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ECONOMIA

La leadership è capacità di guidare il cambiamento

Marchionne: "C'e' un limite oltre il quale il profitto diventa avidità "

Per Sergio Marchionne i mercati senza morale non possono creare società equa. Creare le condizioni per un cambiamento virtuoso è la vera sfida del nostro tempo "per ricostruire economie efficienti ed eque, separate ma interconnesse"

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" Il perseguimento del mero profitto scevro da responsabilità morale non ci priva solo della nostra umanità ma mette a repentaglio anche la nostra prosperità a lungo termine. Per questo sono convinto che ci troviamo a un bivio cruciale. Creare le condizioni per un cambiamento virtuoso è la sfida del nostro tempo". Così ha parlato il Ceo di Fca e presidente e Ceo di Ferrari, Sergio Marchionne, alla premiazione della Rotman European Trading Competition, alla Luiss aggiungendo che  "la forza del libero mercato in un'economia globale è fuori discussione. Nessuno di noi può frenare o alterare il funzionamento dei mercati e non credo neppure sia auspicabile", ha detto ancora Marchionne, "questo campo aperto è la garanzia per tutti di combattere ad armi pari. E' l'unica strada per avere accesso a cose che non abbiamo mai avuto prima. Ma l'efficienza non è - e non può essere - l'unico elemento che regola la vita. C'e' un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza".  

"C'e' una realta là  fuori che non deve essere trascurata ", ha proseguito il Ceo di Fca, " dobbiamo tutti capire che non ci potranno mai essere mercati razionali, crescita e benessere economico se una gran parte della nostra società non ha nulla da contrattare se non la propria vita. Il perseguimento del mero profitto, scevro da responsabilita' morale, non ci priva solo della nostra umanità, ma mette a repentaglio anche la nostra prosperità a lungo termine. Per questo sono convinto che ci troviamo ad un bivio cruciale". "Creare le condizioni per un cambiamento virtuoso è la vera sfida del nostro tempo", ha concluso Marchionne, "per ricostruire economie efficienti ed eque, separate ma interconnesse. Per promuovere la globalizzazione che sia davvero al servizio dell'umanità".

Sulla leadership
"Io personalmente passo l'equivalente di un mese all'anno per valutare circa 1.000 leader e impostare la loro carriera - ha proseguito Marchionne - perché credo nell'importanza della leadership in modo viscerale e religioso. Le mie valutazioni si concentrano su due qualità che secondo me sono essenziali per un leader di successo. La capacità di guidare un programma di cambiamento; il cambiamento è inevitabile e si verifica a un ritmo accelerato in un'epoca di globalizzazione e di rapidi progressi tecnologici. Non ci si può permettere di attenersi ciecamente ai vecchi modi di fare le cose, anche se hanno funzionato in passato". Ed ha concluso: "Ogni volta che si tenta di avviare un vero cambiamento un coro di cinici vi dirà che non può funzionare o che le cose semplicemente non si fanno in quel modo, il cinismo è facile: ci vogliono invece visione e coraggio per credere nel miglioramento".
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