SALUTE

6 milioni non si curano

Liste d'attesa, ticket, tagli

Cittadinanzattiva col Tribunale dei diritti del malato ha presentato il rapporto sul federalismo in sanità: ogni Regione va per proprio conto, fortissime le differenziazioni che pesano su milioni di malati. Molti dei quali alla fine smettono di curarsi

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Sulla carta l'articolo 32 della costituzione, che garantisce a tutti uguali trattamenti e possibilità di cura, nei fatti la riforma del titolo V che conferì alle regioni la gestione della sanità: la differenza l'ha rilevata il rapporto di Cittadinanzattiva su come si curano gli italiani, da nord a sud.

Ed i dati non sono confortanti: almeno 6 milioni di italiani rinunciano del tutto a curarsi, si tengono il mal di denti o la colite, perché non hanno i soldi per i ticket su farmaci o visite specialistiche, si va dai 781 euro della val d’Aosta ai 267 della Sicilia, ma anche per le liste d'attesa.

Per una visita ortopedica si va dal mese da attendere nel nord-est ai due mesi del centro. Per un problema cardiologico si aspettano 42 giorni al nord ovest il doppio al centro. Peggio va per una ecografia completa all'addome, dal mese e mezzo del nord est ai 4 mesi del centro. E queste ovviamente sono medie. Servizi migliori in quelle regioni che investono di più, più di 2300 euro Trento e Bolzano a persona, peggiori in quelle a piano di rientro per il debito accumulato proprio in sanità, come la Campania, 1776 euro. Il paradosso che sono le regioni, quelle commissariate, dove si pagano più tasse, più di 400 euro in Lazio o Campania, ma anche quelle dove sono saltati la maggior parte di quei 13mila posti letto negli ospedali, dal 2010 al 2013.

Quello che accomuna tutte le Regioni è la lentezza con cui vengono acquistati dalle ASL i farmaci di ultima generazione: quasi due anni in Toscana, 740 giorni in Emilia Romagna, tre anni in Abruzzo. Un altro mal comune che non fa gaudio sono i punti nascita, 98 su 531 sono fuori norma, perché fanno meno di 500 parti l'anno. Ed i Centri di Procreazione medicalmente assistita: quelli privati sono la maggioranza in tutto il paese, concentrati in sole cinque regioni.
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