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MONDO

Riga, Lettonia

Mattarella: nessuno può incrinare i valori della Ue. No a nazionalismo e a mercanteggiamenti

Il capo dello Stato al vertice del "Gruppo Arraiolos" che riunisce 13 presidenti di Paesi europei: "I risultati raggiunti dall'Unione europea devono essere conservati perché non sono acquisiti per sempre"

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I valori dell'Unione europea, il suo futuro, un fermo no a nazionalismi e mercanteggiamenti sul bilancio comunitario sono i temi principali del discorso del capo dello Stato a Riga, in Lettonia, per il vertice del "Gruppo Arraiolos" che riunisce 13 presidenti di Paesi europei. 

Nessuno può mettere in discussione i valori Ue
Quella di "mettere in comune il futuro degli europei" è "una ragione, storicamente, per il futuro, così vasta se si raffronta con il passato, che non c'è movimento che possa mettere in discussione questo valore storico. Però va fatto comprendere con maggiore efficacia e con maggiore capacità", ha  sottolineato Mattarella parlando dalla Lettonia.

Non mercanteggiare sul bilancio Ue
"L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti".ha detto il capo dello Stato. "Il rischio è quello di mettersi a mercanteggiare fra di noi, fra i nostri Paesi, sui rapporti contabili".

"Sono anziano, ho idiosincrasia per il nazionalismo" 
"Io sono avanti negli anni, sono nato durante i bombardamenti e, forse per questo, mi è rimasta un'innata diffidenza, e un'innata idiosincrasia verso qualunque pericolo di nazionalismo e di guerre" per cui "occorre riflettere su questo perché corriamo il rischio che riproporre dentro l'Unione un clima che non è soltanto concorrenziale ma è di contrapposizione, che poi diventa contrasto, poi diventa ostilità, diventa non sappiamo cosa", ha avvisato Mattarella. 

"Da soli non conteremmo nulla nel mondo" 
Bisogna "mettere in comune il futuro degli europei" ma anche ricordare che "senza questa prospettiva l'Europa non conterà nulla nel mondo", ha detto il presidente della Repubblica. "E' stato ricordato il ruolo di Stati Uniti, Russia, Cina. Quale Paese dei nostri, anche il più in solido e il più prospero, può essere un interlocutore che può contrastare o comunque discutere amichevolmente, o non amichevolmente, con i colossi della comunità internazionale?", si è chiesto retoricamente. "Ma anche sotto il profilo della sicurezza, rispetto a eventuali ritorni di ostilità di qualcuno dei grandi Paesi, che cos'è efficace? Un'Unione infragilita dalle rivalità interne, in cui ognuno si presenta da solo, in realtà, o un'Unione coesa, compatta, che rende più forti tutti i Paesi che la compongono? Abbiamo spesso commesso degli errori - evidentemente - nel considerare come ormai acquisiti alcuni risultati, dando per scontate alcune condizioni. Invece - ha concluso - va fatto capire, anche alle giovani generazioni, che non sono mai né acquisiti per sempre, né scontati per sempre". 
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