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MONDO

Due navi Ong con migranti a bordo con destinazione Lampedusa

Migranti, il veliero Alex verso Lampedusa. Anche Alan Kurdi chiede di entrare in porto

Viminale: cibo e acqua per il veliero ma la ong vuole lo scontro.​ Mediterranea: impossibile andare a Malta, Lampedusa più sicura. La Guardia di Finanza notifica al comandante della Alan Kurdi il divieto di ingresso in acque territoriali italiane

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Prosegue il braccio di ferro nelle acque di Lampedusa. Il veliero Alex della ong Mediterranea, con 46 migranti a bordo, dopo aver chiesto ufficialmente di poter entrare in porto, ha deciso di fare rotta verso Lampedusa, sebbene il Viminale le imponga di dirigersi verso Malta che ha dato la disponibilità all'attracco.  la nave è scortata da Guardia di Finanza e Guardia Costiera.

"Di fronte a intollerabile situazione igienico-sanitaria a bordo #ALEX ha dichiarato lo "stato di necessità" e sta dirigendo verso il porto di #Lampedusa unico possibile porto sicuro di sbarco", scrive su twitter l'ong Mediterranea.

"Quello che è giusto fare. Lo stato di necessità costringe a scelte non facili e di cui ci assumiamo la responsabilità, a differenza di chi quelle responsabilità non se le assume giocando con la pelle di uomini donne e bambini", ha scritto su twitter Alessandro Metz di Mediterranea che con la nave Alex ha deciso di dirigersi verso Lampedusa forzando il blocco. 

Salvini: "Complici degli scafisti. Forze dell'ordine pronte ad intervenire"
"La nave dei centri sociali, che a quest'ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le forze dell'ordine sono pronte ad intervenire, vediamo se anche in questo caso la 'giustizia' tollererà l'illegalità: in un paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono 'salvatori', questi sono complici dei trafficanti di esseri umani", dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Berlino: pronti a prendere migranti, ma con soluzione europea
La Germania è pronta ad accogliere alcuni dei migranti che si trovano a bordo delle due navi delle ong al largo di Lampedusa, ha detto il ministro dell'interno tedesco Horst Seehofer. "Sia nel caso della Alan Kurdi che nel caso di Alex siamo pronti, nell'ambito di una soluzione solidale europea, a prendere alcune delle persone salvate", ha detto. 

Viminale: cibo e acqua per il veliero ma la ong vuole lo scontro​
Trentaquattro casse di acqua (confezioni da sei bottiglie da due litri l'una), 54 pasti (primo, secondo, merenda e succo di frutta), quasi 200 coperte termiche, 4 flaconi di materiale disinfettante. È quanto consegnato alla barca di Mediterranea ieri, da parte delle autorità italiane, come si apprende da fonti del Viminale. Ieri sera erano pronte altre 34 casse di acqua che però sono state rifiutate. In più sono stati evacuati 13 migranti: sei donne (di cui quattro incinte) con due mariti, 4 minori sotto l'anno di erà, un minore di circa 12 anni. "L'Italia ha confermato ad Alex la disponibilità a scortarla a La Valletta, con trasbordo di immigrati su altre navi più sicure, a patto che entri nel porto e si sottoponga ai doverosi controlli di un Paese dell'Unione europea. Ipotesi rifiutata dalla ong: Roma e Malta - si fa sapere dal Ministero dell'Interno - sono allibite per quella che appare come una richiesta di impunità preventiva e che tiene bloccate delle persone in mezzo al Mediterraneo. La ong vuole lo scontro pur di andare a Lampedusa".

Mediterranea: impossibile andare a Malta, Lampedusa più sicura 
"Dopo una notte di scambi con i Centri di coordinamento dei soccorsi di Malta e Italia, è del tutto evidente che partire per il porto de La Valletta nelle attuali condizioni significherebbe mettere a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone a bordo della Alex". È quanto si legge in una lunga nota pubblicata da Mediterranea Saving Humans sul proprio sito internet e sui canali social. "Abbiamo addirittura scoperto che, secondo Itmrcc di Roma, in prossimità dell’arrivo nelle acque territoriali maltesi, Alex dovrebbe caricare di nuovo a bordo, in spregio a qualsiasi norma sulla sicurezza della navigazione, tutte e 41 le persone ed entrare così nel porto di La Valletta - prosegue il comunicato -. Inquietanti sono poi le notizie di stampa che, da diverse autorevoli fonti, denunciano l’esistenza di un accordo tra Governo italiano e maltese finalizzato al sequestro dell’imbarcazione Alex e all’arresto di tutto il nostro equipaggio. Atti ritorsivi fuori da ogni rispetto dello stato di diritto". Ecco perché "in queste condizioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale, delle Convenzioni marittime e delle linee guida dell’IMO, abbiamo appena reiterato la richiesta di assegnazione del porto sicuro più vicino di Lampedusa come Place of Safety". 

Il racconto dell'inviata di Rainews a bordo di Alex



Sea Eye: Alan Kurdi verso Lampedusa, Salvini non ci spaventa
Ma c'è una seconda nave di una ong con migranti a bordo in rotta verso l'isola. "Dopo aver salvato 65 naufraghi navighiamo ora verso Lampedusa", scrive in un post su Fb la ong Sea-Eye sulla situazione della nave Alan Kurdi. "Non ci facciamo intimidire da un ministro dell'interno, piuttosto ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino - conclude Sea Eye - La legge del mare dovrebbe essere applicata sempre, anche se un rappresentante del governo si rifiuta di seguirla".

Notificato ad Alan Kurdi il divieto d'ingresso in acque italiane
Una motovedetta della Guardia di Finanza ha però notificato al comandante della Alan Kurdi il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane. Lo riferiscono fonti del Viminale. Il ministro dell'Interno Salvini si era affrettato a scrivere al collega tedesco Horst Seehofer: "Se ne occupi la Germania, non verranno in Italia", l'avviso. 

Sea-Eye twitta: abbiamo urgente bisogno di un porto sicuro
"Stiamo aspettando in acque internazionali al largo dell'isola di Lampedusa. La Guardia di Finanza è passata di persona per consegnare il decreto di Salvini: il porto è chiuso. In Germania, tuttavia, più di 70 città sono disposte ad accogliere le persone salvate. Abbiamo urgente bisogno di un porto sicuro". È quanto si legge in un tweet pubblicato sull'account di Sea-Eye, la ong tedesca che ha in gestione la nave Alan Kurdi. 


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