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ITALIA

Inchiesta

Mafia Capitale, Roma nel caos. Renzi: "E' uno schifo, si faccia presto con i processi"

Il sindaco Marino: "La città non è marcia". In Consiglio comunale protesta dei 5 Stelle. L'inchiesta si allarga: i contatti dei vip con la "cupola"

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Roma "Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo.Vale come sempre la presunzione di innocenza per tutti. Ma vale anche l'auspicio che si faccia presto a fare i processi. Perché abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato". Così Matteo Renzi commenta la situazione emersa dall'inchiesta sulla criminalità organizzata a Roma. "Lottare contro la corruzione è una priorità del governo e anche per questo va respinto con forza il tentativo di mettere tutti sullo stesso piano, come fatto ingiustamente contro un galantuomo come Poletti: prendere una tangente non è la stessa cosa che fare una foto a cena. Se passa questo vince chi dice che sono tutti uguali", scrive Renzi.

Marino: "Per sicurezza, non andrò più in giro in bici"
"Sento ancora più forza e determinazione che qualche mese fa. La città non è marcia, ma ci sono alcune mele marce", ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino rispondendo ai cronisti alla Stampa Estera, aggiungendo che deciderà "entro domenica se accettare una scorta o meno". Intanto si asterrà dal girare in bici. "Sono orgoglioso di essere italiano, orgoglioso di essere sindaco di questa Capitale e orgoglioso dei miei concittadini,", ha poi aggiunto Marino.

M5S all'attacco in Campidoglio
"Sostenere che lo scioglimento di un Comune possa favorire la mafia è da pazzi! E' la regola che si segue normalmente quando si viene a conoscenza di infiltrazioni mafiose". A dirlo è il vicepresidente della Camera e deputato M5S Luigi Di Maio rispondendo al commissario del Pd Matteo Orfini secondo il quale uno scioglimento del Comune di Roma in questo momento favorirebbe la mafia. Una delegazione M5S, capitanata proprio da Di Maio, è entrata nel Comune di Roma al grido: "Onestà". Nella delegazione presente anche Marcello De Vito, capogruppo in Consiglio del Movimento 5 Stelle. Obiettivo del gruppo, composto anche da numerosi attivisti, manifestare lo sdegno dei cittadini romani dentro il Campidoglio e bloccare i lavori "di un Comune che va sciolto per mafia".

Nuovo presidente per l'assemblea comunale
Valeria Baglio è stata eletta nuovo presidente dell'assemblea capitolina. La Baglio prenderà il posto di Mirko Coratti, dimessosi alcuni giorni fa perché indagato nell'inchiesta "Mafia Capitale". L'elezione è stata accolta da applausi ma anche da fischi e grida "Onestà" da parte degli esponenti del M5S. Marino si è subito alzato per complimentarsi con la Baglio. L'M5S ha poi occupato l'assemblea capitolina. All'urlo di "fuori la mafia dallo stato" e innalzando cartelli con la scritta: "picciotto stai sereno". Un manifestante durante la protesta in aula Giulio Cesare ha gettato all'indirizzo di Marino delle monetine urlando: "Non sono i milioni di Buzzi!". Le monetine sono cadute al suolo lontano dal primo cittadino. Un altro manifestante ha urlato: "Scappa Marino".

Gli incontri di Carminati
Massimo Carminati favorì l'incontro fra Luca Gramazio (ex capogruppo Fi alla Regione Lazio dimessosi) e l'ex candidato a sindaco di Roma, Alfio Marchini. E' quanto emerge da una informativa dei Ros allegata agli atti dell'inchiesta Mafia Capitale. Nel documento i carabinieri descrivono l'attività di mediazione che l'ex terrorista nero avrebbe svolto per mettere in contatto Gramazio con Erasmo Cinque, uomo vicino a Marchini, e lo stesso ex candidato.

Il giallo del pc rubato
Sarebbe "fuori uso" da qualche giorno il servizio di videosorveglianza degli edifici che ospitano il Servizio Giardini e la Protezione civile di Roma dove si è verificato il furto di un pc. Lo si apprende da fonti investigative. Nessuna telecamera avrebbe perciò ripreso i due ladri che si sono introdotti, intorno alle 3 di notte, entrando dal cancello principale. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia piazza Dante.  

I contatti dei vip con il clan
"Sostanze dopanti per la palestra in particolare GH, ormone per la crescita", è la richiesta fatta al telefono dal presentatore tv Teo Mammuccari a Giovanni De Carlo. La telefonata intercettata dal Ros è in una informativa. "Sono chiacchierone, ma non spiattello i cavoli tuoi in giro...non dico che vuoi diventare Hulk", la risposta a Mammuccari. Nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale c'è un'informativa del Ros che intercetta anche telefonate fra Daniele De Rossi e lo stesso De Carlo. Il calciatore chiama la notte del 30 settembre 2013 dopo una lite in un locale. "Avevo pensato che quello aveva chiamato qualche coattone... ho detto famme sentì Giovanni", dice De Rossi. De Carlo, uno degli uomini di spicco del sodalizio criminale guidato da Carminati, si recò anche a casa del cantante Gigi D'Alessio a Roma il giorno dopo che l'artista aveva subito un furto di una collezione di Rolex dal valore di quattro milioni.

Calciatori e fidanzate
L'episodio è contenuto in un'informativa del Ros nell'ambito dell'inchiesta. Gli investigatori del Ros nella loro informativa riportano anche di un incontro fra De Carlo e l'ex calciatore della Lazio Giuseppe Sculli, poi coinvolto nell'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Cremona e nipote del superboss della 'ndrangheta Giuseppe Morabito, detto "U Tiradrittu". Le intercettazioni del Ros hanno appurato anche "numerosi contatti" di De Carlo con le compagne dei calciatori Matteo Destro della Roma e Blerim Dzemaili all'epoca in forza al Napoli e con la coppia Stefano De Martino e Belen Rodriguez.
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