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SPETTACOLO

Cinema

Locarno: Pardo d'oro a "A Land Imagined" di Yeo Siew Hua, il lavoro come inferno

La 71a edizione si conclude con la vittoria di Singapore

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Con una storia attualissima di caporalato a Singapore, violenza dell'uomo sull'uomo, lavoro inteso come schiavismo, inframmezzata alla magia tutta asiatica nel costruire atmosfere rarefatte e fantastiche, 'A Land Imagined' di Yeo Siew Hua vince il Pardo d'oro al Concorso internazionale del 71 Locarno Festival. Il film aveva già ottenuto il Grand Prix all'Autumn Meeting di Da Nang 2016.   

Il Premio speciale della giuria va alla francese Yolande Zauberman per 'M', un documentario che ricostruisce il dramma della pedofilia in una comunità di ebrei ultra ortodossi, a pochi chilometri da Tel Aviv. il Pardo per la migliore regia va alla cilena Dominga Sotomayor per 'Tarde para morir joven'. La migliore interpretazione femminile è quella della romena Andra Guţi per 'Alice T.' di Radu Muntean, mentre il premio per quella maschile va al sudcoreano Ki Joobong per 'Gangbyun Hotel' di Hong Sangsoo. Infine Menzione speciale per il britannico 'Ray & Liz' di Richard Billingham. 

Nel film vincitore il regista, nato e cresciuto in questa isola-città Stato e centro finanziario globale dove circa il 42% dei lavoratori è straniero, ha il coraggio di denunciare che lo sfruttamento è selvaggio, strutturale e disumano, complici le autorità, e che nei fatti è sistema. La macchina da presa entra nella carne viva della metropoli: non l'area ipermoderna e occidentale della city, ma quella dove forse pochi sanno che si lavora per far emergere le terre per costruire palazzi e scali navali.

In un luogo spettrale, quasi lunare, in immensi conglomerati industriali si convogliano e si spaccano pietre a cui si aggiunge sabbia importata per aumentare la superficie. L'escamotage per entrare in questo mondo orwelliano, dove però il lavoro totalitario non è fantascienza ma realtà, è l'indagine di un poliziotto, Lok, alla ricerca di un operaio edile scomparso, Wang, che passava il poco tempo libero in una sala giochi, un cyber bar, per cercare umanità in un avatar. Emerge in tutta la sua crudezza il "contratto" di lavoro cui sono costretti migliaia di indiani, cinesi, malesi, cittadini originari del Bangladesh: passaporto ritirato da aguzzini in modo da non poter fuggire, baracche ripugnanti, turni orari massacranti e nessun diritto. E poi le prime lotte collettive, quasi sindacali, dei lavoratori che stanno programmando uno sciopero. Con una scelta che appare allegorica, Yeo Siew Hua non spiega se il migrante sfruttato scompaia perché ucciso dai padroni delle ferriere o se invece si trasformi in qualcosa di più alto, di spirituale, congiungendosi con il suo altro sé virtuale. Rimane il mistero che sconcerta il detective e racconta la sofferenza su più piani. Tra l'altro i 'padroni' si giustificano asserendo che a Singapore si guadagna molto di più che nei Paesi confinanti.

Tra i grandi ospiti di quest'anno indimenticabili il saluto alla Piazza di Ethan Hawke e Ted Hope, le conversazioni con il pubblico di Meg Ryan, Bruno Dumont e la masterclass di Kyle Cooper; il ricordo di Paolo Taviani del fratello Vittorio e la simpatia di Diego Abatantuono e Sandra Milo, protagonisti di 'Un nemico che ti vuole bene', diretto dall'italo-svizzero Denis Rabaglia. "Locarno71 - dice Carlo Chatrian, direttore artistico della manifestazione - è stata un'edizione ricca e diversificata, come è nella tradizione di un festival che non ha paura di accostare gli estremi e di unire il sorriso alla riflessione. La 71a edizione ha confermato che Locarno è un festival dove si progetta il futuro".

Gli altri premi 
Per il concorso Cineasti del presente, dedicato a opere prime e seconde, Pardo d'oro a 'Chaos' della siriana Sara Fattahi, premio per il miglior regista emergente - Città e Regione di Locarno a Tarik Aktaş per 'Dead horse nebula' (Turchia). Premio speciale della giuria Ciné'+Cineasti del presente a 'Closing time' della svizzera Nicole Vögele. Menzioni speciali al messicano 'Fausto' di Andrea Bussmann, e a Rose, personaggio di 'L'époque' del francese Matthieu Bareyre.

Il premio per la migliore opera prima va a 'Alles ist gut', di Eva Trobisch (Germania). Premio del pubblico Ubs all'americano 'Blackkklansman' di Spike Lee. Premio Fipresci e premio ecumenico a 'Sibel', diretto da Çağla Zencirci e Guillaume Giovanetti (Turchia, Francia). Premio della giuria dei giovani a 'A Land Imagined', con menzioni speciali all'italiano 'Menocchio' di Alberto Fasulo e all'argentino 'La flor' di Mariano Llinás.
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