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ITALIA

L'inchiesta

Mafia Capitale, Zingaretti: "Noi parte civile". Nieri si difende: "A Buzzi porta sbarrata"

Contro il governatore del Lazio mozione di sfiducia avanzata da M5s. Il sindaco Marino non ha commentato i dettagli emersi. "Penso che Nieri sia una persona molto perbene" si è limitato a rispondere a chi gli ha chiesto un parere sui fatti. "Ipotesi dimissione del sindaco mai esistita" ha detto inoltre il commissario del Pd romano Orfini uscendo dal Campidoglio

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L'inchiesta di Mafia Capitale scuote la politica. Il governatore Zingaretti in consiglio regionale annuncia che la Regione Lazio si costituirà parte civile nel processo che inizierà il 5 novembre prossimo. In Campidoglio a parlare è invece il vicesindaco Luigi Nieri tirato in ballo in alcune intercettazioni di Salvatore Buzzi, il ras delle coop sociali, pubblicate oggi da alcuni giornali. "Se qualcuno fosse mai venuto a bussare alla mia porta l'avrebbe trovata non chiusa, sbarrata" a detto Nieri. 

Il sindaco Marino non ha commentato i dettagli emersi. "Penso che Nieri sia una persona molto perbene" si è limitato a rispondere a chi gli ha chiesto un parere sui fatti. "Ipotesi dimissione del sindaco mai esistita" ha detto inoltre il commissario del Pd romano Orfini uscendo dal Campidoglio.

Zingaretti: "Nessuno della giunta coinvolto"
Il presidente della Regione Lazio parlando alla Pisana ha respinto al mittente la richiesta di dimissioni avanzate in primis dal M5s e dal centrodestra con una mozione di sfiducia e ha precisato: "Nessuno della giunta è coinvolto". Nelle indagini degli inquirenti compare però il nome dell'ex capo di gabinetto di Zingaretti, Maurizio Venafro per un patto con il consigliere Gramazio dell'opposizione per l’appalto più remunerativo della Regione Lazio: quello sul Recup, il centro unico di prenotazione.

Zingaretti ha anche annunciato che l'amministrazione si impegnerà per garantire le trasparenza nelle azioni e negli atti amministrativi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. Ma anche criticato gli eccessi di giustizialismo "che in questi momenti appare sempre più incalzante. Non si fa più distinzione circa le responsabilità delle persone". 

Nieri: "Buzzi parlava di me con disprezzo e veemenza"
 "Non so se essere lusingato - ha detto il vicesindaco di Roma - dal disprezzo che Buzzi mostra nei miei confronti nelle sue conversazioni. Leggo che pensa di me che dormo, che mi devo dare una svegliata, che non capisco, che sono addirittura 'fuso'. Parole offensive che testimoniano con nettezza la frustrazione di Buzzi nei miei confronti. Dimostrano che, se Buzzi cercava in me una sponda, non l'ha mai trovata. Tanto che parla di me con disprezzo e veemenza".

Riferendo al presunto posto di lavoro che avrebbe chiesto a Buzzi, Nieri aggiunge: "Mi fa quasi sorridere e comunque si tratta solo delle sue parole riferite ad altri. Ma poniamo pure che in questi anni io possa aver chiesto alla cooperativa 29 Giugno di assumere qualcuno. Per chi mi sarei speso? Per un mio parente o un mio amico? Mai! L'avrei certamente fatto per un disperato, però. Magari per un detenuto che per uscire dal carcere aveva bisogno di un lavoro per ottenere le misure alternative. E qual è il compito della cooperazione sociale se non quello di reinserire queste persone? È evidente che se il sistema Buzzi prevedeva un do ut des io non sarei mai stato disponibile. E mai lo sarò per nessuno". 
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