SPORT

La polemica social

Lite Pellegrini-Paltrinieri, la Federnuoto apre un'indagine

La campionessa veneta denuncia su Twitter pesanti "offese sessiste" da parte del figlio del coach di Paltrinieri, che poi si scusa su Facebook

Condividi
Una discussione via social finita ora sul tavolo della Procura della Federnuoto. È diventato un caso, ora vicino all'epilogo, il battibecco tra Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri, con polemiche e offese di altri partecipanti. Una querelle per la quale "è stata aperta un'indagine per valutare eventuali responsabilità di tesserati relative a una vicenda che lede l'immagine del nuoto" ha scritto in una nota il presidente della Federnuoto Paolo Barelli.

La lite
Oggetto del contendere il "Premio Castagnetti" come miglior allenatore dell'anno, assegnato dalla Federnuoto a Stefano Morini, tecnico del campione olimpico dei 1500 metri e di Gabriele Detti. La campionessa veneta aveva criticato la scelta della Federnuoto, sostenendo che fosse il suo allenatore, Matteo Giunta, a meritare il riconoscimento. Parole definite "poco rispettose" da Paltrinieri. "Mancare di rispetto vuol dire insultare...E qualcuno verrà querelato per questo", la controreplica della Pellegrini.


"Ho ricevuto offese sessiste"
In molti hanno pensato che la frase fosse rivolta al collega e campione olimpico. IIn realtà, si riferiva a Tommaso Morini, figlio di Stefano, che in un post poi rimosso su Facebook ha fatto pesanti allusioni relative al rapporto tra Federica Pellegrini e il suo allenatore. 


Le scuse
In un post su Facebook, sono arrivate poi le scuse di Morini junior: "Mi scuso pubblicamente, ho già avuto modo di scusarmi con Giunta (l'allenatore della Pellegrini, ndr) per telefono. Se vorrà e avrà piacere lo farò anche con Pellegrini. Preso dalla rabbia per i continui attacchi nei confronti di mio padre ho perso la testa e sbagliando, ho insultato. Sono un appassionato di nuoto e come tutti noi appassionati mi sono sentito ferito. Ho esagerato, mi dispiace".

Chiarimento tra campioni
Le due star del nuoto azzurro hanno alla fine trovato il modo per risolvere la questione: fra i due atleti c'è stato uno scambio di messaggi vocali via Whatsapp per chiarire che il loro intento era quello di difendere i rispettivi allenatori.
Condividi