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ITALIA

Indiscrezioni sulla relazione del prefetto

Mafia Capitale, Gabrielli: il Comune non va sciolto, da Marino discontinuità col passato

Il prefetto Gabrielli è stato meno severo della commissione degli ispettori sostenendo che "le evidenze raccolte non consentono l'applicazione della misura dello scioglimento dell'organo consiliare dell'ente locale". Intanto il vicepresidente e assessore al Bilancio e al Commercio del VI Municipio, Daniele Palmisano, ha rassegnato le proprie dimissioni "per motivi politici"

Prefetto Franco Gabrielli ed il sindaco Ignazio Marino
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Roma Le conclusioni della commissione prefettizia incaricata di verificare l'eventuale infiltrazione mafiosa nel Comune di Roma e riportate nella relazione del prefetto Gabrielli sull'attuale amministrazione si discostano in parte da quello della commissione degli ispettori nominati dall'ex prefetto Pecoraro. Gabrielli è stato meno severo sostenendo che "le evidenze raccolte non consentono l'applicazione della misura dello scioglimento dell'organo consiliare dell'ente locale". Gabrielli rileva come gli elementi raccolti sulle infiltrazioni mafiose hanno i "caratteri di rilevanza e concretezza ma non di univocità".

La giunta Marino, sostiene il prefetto, ha "posto in essere sforzi per marcare una discontinuità rispetto al passato, evidentemente percepito come connotato da pericolose anomalie e disfunzionalità". Infatti l'azione di discontinuità di Marino, scrive Gabrielli nella sua relazione, è avvenuta "in assenza di precisi segnali di allarme che sarebbero dovuti provenire da organi terzi e che avrebbero ben potuto indirizzare l'azione di ripristino della legalità verso percorsi più decisi". Malgrado questo "la Giunta Marino ha dato alcuni precisi e non trascurabili segnali seppure - dettaglia il Prefetto - per dovere di obiettività va precisato che, almeno all'inizio della gestione, si tratta di scelte non dettate da una precisa e consapevole volontà di contrastare l'illegittimità e il malaffare, quanto piuttosto di comportamenti ispirati agli ordinari parametri di regolarità". 

Infatti il sindaco Ignazio Marino appena insediato chiamò gli ispettori del ministero dell'Economia per verificare possibili irregolarità compiute fino a quel giorno in seno all'amministrazione capitolina. Ora il passo successivo dovrà compierlo il ministro dell'Interno Angelino Alfano che ieri ha ricevuto dal prefetto Gabrielli la relazione di oltre cento pagine sull'ipotesi di infiltrazioni criminale nell'amministrazione capitolina.

Alcune indiscrezioni parlano di un intervento mirato che andrà a colpire tre dipartimenti del Campidoglio e tre municipi. Immediata la precisazione di Gabrielli: "Pur mantenendo il riserbo sul contenuto della relazione, che credo sia doveroso, abbiamo approcciato una questione che attiene solo al X Municipio (ndr.Ostia) e le cose che circolano sugli altri municipi sono completamente destituite di fondamento".

Le indiscrezioni si basavano sulle possibilità offerte dall'articolo 143 comma 5 del Testo Unico Enti Locali (sostituzione degli amministratori collusi con la mafia) in cui si legge che "anche nei casi in cui non sia disposto lo scioglimento, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell'ente locale, con decreto del ministro dell'Interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell'ente, ivi inclusa la sospensione dall'impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte del'autorità competente". In questo modo è possibile attuare un intervento mirato sui singoli responsabili a livello tecnico non coinvolgendo in toto l'organo politico che governa la città.

In merito alle indiscrezioni trapelate nel pomeriggio il prefetto Gabrielli ha aggiunto che "se mai il ministro dell'Interno decidesse di sciogliere il Municipio di Ostia mi associo a chi dice che la persona più indicata come commissario sarebbe proprio il dottor Sabella".

Intanto il vicepresidente e assessore al Bilancio e al Commercio del VI Municipio, Daniele Palmisano, ha rassegnato le proprie dimissioni "per motivi politici, accogliendo la richiesta del commissario del Pd di Roma Matteo Orfini e del subcommissario Gennaro Migliore". Ieri i due dirigenti avevano invitato il presidente del Municipio di Tor Bella Monaca, Marco Scipioni, a fare un passo indietro per "opacità amministrativa".
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