. Fu fascista, 'repubblichino' e poi partigiano. Il 16 dicembre 1944 sposa Wanda Vannacci dalla quale ebbe quattro figli. Dopo la guerra si trasferisce in Sardegna e in Argentina, dove si lega a Peron e Lopez Rega. Tornato in Italia comincia a lavorare nella fabbrica di materassi Permaflex e diventa direttore dello stabilimento di Frosinone. Poi diventa socio dei fratelli Lebole e proprietario dello stabilimento Gio.Le di Castiglion Fibocchi. Nel 1963 Gelli si iscrive alla massoneria. Nel 1966 il Gran maestro Gamberini lo trasferisce alla loggia "Propaganda 2", nata a fine '800 per permettere l'adesione riservata di personaggi pubblici. Nel 1975 si decide lo scioglimento della P2, che però grazie a Gelli, che da segretario diviene gran maestro, rinasce più forte e allarga i suoi tentacoli in ogni ramo del potere. Quando, il 17 marzo 1981, i giudici milanesi Turone e Colombo, indagando sul crack Sindona, arrivano alle liste, per il mondo politico italiano è un terremoto. 

L'elenco
Negli elenchi ci sono quasi mille nomi tra cui ministri, parlamentari, finanzieri come Michele Sindona e Roberto Calvi, editori, giornalisti, militari, capi dei servizi segreti, prefetti, questori, magistrati. C'è anche il nome di Berlusconi. La P2 risulta coinvolta direttamente o indirettamente in tutti i maggiori scandali degli ultimi trent'anni della storia italiana: tentato golpe Borghese, strategia della tensione, crack Sindona, caso Calvi, scalata ai grandi gruppi editoriali, caso Moro, mafia, tangentopoli. Il 22 maggio 1981 scatta il primo ordine di cattura, ma Gelli e' irreperibile. Verra' arrestato a Ginevra il 13 settembre 1982. Rinchiuso nel carcere di Champ Dollon, evade il 10 agosto 1983. Il 21 settembre 1987 si costituisce a Ginevra. Torna a Champ Dollon, che lascia il 17 febbraio 1988 estradato in Italia. L'11aprile ottiene la liberta' provvisoria per motivi di salute. Il 16 gennaio 1997 c'e' un nuovo ordine di arresto, ma il ministero della Giustizia lo revoca: il reato di procacciamento di notizie riservate non era tra quelli per cui era stata concessa l'estradizione. Il 22 aprile 1998 la Cassazione conferma la condanna a 12 anni per il Crack del Banco Ambrosiano. Il 4 maggio Gelli è di nuovo irreperibile: la fuga dura più di quattro mesi. Gli vengono concessi i domiciliari, che sconterà a Villa Wanda, la residenza dove è morto e che nell'ottobre 2013 gli venne sequestrata a conclusione di una indagine per un debito col fisco; la magione - nella quale tuttavia continuo' a vivere - è rientrata nella sua disponibilità pena nel gennaio scorso per la dichiarata prescrizione dei reati fiscali. Nell'aprile 2013 i pm di Palermo dell'inchiesta Stato-mafia lo hanno sentito per gli intrecci tra P2, servizi ed eversione. 

 
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