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POLITICA

La politica economica

Manovra, allarme di Fitch ma il governo va avanti: il DEF alla prova delle aule parlamentari

Una nota conferma risorse in media per 1,7 miliardi l'anno tra il 2019 e il 2021. Sulle coperture Tria intanto puntualizza: "Ammontano a 15 miliardi di euro nel 2019, di cui 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 miliardi di aumenti di entrate". E conferma le cifre della Manovra: 36,7 miliardi. Salvini: "non ci sarà nessuna patrimoniale, non chiederemo le fedi nuziali, non abbiamo in programma guerre per nuovi imperi oltre il Mediterraneo". Spread oscilla attorno ai 300 punti base. Borsa: esordio negativo per tutta Europa. 

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E' iniziata nell'aula del Senato la discussione della nota di aggiornamento al Def che prevede l'innalzamento del rapporto deficit/Pil. I senatori devono anche dare il via libera all'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di medio periodo, cioè il pareggio di bilancio che viene rinviato sine die.

Gli ultimi aggiornamenti dovrebbero essere stati apportati in nottata, visto che ieri sera, secondo fonti parlamentari e di governo, la risoluzione di maggioranza sulla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza non era ancora pronta. Intanto l'agenzia di rating Fitch fa sapere di vedere 'rischi considerevoli per gli obiettivi, specie dopo il 2019'. Tria conferma le stime del Def: il governo punta sugli investimenti e chiede alle partecipate di anticiparli nel triennio. Secondo il premier Conte, atteso oggi in Etiopia, "diversamente ci sarebbe recessione". "I membri dell'Ue rispettino le regole alle quali si sono impegnati", ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, durante un incontro a Bali.

Warning di Fitch: "Conti a rischio"
I "nuovi obiettivi di deficit dell'Italia comportano rischi fiscali". Il giudizio è contenuto in una nota di Fitch sul Def. In particolare, l'agenzia di classificazione afferma che "il processo per la messa a punto del bilancio ha messo in luce tensioni dentro la coalizione di governo" e di vedere "rischi considerevoli per gli obeittivi, in particolare dopo il 2019".  Fitch: revisione voto in primo trimestre 2019 "I dettagli e la messa a punto della politica fiscale rimangono un elemento chiave della nostra valutazione del rating sovrano italiano". È quanto si legge nella nota di Fitch sul Def. Attualmente l'agenzia assegna al nostro Paese una classificazione BBB, appena due gradini sopra il livello 'junk', con outlook negativo. La prossima revisione del voto, ricorda Fitch, è prevista nel primo trimestre dell'anno prossimo.

Salvini, Fitch? Conta promozione imprese non burocrati
"Gli imprenditori che fanno impresa, non qualche burocrate in qualche ufficio, ci ha detto che superando la legge Fornero si creeranno decine di migliaia di posti di lavoro. Questa è la promozione che mi interessa: che coloro che fanno impresa garantiscono migliaia di assunzioni nei prossimi mesi". Lo ha detto Matteo Salvini al termine della 'cabina di regia' con le Partecipate a Palazzo Chigi, rispondendo anche ai giudizi sull'Italia di Fitch. 

Salvini: faremo il contrario di Monti
"Faremo l'esatto contrario di quello che ha fatto Monti. Questa è una manovra che investe sul futuro, sulla crescita dei giovani" attacca questa mattina il vicepremier dai microfoni di Radio Radicale. E ha aggiunto: "Non ho visto il presidente della Repubblica preoccupato. Si leggono sui giornali ricostruzioni fantasiose, fantascientifiche e incredibili - ha aggiunto - di cose mai dette e mai ascoltate, ma è il bello della libertà di stampa e di parola che va sempre tutelata. Ieri abbiamo parlato del Consiglio Europeo in cui si discuteranno i temi della sicurezza, della lotta al terrorismo e dell'immigrazione, ed abbiamo parlato anche della situazione economica". 

L'affondo poi nei confronti delle agenzie di rating: "Un film già visto, negli anni scorsi, che ha costretto gli italiani a sacrifici incredibili, con tagli alla sanità, alla scuola, alle pensioni che hanno impoverito e precarizzato il Paese. Ma qualunque cosa dicano non ci faranno cambiare idea su una manovra che investe sulla crescita e sul futuro". 

Salvini infine rassicura:"Non ci saranno patrimoniali, prelievi sui conti correnti, non chiederemo le fedi nuziali, non abbiamo in programma guerre per nuovi imperi oltre il Mediterraneo. Faremo un piano di assunzioni per ragazzi e ragazze nelle forze dell'ordine e nei vigili del fuoco, con gli altri soldi risparmiati si potranno spendere i soldi per fare qualcosa altro". 

Fmi: "Italia rispetti regole UE"
"La nostra posizione sull'Italia e' abbastanza ben conosciuta: di sicuro sosteniamo il consolidamento fiscale che deve essere d'aiuto alla crescita, a sostegno della crescita del paese. e di sicuro consideriamo che i membri dell'UE rispettino le regole alle quali si sono impegnati". Così Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, rispondendo in conferenza stampa a una domanda se fosse preoccupata di un possibile "contagio" e sulla discussione in corso sulla legge di bilancio. 

Il Ministro tedesco Scholz: "Roma sappia gestire il debito"
 "Il governo italiano deve saper gestire il proprio alto debito pubblico, questa responsabilita' non gliela toglie nessuno": lo ha detto il ministro tedesco alle Finanze, Olaf Scholz, socialdemocratico, in un'intervista a Handelsblatt."Il debito non si puo' esportare e nemmeno trasferire ai partner europei", ha aggiunto il ministro. Anche in un'Europa che cresce insieme, ha spiegato Scholz, "rimane assolutamente alla responsabilita' dei singoli governi e dei Parlamenti".  

Il governo va avanti
Il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini fanno asse per difendere a spada tratta le misure da inserire nella manovra. E fanno perno sul "sistema Italia", con l'incontro con gli ad delle Partecipate ricevuti a palazzo Chigi. Il governo tiene ferma la posizione e si dice convinto che lo spread non andra' fuori controllo. L'exit strategy' nel caso il Paese dovesse finire sotto attacco sul fronte finanziario sarebbe quello - riferiscono fonti parlamentari della maggioranza - di dilazionare le misure. Alleggerire il peso sui conti pubblici per il 2019, far partire 'quota cento' e reddito di cittadinanza piu' in la' di qualche mese, magari sotto le Europee.

Piano B del governo: alleggerire, dilazionare
E' un piano che al momento non viene preso in considerazione da M5s e Lega che insistono sulla necessita' di far decollare subito il contratto di governo ma potrebbe essere lo stesso ministro dell'Economia, Giovanni Tria, a premere in questa direzione. "Del resto servira' un periodo per fare i decreti attuativi", spiegano le stesse fonti. Di fronte alla preoccupazione che continua ad esprimere il Capo dello Stato Sergio Mattarella e agli inviti al dialogo con le istituzioni europee l'esecutivo si muove su un doppio binario. Nessuna marcia indietro ne' sulla cifra del 2,4% del rapporto deficit-Pil, ne' sui contenuti inseriti nel contratto di governo. Tuttavia la volonta' e' quella di non chiudere la strada del confronto. Restano in ogni caso tensioni legate al decreto fiscale (l'arrivo sul tavolo dei ministri e' slittato a lunedi' prossimo, il Movimento 5 stelle oltre a stoppare qualsiasi tentativo di condono tombale vorrebbe inserire altre misure ma ci sarebbe la resistenza del Mef), su 'quota cento' e sul reddito di cittadinanza con il partito di via Bellerio che punta a ridurre di molto la platea dei beneficiari. 

Tria: la manovra non è un salto nel buio
Non nasconde che qualche preoccupazione c'è. Ma sottolinea anche che si tratta di una manovra ragionata e non è di un salto nel buio. Parola del ministro dell'economia, Giovanni Tria. "La salita dei rendimenti sui titoli di stato desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva e non giustificata rispetto ai fondamentali dell'economia italiana", spiega davanti alle commissioni Bilancio riunite alla Camera. I partiti di governo hanno già deciso di "ridimensionare alcune proposte e posporne delle altre" per mantenere un livello di indebitamento "analogo" a quello degli anni precedenti, mantenendo "un surplus primario". Secondo Tria "non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrate". 

I numeri della manovra:  le coperture ci sono
La manovra di bilancio per il 2019 vale circa 37 miliardi e "contiene anche misure espansive, e interventi di copertura finanziaria - illustra ancora il ministro dell'Economia -  Nel 2019 ci sono coperture per 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 di aumenti di entrate. Ci sono anche politiche di riduzione delle imposte il cui ammontare è pari a 0,6 miliardi nel 2019, 1,8 nel 2010 e 2,3 nel 2021. L'effetto sul tasso di variazione del Pil è contenuto e raggiunge lo 0,1% nel 2021". 

Le risorse per la flat tax
Gli interventi previsti per la flat tax dal governo avranno un costo nel primo anno di soli 600 milioni, per poi salire a 1,8 milioni nel 2020 e a 2,3 milioni nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni. Proprio su questo punto Salvini aveva precisato: "Il costo per la flat tax sarà di 1,7 miiardi di euro e non di soli 600 milioni". 

Tecnici Mef non meno validi degli altri, serve rispetto reciproco
Il ministro Tria infine parla dei tecnici del Mef, dopo le parole al vetriolo pronunciate nei giorni scorsi dal portavoce del premier, Rocco Casalino che - in un messaggio audio - aveva minacciato di 'cacciarli' se non avessero trovato i soldi. "Nessuno ha voluto mettere in dubbio le capacità tecniche dell'Upb ma credo che il rispetto istituzionale vada in tutte le direzioni" e "le strutture tecniche del Mef non sono meno valide degli altri istituti" ha spiegato. "I modelli del Mef non sono inferiori a quelli degli altri. Credo che l'Upb abbia rispetto per le nostre stime e ha fatto osservazioni puntuali e nel pieno rispetto noi abbiamo risposto. Qui stiamo parlando del ministero dell'Economia e di strutture tecniche che da anni stimano queste cose". Anche il presidente del Consiglo Giuseppe Conte, subito dopo la bufera. seguita alle parole di Casalino, aveva parlato "di massima fiducia" e di "polemiche che lasciano il tempo che trovano". 

Borse: Piazza Affari in rosso. Spread oscilla attorno ai 300 punti base
Piazza Affari in rosso sulla scia delle altre borse europee e di Wall Street. L'indice Ftse Mib risente delle critiche incassate dalla manovra economica del Governo e, a circa un'ora dall'avvio delle contrattazioni, cede l'1,69% a quota 19.384. All Share -1,7%. Lo spread oscilla attorno ai 300 punti base in avvio di seduta dopo gli avvertimenti di Fitch sull'Italia e sul Def.

In un listino quasi tutto in rosso resistono Italgas, Snam e Terna appena sopra la parita'. La maglia nera va a Ferrari in calo del 4,83%, giu' anche Fca -2,87%, Exor -2,72%. Nell'automotive male anche Brembo con un calo del 2,47%. In sofferenza anche il comparto bancario con Banco Bpm -0,53%, Intesa Sp -0,7%, Mediobanca -0,71%. Tonfo per Carige che crolla dopo il declassamento di Fitch (che ieri ha abbassato il rating di Banca Carige a CCC+ con outlook negativo), prima non riesce a fare prezzo poi entra in contrattazione ed e' in calo dell'8%. Giu' anche Mps -1,95%, Saipem -2,54%, Pirelli -3,47%. Nel lusso ancora vendite su Moncler -2,8%. 

Tonfo per le borse asiatiche
Le Borse asiatiche crollano dopo il tonfo di Wall Street, che ha chiuso con il Dow Jones in calo del 3,5% e il Nasdaq in caduta libera (-4,08%). Il timore per i rialzi crescenti dei rendimenti dei Treasury americani e la prospettiva di un nuovo aumento dei tassi di interesse americani sta spaventando gli investitori, che si riposizionano. Le piazze cinesi sono le peggiori: lo Shanghai Composite Index perde quasi il 5% verso la fine degli scambi, la Borsa di Hong Kong's cede il 3,8%. Male anche il Nikkei 225 della Borsa giapponese, che termina la seduta in calo del 3,9%. Stessa performance a Sydney, dove lo S&P/ASX 200 perde il 2,7%. Gli indici americani hanno registrato il peggior crollo da febbraio, quando la Fed ha deciso di alzare i tassi. Ieri, il presidente degli Usa, Donald Trump, ha bollato come "pazza" la Banca centrale americana per la sua politica monetaria.
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