SPETTACOLO

"Senza Tema"

Linea d'ombra: cinema, musica, performing art e realtà virtuale a Salerno

Fino al 9 dicembre la 22a edizione della rassegna

La realtà virtuale
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Cinema, musica, performing art e realtà virtuale a Salerno. Dal 6 al 9 dicembre, la XXII edizione di Linea d’Ombra Festival presenta quatto giorni e quattro notti di eventi che indagano il vasto mondo della creatività giovanile.

Tema/provocazione di questa edizione è “Senza Tema”:  content is king, professava Bill Gates nel 1996 (anno di nascita del festival Linea d’Ombra). L’assunto è diventato ben presto uno dei pilastri della comunicazione digitale postmoderna e oggi, alla luce delle rivoluzioni tecnologiche, assume un significato differente che ispira una considerazione: il contenuto è la sua assenza.

Spettacoli, concerti, film, cortometraggi, incontri, momenti di approfondimento e confronto animeranno le quattro location cittadine – Teatro Augusteo, Sala Pasolini, Cinema Apollo e Cinema Fatima – che ospiteranno l’edizione 2017 del festival diretto da Peppe D’Antonio e Luigi Marmo.

Trenta le opere selezionate per il concorso internazionale 'CortoEuropa', dedicato ai cortometraggi di finzione realizzati da autori europei nell’ultimo biennio. I lavori scelti, tra i circa 2.000 iscritti al concorso, provengono oltre che dall’Italia, anche da Germania, Spagna, Belgio, Francia, Grecia, Olanda, Regno Unito, Svizzera, Svezia, Slovacchia. Uno spaccato significativo delle nuove produzioni europee.

Quattro gli ospiti degli incontri d’autore moderati da Boris Sollazzo, in programma alla Sala Pasolini. Il regista e sceneggiatore Paolo Genovese (6/12),  gli autori di "Gatta Cenerentola" - Alessandro Rak, Dario Sansone, Ivan Cappiello e Marino Guarnieri - (7/12), i fratelli del cinema italiano Marco e Antonio Manetti, meglio conosciuti come Manetti Bros (8/12) e il regista Sydney Sibilia (9/12), nelle sale italiane in questi giorni con “Smetto quando voglio. Ad honorem”, ultimo capitolo della fortunata trilogia.

Sempre per la sezione cinema, nella notte tra l’8 e 9 dicembre si terrà la consueta maratona cinematografica notturna con premio finale, quest’anno dedicata ai fratelli Coen. Dalle ore 23 di venerdì 8 dicembre fino all’alba del giorno seguente passeranno in rassegna sul grande schermo alcune delle pellicole più significative dei due registi, sceneggiatori e produttori di Minneapolis. Tra i titoli selezionati: “Il grande Lebowski”, “L’uomo che non c’era”, “Fratello, dove sei?”, “Non è un paese per vecchi”, “Barton Fink - È successo a Hollywood” e “Fargo”.  Come introduzione alla lunga notte di cinema, ci sarà l’incontro con il giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli.

Altro appuntamento significativo di questa sezione è l’omaggio a due grandi sceneggiatori del cinema italiano, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, in arte Age & Scarpelli. Dalla loro penna hanno preso vita film cult firmati da registi come Monicelli, Germi, Scola, Risi, Steno, Comencini, Zampa, Leone. Dal 6 al 9 dicembre nella sala cinema del Teatro Augusteo, infatti, saranno proiettati un documentario di Paolo Virzì “La strana coppia. Incontro con Age e Scarpelli” e tre capolavori assoluti: “I soliti ignoti” e “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli, “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.

Tre i concerti in programma per la sezione musica, al Teatro Augusteo (ore 21.30). Si inizia il 6 dicembre con Peppe Servillo e i Solis String Quartet, in scena con il loro ultimo progetto discografico “Presentimento”, lavoro che segue a distanza di tre anni il precedente “Spassiunatamente”. Venerdì 8, invece, tocca ad Aeham Ahmad, il leggendario pianista di Yarmouk, campo profughi palestinese alle porte di Damasco, che ha commosso il mondo. Classe 1989, Ahmad è stato il primo artista a ricevere il Premio Beethoven, nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Lo scorso anno è uscito “Music for hope”, il suo primo album composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria attraverso una musica “classica”, dallo stile pienamente occidentale, armonicamente congiunta con i versi e la melodia del canto arabo. Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante.

In chiusura, sabato 9 dicembre, spazio alla contaminazione dei francesi Nouvelle Vague. Il combo guidato da Marc Collin e Olivier Libaux ha dato vita a quattro album pubblicati tra il 2004 e il 2010, oltre un milione di dischi venduti, tour in tutto il mondo, tra cui concerti alla prestigiosa Royal Albert Hall di Londra, all'Hollywood Bowl di Los Angeles e all'Olympia di Parigi. Adesso ritornano con un nuovo  album "I Could Be Happy" e un nuovo spettacolo che esaltano ancora di più le straordinarie doti delle interpreti femminili che li accompagnano in questa avventura.

Novità assoluta dell’edizione 2017 è la sezione dedicata alla realtà virtuale, ultima frontiera dell’audiovisivo contemporaneo, per la prima volta in una rassegna al Sud Italia. Presso la Sala Edison, allestita nel porticato del Teatro Augusteo, ogni giorno dalle 18 alle 23 si può vivere la Vitrual Reality Experience. Indossando il visore e le cuffie, restando comodamente seduti, sarà possibile immergersi nell’oceano e nuotare con i delfini, buttarsi con il paracadute in compagnia dei marines, salire sulla jeep con i ranger del Garamba National Park, volare sul cielo di New York, vivere al fianco di rifugiati di Sudan, Siria e Ucraina oppure osservare la terra da lontano o ascoltare gli U2 che si esibiscono al proprio fianco.

Altra novità di quest’anno è il contest teatrale “La quarta parete e poi c’è WhatsApp”: un esperimento di metateatro 2.0, dove lo spettatore, attraverso l’app di messaggistica più usata al mondo, potrà interagire con gli attori presenti sulla scena. Si tratta di un contest dedicato ai corti teatrali, pensato specificamente per la Sala Pasolini, che prevede la partecipazione di tre realtà del panorama teatrale salernitano - The LAAVers, Live e Teatro Grimaldello - selezionate dal curatore della sezione performing art, Antonello De Rosa, attore, regista e direttore artistico di Scena Teatro. L’idea del contest individua come tema il ruolo ”sociale” di WhatsApp, applicazione che vede scambiarsi tra gli utenti 55 miliardi di messaggi al giorno. Un utilizzo creativo di questo strumento, che irrompe prepotentemente nella vita quotidiana, condizionando, in maniera attiva e passiva, la nostra percezione della realtà. Il teatro, con la sua performance live, supera la quarta parete e attraversa gli smartphone degli spettatori. Non si snatura ma gioca con gli strumenti moderni per mettere ancora una volta l’accento su un elemento essenziale: la storia.
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