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ITALIA

L'anniversario, 55 anni

Mattarella al Sermig: paure contagiose, creano contrapposizioni, ma anche la pace è contagiosa

Il presidente della Repubblica, Sergio Matterella, in visita privata al Sermig di Torino per i 55 anni dell'istituzione fondata nel 1964 da Ernesto Olivero. Il Sermig,o Servizio Missionario Giovani, è alloggiato nella storica ex fabbrica di armi del capoluogo, trasformata con il lavoro volontario di migliaia di giovani e ribattezzata Arsenale della Pace. Partito da un piccolo gruppo di ragazzi impegnati contro la fame nel mondo, oggi è il cuore di una realtà di solidarietà presente con progetti di sviluppo nei cinque continenti e con altri tre Arsenali, in Brasile con 1200 uomini di strada accolti ogni giorno, in Giordania con centinaia di bambini disabili cristiani e musulmani, e sulle colline di Torino dove ospita molti bambini malati con le loro famiglie.   

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 "I cambiamenti che il mondo sta attraversando creano disorientamento e paure, e le paure generano contrapposizioni pericolose. Le paure sono contagiose,ma anche la pace lo è. La pace non è raggiunta una volta per tutte, va sviluppata, difesa, consolidata, e aggiornata. La pace richiede impegno e lavoro attivo". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel saluto per i 55 anni del Sermig diTorino. "Un impegno costante attivo e concreto per la pace è quello che garantisce e può difendere da tanti pericoli". 

"Quello che hanno avviato qui tanti anni fa Ernesto (Olivero, il fondatore del Sermig, ndr) e suamoglie Maria, e che si è sviluppato con dimensioni economicamente rilevabili, allora imprevedibili e inimmaginabili, e per me per tanta parte ancora inspiegabili, è non solo una grande opera in sé ma una semina che si diffonde in maniera importante nella società e nel Paese. Così il Capo dello Stato.   

"Per questo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - mi associo al ringraziamento di Olivero per quanti hanno lavorato qui in questi 55 anni, ma soprattutto dico un grande grazie a Ernesto per il suo lavoro. Non solo ha trasformato un arsenale, un luogo di guerra in luogo di pace, ma fatto molto di più, qui si lavora quotidianamente per la pace, che non è data una volta per tutte".
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