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ECONOMIA

Martedì la risposta alla Ue

Manovra, Tria tenta carta stime Pil: possibile ribasso a 1,2%. Aperture da Lega, netto no M5S

Le divergenze spiegherebbero  anche il 'giallo' sul vertice-non vertice della mattinata a palazzo Chigi

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In vista della risposta dell'Italia all'ultimatum di Bruxelles sulla manovra, prevista entro martedì, il Tesoro con il ministro Giovanni Tria prova a giocare la carta della limatura delle stime del Pil 2019, riducendole fino all'1,2% dall'1,5% previsto nella Nota di aggiornamento al Def. Ma, mentre dalla Lega - secondo quanto si apprende - nelle riunioni di questa mattina sarebbe arrivata una prima apertura, il M5S ha manifestato netta contrarietà con Luigi Di Maio che non ci pensa proprio a rivedere parametri, misure e percentuali della manovra. Per il Movimento il testo e il quadro macroeconomico non si cambiano anche a costo di andare allo scontro con la Ue.

Da qui si spiegherebbe anche il 'giallo' sul vertice non vertice della mattinata a palazzo Chigi. Anche se fonti di entrambi i partiti negano divergenze, ancora una volta si sarebbe consumato un braccio di ferro fra il Movimento e il ministro Tria. I 5S vogliono lasciare il quadro esattamente com'è, mentre Tria punta a dare un segnale alla Commissione europea soprattutto dopo le ultime previsioni d'autunno della Ue. Il Pil, ragionano a via Venti Settembre, deve scendere necessariamente, tanto più che questo non comporterebbe nessuna modifica sul fronte deficit in quanto la base di partenza sarebbe il Pil tendenziale previsto allo 0,9 per cento. 

Tra le altre ipotesi sui cui si ragiona in vista dalla risposta ai rilievi europei sarebbe anche quella di inserire una clausola sulla spesa che garantirebbe la tenuta del rapporto deficit-Pil al 2,4% (intoccabile per Di Maio e i suoi). Soluzione che comunque non basterebbe a soddisfare la Ue che vuole una vera e propria correzione della manovra soprattutto sul fronte delle misure più costose (reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni). Nel menù delle possibilità, ovviamente non contemplate dai due azionisti di maggioranza dell'esecutivo, ci potrebbe essere lo slittamento a fine 2019 di reddito di cittadinanza e 'quota 100' per indirizzare i risparmi alla riduzione del disavanzo. 

Intanto, un Consiglio dei ministri è previsto per domani sera alle 20 e non è escluso che qualche modifica possa arrivare. Ma la partita è ancora decisamente aperta, tanto che è in programma un vertice prima della riunione dei ministri per cercare di trovare un accordo e inviare finalmente una risposta all'Europa.
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