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ITALIA

La dodicesima udienza

Mafia Roma, legale di Carminati minaccia denuncia ai carabinieri: "Pedinano avvocati"

Continua l'esame dei testimoni, dopo il maggiore del Ros Di Gangi è stato il turno del capitano Mazzoli

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di Silvia Balducci Anche questa volta toni accesi e scambi di accuse tra la Procura e gli avvocati dei 46 imputati del maxi processo al mondo di mezzo. I legali hanno messo sotto torchio il primo testimone dell'accusa, il maggiore del ROS dei Carabinieri, Rosario Di Gangi. Il legale di Carminati, Giosue' Bruno Naso, contestando alcune delle attività investigative è arrivato persino a minacciare una denuncia per un pedinamento ai danni della figlia Ippolita, anche lei avvocato, avvenuto dopo una telefonata con lo stesso Carminati. 

Poi la parola è passata al secondo testimone, il capitano del reparto ROS, Giorgio Mazzoli, che ha raccontato di una intercettazione, da lui definita "chiave di volta". A parlare con Carlo Pucci, ex braccio destro dell'ex amministratore delegato di Eur SpA, Riccardo Mancini, e' proprio Massimo Carminati. "Parla dell'esistenza di un gruppo di cui farebbero parte anche Fabrizio Franco Testa e Salvatore, che poi si capirà essere Buzzi, oltre ovviamente a Brugia (braccio destro di Carminati ndr)".

Passaggi che la procura considera fondamentali per dimostrare l'esistenza dell'associazione mafiosa. Accusa che i legali stanno cercando energicamente di smontare, talvolta anche con ostruzionismo.
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