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ITALIA

La storia

Taranto: addio al piccolo Lorenzo, il bimbo simbolo della lotta all'Ilva

Lorenzo è morto a 5 anni di tumore. E' stato il padre ad annunciarlo su Facebook, ricevendo sulla sua bacheca tantissimi messaggi di cordoglio e solidarietà. Era diventato il simbolo delle famiglie che nella città jonica avvelenata dall'inquinamento si battono per la salute dei propri figli

Il piccolo Lorenzo con il papà
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Taranto Gli avevano diagnosticato un tumore al cervello a soli tre mesi dalla nascita. Il piccolo Lorenzo Zaratta di Taranto è morto ieri, mercoledì 30 luglio: aveva da pochi giorni compiuto 5 anni. Il bimbo era diventato il simbolo della lotta all'Ilva da quel 17 agosto del 2012 quando il padre Mauro salì sul palco durante una manifestazione contro l'inquinamento nel capoluogo ionico, mostrò la foto del figlio intubato e raccontò il dramma che stava vivendo. 

"Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell'Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all'Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio".  

La campagna su Facebook
Ieri sera, su Facebook, Mauro Zaratta ha annunciato la morte del figlio con queste parole "Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto... ha voluto diventare un angioletto...". Il popolo della Rete ha manifestato vicinanza e solidarietà alla famiglia Zaratta schierandosi anche contro il Siderurgico e la grande industria ritenuta responsabile dell'emergenza sanitaria e ambientale a Taranto.

"Lollo - scrive su Facebook Rosella Balestra, del comitato 'Donne per Taranto' - era un guerriero, un piccolo guerriero della nostra terra, una terra che gli aveva regalato appena nato un destino ingiusto. Tristezza e rabbia per non aver protetto i figli di questa nostra terra, diventata matrigna e crudele. Il tempo è limitato e tu ce lo hai dimostrato...Dacci la forza per non arrenderci e proteggere ogni bambino". In un momento come questo, sottolinea Giuseppe sulla bacheca di Mauro Zaratta, "non bastano mille parole per descrivere tutto il dolore che si prova. Sappiate che Lollo è un campione e da lassù ci guarderà e ci proteggerà". Soltanto "un commento - osserva Marina - tra la commozione: lottare nel vero senso della parola per questi nostri figli".
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