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POLITICA

Riunione mondiale della comunità di Giovanni XXII

Mattarella: nella società non ci possono essere scarti, ma solo cittadini

Il Capo dello Stato ha ricordato che "una diversa visione della società metterebbe in discussione i fondamenti stessi della nostra Repubblica". E ha poi auspicato l'abbattimento delle "barriere che discriminano"

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Il rispetto delle fasce più deboli e l'abbattimento delle barriere, fisiche e di mentalità, che discriminano. Ne ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'anniversario per i 50 anni Comunità Papa Giovanni XXIII, la comunità fondata da don Oreste Benzi a Rimini. Nella società "non ci possono essere scarti, ma solo cittadini di identico rango e di uguale importanza sociale". ha detto il Capo dello Stato. E "una diversa visione metterebbe in discussione i fondamenti stessi della nostra Repubblica".

"La nostra Costituzione - ha spiegato Mattarella - ci sollecita a ravvivare la comunità, a rendere effettiva la pari dignità sociale per tutti, perché questo è il presupposto irrinunziabile della convivenza, è in realtà un principio cardine della nostra Costituzione. Don Benzi ne era convinto" dicendo che "le persone fragili non possono essere soltanto oggetto di assistenza ma costruttrici di umanità". Quindi "desidero ripetere queste parole perché sono non profetiche ma reali". "Nella società - ha proseguito il Capo dello Stato - non ci possono essere scarti, ma solo cittadini di identico rango e di uguale importanza sociale. Una diversa visione metterebbe in discussione i fondamenti stessi della nostra Repubblica. Voi ogni giorno dimostrate questa realtà".

"Non temere buoni sentimenti, il cinismo è gretto"
Nel suo discorso il presidente ha poi sollecitato un atteggiamento positivo verso la realtà, che può essere sempre cambiata. "Non dobbiamo avere timore o addirittura vergogna di nutrire e manifestare buoni sentimenti, perché questi ci aiutano a migliorarci mentre invece il cinismo è triste e gretto, si inchina al cosiddetto realismo ritenendolo immutabile. La realtà - ha scandito - può essere cambiata e  migliorata. Dobbiamo abbattere le barriere che discriminano. Vi sono barriere reali, altre sono di convinzione, di mentalità, di modo di pensare, sono barriere che discriminano, che creano esclusione e pregiudizio. Occorre un po' di coraggio - ha concluso -: è vero, ma in realtà andare incontro agli altri erealizzarsi insieme è la nostra più profonda vocazione".
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