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ECONOMIA

Richieste di chiarimento anche ad altri cinque o sei paesi

Manovra, pronta la lettera dell'Ue all'Italia. Renzi: la manovra non cambia

Per Bruxelles troppe una-tantum" che non garantiscono la tenuta del bilancio. La Commissione accetta poi di scorporare dal deficit la ricostruzione delle zone colpite il 24 agosto, ma non il piano per mettere in sicurezza tutte le zone a rischio catastrofe del Paese. Renzi: rispettiamo le regole, la manovra non cambia 

Si attende entro martedì  la lettera della Commissione all'Italia (e ad altri cinque o sei paesi, tra cui Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e Olanda) sulla bozza di bilancio per il 2017, che, secondo Bruxelles, presenta qualche criticità nel rispetto delle regole del patto di stabilità e crescita. Si tratta di richieste di chiarimento prima di un'eventuale e non auspicata decisione di "respingere" tali documenti.

Secondo le regole del "semestre europeo", infatti, dopo la presentazione delle bozze, entro la metà di ottobre, la Commissione può respingere quelle che non rispettano i parametri entro le successive due settimane. Prima, però, è in contatto con i governi attraverso un "dialogo costruttivo", come è stato definito in questi giorni da fonti Ue, con l'obiettivo di trovare dei punti di compromesso ed evitare la bocciatura: sarebbe la prima volta che un bilancio viene respinto e a Bruxelles l'ipotesi non piace affatto. La lettera attesa oggi rientra in questa fase. 

I dubbi dell'Europa si attestano sul fronte delle entrate, "per le troppe una-tantum" che non garantiscono la tenuta del bilancio; su quello delle uscite per il piano nazionale di salvaguardia antisismica, considerato strutturale e non emergenziale: la Commissione accetta di scorporare dal deficit la ricostruzione delle zone colpite il 24 agosto, ma non il piano per mettere in sicurezza tutte le zone a rischio catastrofe del Paese. 

Ok invece per l'aumento delle spese sui migranti per il prossimo anno rispetto al 2016. Questo impongono le norme Ue, modificabili solo con il consenso di tutti i governi. Con la conseguenza che la Commissione non approva il deficit 2017 al 2,3% previsto dalla finanziaria. Chiede che venga limato di un decimale. Uno sforzo di 1,6 miliardi quello richiesto da Bruxelles che lo scorso anno ha concesso all'Italia 19 miliardi di flessibilità e che quest'anno, forzando le regole, sarebbe pronta a dare altri 15 miliardi di bonus sul risanamento.

Renzi avverte la Ue: rispettiamo le regole, la manovra non cambia
La manovra "non cambia". Matteo Renzi risponde preventivamente alla Commissione Ue, che è pronta a inviare all'Italia una lettera con i rilievi sulla legge di Bilancio. La lettera "arriverà e riguarderà tutta una serie di Paesi per differenze minimali", ha detto il premier al Tg5. E dunque, ha assicurato, la manovra "non cambia per i cittadini. Equitalia se ne va, c'è la quattordicesima per chi ha meno di mille euro di pensione, ci sono i soldi per rilanciare le imprese". Del resto, ha rilevato il premier nell'intervista, "noi abbiamo fatto le cose in regola, l'Italia rispetta totalmente le regole, anche se non le condividiamo".

Anzi, aveva scritto poco prima nella sua e-news, nella legge di Bilancio ci sono "diverse buone notizie" che "sono state possibili nonostante un lavoro incredibile di abbassamento del deficit visto che siamo a 2,3%, il livello più basso degli ultimi dieci anni". E tra le buone notizie Renzi cita "l'eliminazione di Equitalia e la possibilità di pagare le multe senza le supersanzioni e gli interessi di mora; i due miliardi di euro in più sulla sanità a cominciare dai farmaci oncologici innovativi; i soldi di Industria 4.0 con un pacchetto di misure per la competitività che non ha eguali nel recente passato; l'abbassamento delle tasse, ulteriore: dall'Ires al 24% alle partite Iva, all'Iri, al canone Rai che scende da 100 a 90 euro, fino alle tasse agricole; l'aumento delle pensioni per chi prende meno di mille euro: avranno una quattordicesima. E la possibilità di andare in pensione con qualche anno di anticipo con la formula 'Ape'".

Il premier ha ricordato che l'Italia è un grande contributore dell'Unione, da cui riceve molto meno di quanto dà.  "Quello che abbiamo detto, e su questo saremo inflessibili - ha assicurato - è: l'Italia dà ogni anno 20 miliardi all'Ue, decisione del governo Monti, e ne riceve solo 12, io mi sono stancato, questo meccanismo non può andare avanti". Come, per il presidente del Consiglio, non è possibile andare avanti con l'attuale gestione dei migranti, su cui l'Ue "ha qualcosa da farsi perdonare".  "Se vogliono che l'Italia spenda meno per l'immigrazione, e siamo d'accordo - ha concluso -inizino a fare quello che hanno promesso e non ancora fatto: aprire loro le porte ai migranti".