ITALIA

Listeria, il batterio che ha fatto tre vittime nelle Marche

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Una paziente di 52 anni è deceduta ieri in conseguenza dei postumi della listeriosi che l'aveva colpita nei primi giorni di febbraio 2016. Le condizioni della paziente, affetta da altre patologie, erano risultate molto gravi sin dall'inizio della malattia che si è presentata come "meningo-encefalite con stato di coma". Si tratta del terzo decesso nelle Marche collegabile al cluster di listeriosi umana nel territorio regionale a partire dal maggio 2015

Ma cosa è la Listeriosi?  La Listeria monocytogenes è un batterio molto diffuso nell'ambiente, tollerato negli alimenti entro i limiti previsti dalle norme europee, e la ricerca dell'alimento contaminato causa della malattia può essere complessa perché il tempo di insorgenza dei sintomi, nelle forme diffuse, può arrivare a 70 - 90 giorni dall'assunzione del cibo contaminato. Il microrganismo si annida in un'ampia varietà di cibi crudi: carni non ben cotte, verdure crude, o prodotti caseari preparati con latte non pastorizzato. La maggior parte dei soggetti adulti in buona salute, dopo il consumo di alimenti contaminati da Listeria monocytogenes, non presenta comunque alcun sintomo, oppure può manifestare sintomi simil-influenzali o forme gastroenteriche che guariscono spontaneamente.

Il rischio di sviluppare una malattia grave (in particolare sepsi e meningiti) è più elevato negli anziani e nelle persone affette da altre patologie in grado di ridurre le difese immunitarie, o a seguito dell'uso di farmaci immunosoppressori. Nella donna in gravidanza l'infezione può causare aborto o sepsi neonatale.

Gli alimenti principalmente associati all’infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all’uso) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato. Più raramente le infezioni possono verificarsi attraverso il contatto diretto con animali, persone o l’ambiente contaminato.

"Data la sua natura batterica, il trattamento della malattia passa attraverso una terapia antibiotica, sia per gli adulti che per i bambini", si legge sul sito dell'ISS.

Qui le informazioni sull'infezione del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

L'ultimo nuovo caso del cluster risale al 4 marzo 2016. Tutti gli altri casi sono guariti dalla patologia infettiva. Pur non potendo considerare il focolaio ancora concluso, in quanto sono in corso di ultimazione le indagini di laboratorio ed epidemiologiche, la situazione può essere interpretata come una tendenza all'estinzione dell'episodio, essendo trascorsi più di 90 giorni dall'ultimo nuovo caso.

A seguito delle indagini avviate dalle strutture dell'Ars (Agenzia regionale sanitaria) e dell'Asur (Agenzia sanitaria unica regionale), in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche e il Laboratorio di riferimento nazionale per listeria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise, subito dopo l'evidenza di un anomalo aumento dei casi umani di listeriosi, a febbraio 2016 è avvenuta l'identificazione sia di un alimento (salume "coppa di testa") sia di uno stabilimento marchigiano contaminati da Listeria monocytogenes con caratteristiche microbiologiche sovrapponibili al 100% con quelle che hanno determinato l'epidemia di casi umani.

QUI l'avviso del Ministero della Salute sulla "Coppa di Testa" contaminata

Con il supporto anche delle strutture dell'Istituto Superiore Sanità del Ministero della Salute e il coordinamento del Gores (Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie) sono state intraprese  tutte le iniziative necessarie per contrastare la diffusione dell'infezione: informazione della popolazione, blocco delle attività di produzione e commercializzazione, ritiro dal commercio dei prodotti alimentari a rischio.

Inoltre, sono state attivate le procedure di controllo sanitario integrativo sugli stabilimenti marchigiani  di produzione, di commercializzazione e sui punti vendita sia di dettaglio che di grande distribuzione organizzata dei supermercati collegabili agli alimenti contaminati. 

Di seguito grafica sulla listeriosi, fonte: Ansa



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