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MONDO

Tribunale Vaticano

Materiale pedopornografico, 5 anni di reclusione e 5 mila euro di multa a monsignor Capella

Accusato di detenzione e trasmissione di materiale pedopornografico

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Cinque anni e cinquemila euro di multa a monsignor Carlo Alberto Capella, ex diplomatico vaticano, condannato per divulgazione, trasmissione, offerta e detenzione di materiale pedopornografico. Lo ha stabilito il Tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Dalla Torre dopo un'ora di camera di consiglio.

Nel dettaglio, il Tribunale ha inflitto la condanna "aumentata per la continuazione del reato e bilanciata con le attenuanti generiche del contegno processuale".

Capella aveva ammesso le accuse ma nelle dichiarazioni finali del processo-lampo in Vaticano aveva chiesto comprensione: "Spero che questa situazione possa essere considerata un incidente di percorso nella mia vita sacerdotale.

Riguardo al materiale sequestrato, la legislazione vaticana - ha detto il rappresentante dell'accusa - è molto più restrittiva rispetto a quella italiana, in quanto non distingue tra immagini reali e virtuali. Di qui la pregnanza della "ingente quantità", dimostrata anche dal fatto che le immagine scaricate dal cellulare di Capella sono state archiviate in un cloud e consultate in diversi punti, l'ultima volta nell'ottobre del 2017. Segno, quindi, di "un comportamento reiterato nel tempo che non è mai venuto meno", come dimostra anche l'attività in chat su Tumblr. Le immagini, inoltre, quando venivano condivise erano accompagnate da "apprezzamenti". Nelle chat, infine, "si prospettavano anche incontri reali".

"Non era una captazione accidentale e fortuita di materiale, ma l'indice di una attività illecita di ingente quantità", il rilievo dell'accusa, che ha ricordato come la legge vaticana del 2010, voluta da Papa Ratzinger, inserisce lo scambio di materiale pedopornografico nei "delicta graviora", quelli cioé che riguardano le offese alla fede e alla morale.

Quest'ultima considerazione era stata però contestata dall'avvocato difensore di Capella, Roberto Borgogno, in quanto, secondo il legale, l'ingente quantità", non viene definita precisamente dalla legislazione vaticana. Per quella italiana, ha fatto notare il legale, si parla di ingente quantità a partire da 100 immagini (quelle riscontrate nei dispositivi di Capella oscillerebbero tra 40 e 55).

Poi l'avvocato si è soffermato sul profilo psicologico del suo assistito: "Questi comportamenti - ha detto - non sono indice di pericolosità ma di un disagio: non si può sempre parlare di detenzione, ci sono terapie e percorsi riabilitativi che le autorità ecclesiastiche ben conoscono. C'è la possibilità di un cammino terapeutico". Nella memoria del consulente psichiatrico depositata agli atti, inoltre, emerge "lo studio di una personalità che non dimostra affatto tendenze di pedofilia o parafilia". Per questo la richiesta dell'avvocato è stata che "la pena sia contenuta nei minimi applicabili".
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