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Il personaggio

​Luciano Pavarotti, la carezza di una voce. Dieci anni fa la morte del grande tenore

Molte le iniziative per ricordarlo, tra cui un grande concerto all’Arena di Verona trasmesso in diretta da RaiUno, proprio la sera del 6 settembre

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di Fabio Cappelli Simpatico, generoso, dotato di un naturale carisma e di una voce cristallina e potente, inconfondibile, squillante negli acuti e ricca nel mezzo.
Sono passati 10 anni dalla sua scomparsa ma Luciano Pavarotti resta nel cuore di molti, e non solo tra gli appassionati dell’opera.
Molte le iniziative per ricordarlo, tra cui un grande concerto all’Arena di Verona trasmesso in diretta da RaiUno, proprio la sera del 6 settembre

I funerali a Modena: nomi eccellenti e strade gremite
C'erano cinquantamila persone a dare l'ultimo saluto a Luciano Pavarotti. Sono queste le stime del Comune di Modena diffuse a margine della cerimonia per l'addio al tenore. Gente del posto, la moglie Nicoletta, l'ex moglie Adua con le tre figlie, gli amici stretti e tante personalità




Star internazionale
Tra i grandi della lirica, solo lui riusciva a radunare 200 mila persone al Central Park di New York per un immenso concerto gratuito. Pavarotti era un fenomeno planetario. L’amico Leone Magiera racconta  che gli indios del Rio della Plata lo accolsero cantando O Sole mio.
Nel mondo rappresentava l’immagine positiva dell’Italia, con la sua bella voce, il gusto di fare musica  e un proverbiale amore per la buona cucina, che lo accomuna a Rossini. Nel suo bel libro “Pavarotti ed io” l’assistente personale Edwin Tinoco racconta che nelle stanze degli alberghi di lusso dove il tenore alloggiava doveva essere allestita una cucina ad hoc, sovradimensionata: ovunque andasse non voleva rinunciare al piacere di cucinare, per sé e per gli altri.



Pavarotti & Friends: dalla lirica alla musica leggera
Organizzato da  Pavarotti insieme alla seconda moglie Nicoletta Mantovani, è stato un evento musicale benefico che ha totalizzato dieci edizioni tra il 1992 e il 2003 a Modena. Il talento di Big Luciano è stato molto apprezzato dalla musica leggera. E così, nonostante la sua possente voce devota alla lirica, il tenore modenese si concesse anche alla musica leggera. Nel 1992, nonostante Pavarotti non avesse mai avuto alcuna collaborazione con artisti pop, cedette alle lusinghe di Zucchero Fornaciari. Il cantautore di Reggio nell'Emilia gli propose il brano 'Miserere'. La magia avvenne in studio e il risultato fu un capolavoro. Correva l'anno 1992, nel mese di agosto. La collaborazione fu promotrice dei numerosi duetti che vedremo negli anni del Pavarotti & Friends.



 

L’interprete e il Maestro 
Ma gli aspetti più spettacolari e pop della sua attività non devono far dimenticare la qualità dell’interprete, che ha lavorato con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra, da Karajan a Muti, ricevendo scroscianti applausi  (e talvolta -come capita- qualche fischio) nei più importanti teatri del mondo, dalla  Scala  al Metropolitan di New York.
Negli ultimi anni, colpito dalla malattia che lo avrebbe portato alla morte, si dedicò  all’insegnamento a favore di giovani cantanti; gratuitamente e anzi mostrando grande ospitalità nei confronti dei fortunati allievi, come racconta Eleonora Buratto, diventata un soprano di fama internazionale.



La testimonianza di Placido Domingo 
I tre tenori furono un fenomeno planetario. Tutto cominciò alle terme di Caracalla, durante i mondiali di calcio del 1990. Luciano era un artista e un uomo straordinario, racconta Placido Domingo a Rainews, con lui abbiamo riso tanto . E svela alcuni retroscena di quella serata: esauriti i bis, i tre tenori decisero sul momento di cantare “nessun dorma” dalla Turandot dividendosi le strofe. Un successo travolgente e unico: non avrebbero più inserito quel brano “a tre”  nelle loro numerose tournée 




 
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