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POLITICA

Montecitorio

Manovra, la Camera vota la fiducia con 327 voti a favore e 228 contrari. Forti proteste opposizioni

Proteste dei deputati di Forza Italia con gilet azzurri, Fico sospende la seduta. Presidio Pd fuori da Montecitorio, Martina: preoccupato per effetti sociali della Manovra

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Il Governo ha ottenuto la fiducia posta sulla legge di bilancio alla Camera dei Deputati con 327 voti favorevoli e 228 voti contrari in una corsa contro il tempo per evitare l'esercizio provvisorio che scatterebbe dal 1° gennaio. In tarda serata, proseguono nell'Aula della Camera le votazioni sugli articoli dal 2 al 18 del ddl Legge di Bilancio, dopo la fiducia. Il via libera finale alla manovra è atteso per domani, domenica 30 dicembre.

Pomeriggio di grande tensione
Nel pomeriggio, a partire dalle 17, si sono svolte le dichiarazioni di voto in un clima di grande tensione.

Il presidente della Camera, Fico, ha sospeso la seduta per 5 minuti dopo che i deputati di Forza Italia hanno indossato delle pettorine azzurre con scritte come "giù le mani dal no profit" e "basta tasse". Fico ha chiesto ai commessi di intervenire e quindi ha sospeso la seduta. Il leader di Fi, Berlusconi, afferma in una nota che i gilet azzurri "a gennaio saranno nelle piazze di tutte le città italiane per continuare la mobilitazione contro il governo giallo-verde a fianco dell'altra Italia seria e lavoratrice che ancora una volta viene ingiustamente penalizzata". La protesta di Forza Italia è poi uscita dall'Aula per raggiungere Piazza Montecitorio.



Ed è scontro aperto tra Pd e presidente della Camera. I dem hanno accusato Roberto Fico di non essere imparziale, "lei per noi non è più un organo di garanzia", ha tuonato in Aula Emanuele Fiano. Al centro dello scontro, le parole pronunciate in dichiarazione di voto dalla pentastellata Teresa Manzo, che ha più volte rivolto delle accuse, anche pesanti, nei confronti dei deputati dem.

"Lei non dovrebbe prendere le parti di nessuno, ma solo dell'istituzione che rappresenta", ha affermato Fiano rivolgendosi a Fico. "Lei cosa pensa quando la collega Manzo accusa il Pd, e da lei non è stata mai richiamata, e ci dice e accusa di difendere i truffatori, e di essere complici di un reato. Secondo lei è un'offesa che può essere permessa o no? Lei non è il presidente dei 5 stelle, è la terza carica dello Stato, lei deve fermare una collega che ci accusa di essere autori di un reato, è molto grave ed inficia il suo mandato e la sua imparzialità il fatto che lei non censura mai i colleghi del suo gruppo: lei per noi non rappresenta più un organo di garanzia, è molto grave", ha concluso il deputato dem.

Fico ha poi replicato alle accuse del Pd di mancata imparzialità nella gestione dell'aula. "Nel mio giudizio personale io censuro tutti sempre allo stesso modo se vanno censurati". In seguito a un intervento di Giachetti in cui lo incalzava ha poi precisato: "Io il mio ruolo lo interpreto come terzo e completamente imparziale, conosco benissimo il senso e l'importanza di questo ruolo", comunque "guarderò il resoconto stenografico e valuterò. Non c'è dubbio che se ci sono offese vanno censurate".
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