SALUTE

La Federanziani

Messina: tutela per i malati cronici e no a discriminazioni geografiche

La vita media continua a crescere in Italia, e questa è la conferma che fruiamo di un buon sistema sanitario nazionale: ma aumentano anche gli ultrasessantacinquenni che non riescono a curare tutte le loro patologie, soprattutto non l’assistenza non è garantita nello stesso modo, in tutta Italia. Colloquio con Roberto Messina, di Federanziani

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Presidente come è stato l'anno appena trascorso per gli anziani in Italia, dal punto di vista dell'assistenza sanitaria?
Una risposta a questa domanda ci viene fornita in parte dall’annuario statistico italiano che, nel capitolo dedicato alla salute, non solo ci racconta un’Italia sempre più longeva, con una speranza di vita alla nascita che per gli uomini sale a 80,2 e per le donne a 84,9, ma ci rappresenta anche una percezione largamente positiva del proprio stato di salute da parte della popolazione residente in Italia. Gli italiani, infatti, al 69,9 per cento hanno dato un giudizio positivo sulle proprie condizioni di salute. Si tratta di un indicatore globale importante delle condizioni di salute della popolazione e quindi anche di un metro di valutazione per la qualità dell’assistenza sanitaria. Non dimentichiamo, però, che questo dato decresce all’aumentare dell’età, arrivando al 40,2 per cento tra le persone di 65-74 anni e toccando il 24,8 per cento tra gli ultra settantacinquenni, anche in ragione del fatto che al di sopra dei 65 anni una larga fascia della popolazione è affetta da uno o più patologie croniche. Ed è proprio la necessità di gestire tali cronicità, dilaganti a causa dell’invecchiamento della popolazione, la principale sfida per il nostro SSN. I dati positivi non devono portarci a sottovalutare i tanti ostacoli che oggi i cittadini senior incontrano nell’accesso alle cure, ovvero discriminazioni per territorio, per età, fino a tagli su farmaci e dispositivi medici dettati da ragioni meramente ragionieristiche, senza che si tenga conto delle ricadute sulla salute e sugli stessi conti pubblici nel lungo periodo.

Le lunghe liste d'attesa e i ticket spesso salati per farmaci e prestazioni quanto incidono sul benessere degli anziani, soprattutto quelli con pensione minima?
Il problema delle liste d’attesa è uno dei più sentiti dagli over 65, così come quello dei crescenti costi legati alle cure, dai ticket fino al ricorso al privato per aggirare le liste d’attesa. Ma quello con cui dobbiamo confrontarci è un problema più ampio, di sostenibilità dell’SSN, di fronte al quale occorre che tutti ci assumiamo una responsabilità. Per poter mantenere nei prossimi 10 anni l’attuale tasso di incidenza tra spesa sanitaria pubblica e PIL si renderà necessario un taglio di spesa progressivo stimato in circa 30 miliardi di euro. E’ ragionevole ritenere che, nel tempo, senza una politica economica-sanitaria di ampio respiro, sostenuta dai cittadini, gli effetti dei tagli ricadranno prevalentemente sui soggetti anziani in quanto maggiori fruitori del Servizio Sanitario Nazionale. Dobbiamo tutti essere disposti a cambiare qualcosa, e ad abbracciare una nuova visione del welfare sanitario abbandonando l’idea che sia possibile dare tutto a tutti gratuitamente. Chiaramente i più fragili devono essere sempre sostenuti, perché nessuno sia lasciato indietro.

Cosa sarebbe urgente fare, nel nuovo anno, per la salute degli anziani?
La cosa più urgente è proprio abbandonare la logica dell’emergenza e cominciare a ragionare su orizzonti più ampi. Occorre che questo ripensamento del nostro sistema sanitario sia condiviso da tutti gli attori interessati a migliorare la nostra sanità. Il decentramento dei poteri e delle funzioni è stato visto in passato come la panacea per tutti i mali, ma si è rivelato uno strumento inadeguato alla soluzione di tanti problemi, in particolare quello dell’equità. Proprio perché le Regioni hanno un ruolo importante emergono in modo sempre più evidente le carenze di conoscenza, di programmazione, di strategia da parte di tante amministrazioni e di tanti piccoli decisori locali. Oggi c’è più che mai bisogno di affermare con forza una visione solidaristica, di scambio e di crescita condivisa, perché la sfida per la salute e la sostenibilità che abbiamo davanti a noi è di una portata colossale.
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