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ITALIA

Parlano Buzzi ed Odevaine. Rivelazioni o messaggi in codice?

Nell'interrogatorio reso ad ottobre Odevaine parla di un patto Pd- Alemanno e richiama il caso della Bufalotta. Da Buzzi accuse a Zingaretti per il Recup

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di di Silvia Balducci Le dichiarazione dei grandi imputati del processo Mafia Capitale illuminano mondi. C’è da chiedersi, lo staranno sicuramente facendo i pm, chi intendano colpire o da cosa e chi vogliano distogliere l’attenzione. Le parole di Luca Odevaine o quelle di Salvatore Buzzi infatti tirano in ballo grandi nomi.

Il ras delle cooperative nei primi interrogatori tornando sul maxi appalto per il Recup, il numero unico della sanità laziale, cita Zingaretti, poi in una lettera inviata a La7 la sera della prima udienza del maxi processo fa il nome dell’ex segretario del partito: “Colpiscono la 29 giugno per colpire Bersani”. Poi, nella stessa lettera, butta fango sulla giunta Marino: “Io sostengo che se c'era mafia prima c'era anche dopo, che la corruzione e l'arbitrio con la giunta Marino sono aumentate”.

Odevaine fa di più. L’ex esponente al tavolo nazionale per l’immigrazione nell’interrogatorio reso a Ielo, uno dei tre magistrati che segue il caso, parla di una presunta tangente per la Bufalotta "pagata da Caltagirone, in direzione di Marroni, Smedile e Alemanno. Una erogazione a contenuto patrimoniale". Questione che Odevaine racconta di aver saputo da Riccardo Mancini (ex ad di Eur poi arrestato e tra gli imputati del processo).

Quando si parla di Bufalotta però si parla, gioco forza, di Veltroni.  E infatti l'ex sindaco dem viene subito tirato in ballo da Alemanno nella sua replica. "Piccolo particolare - scrive nella nota con la quale minaccia querela - non abbiamo approvato alcuna delibera riguardante Bufalotta, i cui atti politici e amministrativi risalgono all'epoca di Veltroni". 

Odevaine racconta anche di un presunto patto che avrebbe stretto l'ex sindaco Gianni Alemanno con il pd Umberto Marroni (oggi deputato) che avrebbe garantito 400mila euro di fondi comunali a disposizione di ogni consigliere del Campidoglio, in realtà andato ai soli capigruppo. Una pax finalizzata a garantire ossigeno alle realtà - tra queste le cooperative - associate alle rispettive aree politiche. 

Poi c'è tutta la parte relativa al Cara di Mineo, su cui sta indagando anche la procura di Catania. Odevaine avrebbe ammesso di aver ricevuto tangenti dalla cooperativa bianca La Cascina, vicina a Ncd, per pilotare l'affidamento della gestione del Cara. Ma l'ammissione apre altre strade, che portano molto in alto, fino al sottosegretario all'agricoltura Ncd Giuseppe Castiglione, indagato da mesi a Catania e sopravvissuto a una mozione di sfiducia in giugno, che al tempo era presidente della Provincia di Catania.

"Il vantaggio che ha avuto Castiglione è di natura elettorale. Sostanzialmente possiamo parlare di uno scambio di voti" ha detto Odevaine ai pm in un interrogatorio di qualche mese fa. "Il tema fondamentale di tutta questa vicenda di Mineo sono le assunzioni di personale - spiega   - Quella struttura è diventata l’industria più grande della zona, l’Ikea sta a 20 chilometri e ha 150 dipendenti, attualmente il Centro di Mineo ne sta occupando circa 400 tra una cosa e l’altra".
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