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POLITICA

Il Presidente della Bce Draghi dal Capo dello Stato Mattarella

Manovra alle Camere, Tria scrive all'Europa

Tria all'Europa: auspico confronto aperto, Governo compatto. Nove miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza, sette per quota cento. Esame della nota di aggiornamento ad Def slitta di un giorno: appuntamento l'11 ottobre dalle ore 16

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Il Documento economico e finanziario è arrivato alle camere, per Palazzo Chigi sono confermati gli obbiettivi e i tempi di attuazione delle riforme. Precisati anche i numeri di cui si è discusso in questi giorni. 

 A una settimana dal via libera del Consiglio dei ministri la nota di aggiornamento al Def con le nuove stime di crescita e gli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2019-2021 approda dunque in Parlamento. Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha intanto inviato la lettera alla Commissione europea con la modifica del percorso programmatico di finanza pubblica contenuto nella Nadef ( nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza). 

Secondo il retroscena del quotidianio La Stampa, mercoledì il Presidente della Bce Mario Draghi sarebbe andato al Quirinale dal Capo dello Stato Mattarella per un oncontro riservato. Nella ricostruzione della Stampa si legge che Draghi "ha voluto rappresentare di persona i rischi cui andrebbe incontro l'Italia, nel caso in cui i mercati iniziassero ad accanirsi contro i titoli pubblici provocando un ulteriore aumento degli spread e dei tassi di interesse fino a livelli insostenibili".

L'esame della nota di aggiornamento al Def slitta di un giorno all'11/10
Slitta di un giorno, nell'aula della Camera l'esame della nota di aggiornamento del Def. Si apprende da una comunicazione ai gruppi parlamentari di Montecitorio. L'esame, inizialmente previsto dai capigruppo per il 10 ottobre, avrà inizio giovedì 11 dalle ore 16.

9 miliardi per reddito cittadinanza e 7 per quota cento
Le stime del Pil del prossimo triennio sono confermate all'1,5% per il 2019, l'1,6 per il 2020 e 1,4% nel 2021 nella nota di aggiornamento al Def. Impegni per un totale di 21,5 miliardi. L'Iva non salirà nel 2019, ma tornerà a crescere nel biennio successivo. Confermati 9 miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza e 7 per la quota cento, a cui vanno aggiunti un miliardo per i centri per impiego, 2 per la flat tax, uno per le forze dell'ordine e uno per i truffati delle banche. Al vaglio l'abolizione del patto di stabilità interno, che limitava le capacità di intervento degli enti locali.

Nel 2018 gli "oneri per interessi" sul debito "sono rivisti al rialzo per poco più di 1,9 miliardi di euro (0,11 punti percentuali di pil)". È quanto si legge nella nota di aggiornamento al Def. Vista la "traslazione verso l'alto della curva dei rendimenti, che che su alcune scadenze eccede un punto percentuale" la spesa per il prossimo anno è cifrata ora a "3,6 punti di pil" contro i "3,5 del Def". Rispetto ad aprile la spesa "crescerebbe di 0,2 punti di pil nel 2020 e di 0,3 nel 2021". 

Tajani: la manovra è dissennata, stime di crescita irrealizzabili
"Le stime della crescita fatte dal governo sono assolutamente irrealizzabili, tutti gli indicatori parlano di uno 0,9. Non si fa la Tav, non si fa il Tap, non si fanno la Gronda e il terzo valico: la crescita dov'è? Ci sono la Fornero e il reddito di cittadinanza, che è una regalia di Stato, mentre la flat tax non esiste". Ad affermarlo è il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, al suo arrivo al "Villaggio Coldiretti" al Circo Massimo. "Bisognerebbe tagliare il cuneo fiscale anziché regalare i soldi - aggiunge Tajani - invece di cercare voti sarebbe il caso di cercare posti di lavoro, di prevedere incentivi per le imprese, di approntare un piano per il Sud. Il giudizio della commissione? Quello che mi preoccupa sono i mercati, sono gli investitori, non Moscovici o Juncker. È una manovra inaccettabile e dissennata".

Tria all'Ue: auspico confronto aperto, Governo compatto
Di opposto parere il ministro Tria che ieri ha scritto una lettera alla Commissione europea. "Quest'insieme di misure porterà un aumento della crescita all'1.5% nel 2019 per arrivare all'1.6 e l'1.4 negli anni successivi", ha scritto il ministro dell'Economia in merito alle stime di crescita del Pil derivanti dalla manovra. "Ora si apre la fase di confronto con la Commissione Europea, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del Governo delineata dalla manovra", scrive il ministro dell'Economia. "Come è avvenuto all'interno del Governo - sottolinea Tria - auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso". 

"Come sostenuto in diverse occasioni, la manovra di bilancio che questo Governo si appresta a varare ì coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2,4% del 2019 al 2,1% del 2020 per chiudere all'1,8% del 2021", scrive Tria, ribadendo gli obiettivi programmatici di bilancio per il triennio 2019-2021.

"L'impatto delle singole misure sull'economia del Paese deve essere valutato nel quadro dell'intera manovra. Maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti piu' vulnerabili", scrive il ministro dell'Economia nella lettera inviata alla Commissione europea.

"Il raggiungimento di questi obiettivi verrà ottenuto anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilita' complessiva del sistema", aggiunge il ministro.

Le indiscrezioni della Stampa: Mario Draghi da Mattarella
"Mercoledì mattina Mario Draghi è salito al Colle per un incontro riservato con Sergio Mattarella. I due si consultano il più delle volte al telefono, ma con lo spread alle stelle e il governo sotto pressione hanno preferito vedersi a quattr'occhi". Lo rivela La Stampa secondo la quale il presidente della Banca centrale europea "ha voluto rappresentare di persona i rischi cui andrebbe incontro l'Italia, nel caso in cui i mercati iniziassero ad accanirsi contro i titoli pubblici".

Secondo la ricostruzione del quotidiano "Draghi ritiene (e di sicuro al presidente ne avrà parlato) che nel governo italiano ci sia una forte sottovalutazione del contesto in cui si sta scrivendo la manovra". Anche perchè "la scommessa dell'ala più radicale della maggioranza sbaglia bersaglio: più che l'atteggiamento delle istituzioni Ue, l'Italia deve temere il declassamento da parte delle agenzie di rating" che potrebbe arrivare a fine ottobre e "provocare danni incalcolabili, moltiplicando la sfiducia sui mercati". Senza contare che con lo stop al Quantitative easing "gli strumenti a disposizione di Draghi sono terminati: dal primo gennaio l'Italia sarà senza rete. In caso di difficoltà avrebbe come unico salvagente il ricorso al cosiddetto «Omt», lo strumento di sostegno finanziario che costringerebbe Roma ad un programma concordato con la Commissione europea e il Fondo salva-Stati. Di fatto il commissariamento del Paese".

Di Maio: l'Ires calerà per chi investe e assume
"L'Ires con questa legge di bilancio calerà se investi e assumi. E poi ci sarà l'Ires verde: meno inquini, meno paghi. E infine per le partite Iva, soprattutto per i giovani, le partite Iva che guadagnano fino a 65 mila euro all'anno ci sarà un'unica tassa al 15%. Dopo rimoduleremo anche quelle" oltre i 65 mila euro "per abbassarle un po', ma la flat tax al 15% varra' prima di tutto per le partite Iva fino a 65 mila euro". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ad Agorà su Rai Tre
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