ITALIA

Sarebbero 11 i migranti presi di mira dall'uomo

Macerata, Luca Traini: "Volevo andare in tribunale e colpire l'assassino di Pamela"

L'uomo è accusato di strage aggravata dalle finalità di razzismo e si trova nel carcere di Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela Mastropietro, la giovane uccisa e fatta a pezzi. Il legale: allarmante solidarietà per Traini. Il sindaco di Macerata: episodio nazi-fascista, non isolato 

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Luca Traini voleva andare in tribunale e uccidere Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela, ma all'ultimo avrebbe cambiato idea e avrebbe cominciato a sparare contro ogni persona di colore incontrata lungo la strada. È quanto ha riferito lo stesso Traini nelle dichiarazioni spontanee fatte ai carabinieri dopo l'arresto, secondo quanto ha spiegato il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. 

L'uomo  ha  ferito sei africani di varie nazionalità come gesto di vendetta, ha spiegato, proprio per la morte di Pamela Mastropietro, la giovane uccisa e fatta a pezzi.

"Sono rimasto sconvolto dalle modalità brutali con le quali è stata uccisa Pamela - ha raccontato l'uomo -  così ho deciso di fare un'azione personale. Volevo andare in tribunale e fare giustizia, volevo colpire il nigeriano ma poi ho cambiato idea".

Spari contro la sede del Pd
Il procuratore Giorgio ha anche spiegato che durante la caccia all'uomo, Traini ha sparato verso la sede del Pd e verso alcuni esercizi commerciali. Negozi che, ha detto agli investigatori, o erano frequentati da immigrati o erano luoghi dove si spacciava droga.

La preghiera prima di arrendersi
Prima di arrendersi, inoltre, il ventottenne  andato nel luogo dove sono state ritrovate le valigie con i resti della ragazza: lì ha pregato, ha lasciato una scatola di proiettili vuota e una sorta di cero votivo di Mussolini. Poi è andato in piazza Vittoria e si è fatto arrestare sulla scalinata del monumento ai caduti. "Quando è stato arrestato - ha detto Giorgio - la pistola per il folle gesto era in macchina e dunque dobbiamo ritenere che avesse completato il suo originario progetto". 

"Volevo vendicare Pamela"
"Volevo vendicare Pamela e fare qualcosa contro l'immigrazione, perchè il fenomeno dell'immigrazione clandestina va stroncata", ha detto nelle sue dichiarazioni spontanee davanti ai Carabinieri di Macerata. 

Undici i migranti nel mirino
Sono 11 i migranti nel mirino di Luca Traini. All'uomo, la procura guidata da Giovanni Giorgio contesta infatti non solo il ferimento dei sei immigrati di colore che sono stati ricoverati negli ospedali, ma anche di aver sparato verso altri tre migranti che non sono stati colpiti e verso due persone che, dopo aver richiesto l'intervento dei sanitari, non si sono fatte trovare, probabilmente perchè non avevano i documenti in regola.  

In casa una copia del Mein Kampf
Dalla casa della madre di Traini i carabinieri hanno sequestrato una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all'estrema destra. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell'uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini.

Il legale: allarmante solidarietà per Traini 
Messaggi di solidarietà nei confronti di Luca Traini sono stati espressi per strada al suo legale Giancarlo Giulianelli, secondo il quale invece l'azione del suo assistito è stata "scellerata". Lo ha riferito l'avvocato dopo un incontro con il 28enne nel carcere di Montacuto. "Politicamente c'è un problema - ha detto Giulianelli -: mi ferma la gente a Macerata per darmi messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. E' allarmante ma ci dà la misura di quello che sta succedendo". 

Il sindaco di Macerata: episodio nazi-fascista, non isolato 
"Dobbiamo chiamare quello che è avvenuto sabato una rappresaglia nazi-fascista di una persona che in un bar aveva dichiarato che sarebbe andato a sparare ai neri. Non è un fatto isolato, c'è un fermento che dobbiamo essere in grado in maniera esplicita e non ambigua di fermare e combattere", dice il sindaco di Macerata, Romano Carancini, intervenendo a Roma dal palco della kermesse dei candidati Pd alle elezioni.
 
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