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CULTURA

Ricordo dello scrittore all'ambasciata messicana

I tempi e le fasi di Octavio Paz

Conferenza dello storico Garciadiego nel 101° anniversario della nascita del poeta premio Nobel

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In occasione del 101° anniversario della nascita di Octavio Paz, l'ambasciata messicana a Roma ha ricordato il poeta e saggista premio Nobel con una conferenza tenuta dallo storico Javier Garciadiego, presidente del Colegio de México, una delle più prestigiose istituzioni culturali dell'America latina.

Il relatore ha voluto evidenziare il pensiero politico di Paz, passando in rassegna la sua evoluzione lungo un arco di molti decenni.

In gioventù, come molti della sua generazione, Paz simpatizzò con le organizzazioni e l'ideologia comunista. L'esordio politico coincise con il battesimo poetico. La sua rivista, "Barandal", era apertamente filo-sovietica, come la successiva avventura editoriale, "Los Cuadernos del Valle de México". Visse a lungo in Spagna, dove sostenne la lotta dei repubblicani durante la Guerra civile. In seguito, iniziò a modificare le proprie posizioni, colpito dall'autoritarismo e dall'intolleranza. L'ingresso nella carriera diplomatica contribuì ad allargarne molto gli orizzonti e a metterlo in contatto con altre culture. Uomo ribelle e scrittore indipendente, pose fine bruscamente alla sua carriera diplomatica nel 1968, quando venne a conoscenza della crudele repressione studentesca a Plaza Tlatelolco, nell'ottobre di quell'anno fatale. La decisione scosse tanto il corpo diplomatico quanto l'ambiente intellettuale, e fu punto di svolta per la ridefinizione dei rapporti tra intellettuali e il governo messicano.

Durante gli anni Ottanta, negli ambienti culturali latinoamericani le divisioni sul quadro internazionale si fecero marcate e le polemiche si inasprirono, in particolare sulle valutazioni date sul regime cubano e la rivoluzione sandinista. Paz ebbe valutazioni critiche su queste realtà e fu aspramente contestato. Ciò non significa che il poeta aderì a posizioni di destra, ma fu solo la sottolineatura della sua natura di scettico permanente. 
 
Crescevano intanto i riconoscimenti anche internazionali alle sue opere, culminati con il premio Nobel nel 1990, dopo aver ottenuto nel 1981 il premio Cervantes, il più prestigioso per gli autori in lingua spagnola. Paz morì il 19 aprile 1998, preoccupato per il futuro del suo paese. Uomo attento al Messico e al mondo, fu sempre un analista vigoroso e un visionario intuitivo e saggio. La sua opera lascia un'eredità straordinaria alla letteratura universale.
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