Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Manovra-2018-fondo-per-ricostruzione-post-terremoto-80-milioni-no-cessione-immobili-pubblici-Demanio-3d52c519-9a48-4dee-a883-e50277150a6c.html | rainews/live/ | (none)
ECONOMIA

Commissione Bilancio al lavoro

Manovra: 80 milioni a ricostruzione post terremoto. No cessione beni demaniali a Stati esteri

Proseguono i lavori della Commissione Bilancio della Camera sulla Manovra 2018 per rispettare i termini di approvazione

Condividi
di Tiziana Di Giovannandrea La Manovra 2018 prosegue il suo iter parlamentare e nelle prossime ore approderà in Aula mentre la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che destina i risparmi generati dalla Camera, durante il 2017 pari ad 80 milioni di euro, al Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate. Le risorse sono già confluite nel bilancio dello Stato. L'emendamento è stato sottoscritto da tutta la Commissione.

A sorpresa, poi, il Governo ha ritirato l'emendamento presentato alla manovra che proponeva la cessione degli immobili del Demanio pubblico, compresi gli immobili del Demanio culturale, a Stati esteri.  

Dopo le proteste e le richieste di approfondimento giunte dai rappresentanti di tutte le opposizioni che hanno parlato di "svendita" del patrimonio nazionale, l'emendamento è stato ritoccato dallo stesso Governo che in un sub emendamento ha chiarito che la regola era riferita ad un solo bene, in particolare Palazzo Caprara in Via XX Settembre, già sede dell'Ufficio di Stato Maggiore della Difesa a Roma, che sarebbe passato al Qatar. Il vice ministro all'Economia, Enrico Morando, ha quindi deciso di ritirare l'emendamento giudicando la norma non universale, quindi inammissibile. "La norma sembrava convincente ma ora ricevo una proposta di sub emendamento da parte dello stesso Governo che individua un'ipotesi di intervento più precisa su un singolo bene demaniale. A questo punto sono io che ho dei dubbi su questa norma nella legge di Bilancio poiché è una norma puntuale e non universale e la ritengo inammissibile. Il problema si chiude e non ne parliamo più", ha detto Morando.

Cancellato anche l'emendamento del Governo che per difendere il cantiere della Tap in Puglia prevedeva l'arresto per chi violava il sito. "Abbiamo il dovere di rispettare le regole e di dare l'esempio a chi sta fuori. L'inammissibilità era scontata così come avvenuto per altre materie nei giorni scorsi". Il Presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, ha spiegato in questo modo  la decisione di non ammettere l'emendamento presentato dal Governo sulla Tap. "La decisione di individuare un sito strategico per ragioni di sicurezza, indipendente dal merito, non c'entra nulla con la legge di Bilancio. Sarebbe stata una forzatura delle regole se avessi fatto il contrario", ha aggiunto Boccia.  "In questi cinque anni ho sempre fatto rispettare le regole, sia quando erano a favore della maggioranza sia quando erano a favore dell'opposizione. Se vogliamo il rispetto dei cittadini - ha sottolineato - i primi a rispettare le regole dobbiamo essere noi che rappresentiamo le istituzioni, e sono sicuro che sulla vicenda Gentiloni, Emiliano e i sindaci hanno l'autorevolezza, il potere e il buon senso per trovare una soluzione, che aspettano anche le popolazioni locali. Lì non ci sono dei rivoluzionati ma c'è gente che crede nelle istituzioni".
Condividi