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MONDO

Visita ufficiale

Mattarella: grazie alla Giordania, il campo profughi di Zaatari è un esempio di accoglienza

Il capo dello Stato: rappresenta un impegno generoso e forte che la comunità internazionale deve sostenere

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"La solidarietà internazionale deve esprimersi in maniera maggiore considerando l'impegno generoso e forte che la Giordania ha assunto". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in diretta su Rainews24, dopo la visita al campo profughi di Zaatari durante la sua visita ufficiale in Giordania. 

"La Giordania riceve l'ammirazione dell'Italia per l'accoglienza generosa nei confronti dei siriani e di profughi di altre nazionalità", ha aggiunto il Capo dello Stato, sottolineando che questo paese rappresenta "un punto di riferimento fondamentale del Medio Oriente".

"L'esperienza di questo campo è davvero straordinaria - ha detto Mattarella - è appunto una città, con servizi e assistenza di prim'ordine che ne fa oltre al campo più grande al mondo, un esempio di come va gestito un campo profughi.



ll campo di Zaatari, nato nel 2012, ospita 80mila rifugiati siriani di cui il 56% sono minori. Ci sono 32 scuole. Il Presidente della Repubblica ha assicurato "l'impegno dell'Italia a continuare nel sostegno e nella solidarietà alla Giordania nella speranza di poter intensificare" il suo ruolo.

Il programma della visita
La visita ufficiale di Mattarella in Giordania coincide con il 70mo anniversario delle relazioni diplomatiche italo-giordane. Una visita che risponde all'invito consegnatogli dallo stesso sovrano hascemita Abdullah II, nel dicembre 2015 durante la sua visita al Quirinale.

La Giordania viene considerata dall'Italia un "paese amico", che negli anni si è distinto per essersi schierato a favore della pace e per una spiccata vocazione alla moderazione, diventando in questi anni un punto di equilibrio nella polveriera della Mezza Luna. Si tratta di una nazione sostanzialmente povera di materie prime, che vive soprattutto di import. Una situazione economica al momento definita 'in sofferenza' a causa della forte presenza di profughi provenienti da Siria, Iran e Palestina. Secondo le stime non ufficiali, di fatto in questa terra sarebbero presenti oltre 3 milioni di profughi. E non è un caso che il primo appuntamento di Mattarella è  proprio la visita al campo profughi di Zaatari, uno dei progetti dell'Agenzia per la cooperazione internazionale (Aics) a cui l'Italia partecipa attivamente. Roma ha contribuito alla costruzione di un poliambulatorio da campo, nel quale a oggi sono state effettuate oltre 380mila visite. 

Nel pomeriggio il capo dello Stato sarà all'Arsenale dell'incontro del Sermig a Madaba, a sud della capitale giordana. La struttura accoglie bambini e giovani diversamente abili, musulmani e cristiani ed è dedicato a Maria Teresa Canavese, scomparsa nel 2006. In serata Mattarella riceverà ad Amman una delegazione di rappresentati dell'Ue e una qualificata rappresentanza della collettività italiana. 

Mercoledì 10 aprile sarà dedicato agli incontri ufficiali. Dopo la visita alla Cittadella di Amman, Mattarella sarà ricevuto dal re al palazzo Reale. Previsto un incontro faccia a faccia che poi sarà aperto alle rispettiva delegazioni. Nel pomeriggio, dopo aver incontrato il personale dell'ambasciata italiana, il capo dello Stato si visiterà il santuario del Monte Nembo, dove incontrerà il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Nella giornata conclusiva del viaggio, Mattarella avrà un colloquio il primo ministro, Omar Razzaz, in mattinata. Prima di ripartire per Roma Mattarella si recherà nel sito archeologico di Petra, dove l'Aics svolge un ruolo fondamentale nel restauro e recupero del sito patrimonio Unesco, oltre ad essere, quest'anno, gemellata con Matera, capitale europea della Cultura per il 2019.
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