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MONDO

Salvini applica il nuovo decreto sicurezza e firma il divieto di ingresso

Sea Watch 3, autorizzato lo sbarco a Lampedusa di 10 migranti

Tra loro 3 minori e 3 donne di cui due incinte. Intanto, il divieto ingresso in acque italiane è stato firmato anche da Trenta e Toninelli

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Dieci dei 53 migranti a bordo della Sea Watch 3 ferma al limite delle acque territoriali italiane, sono stati sbarcati a Lampedusa.  In particolare, da quanto si apprende da fonti del Viminale, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha autorizzato lo sbarco di tre minori, tre donne, di cui due incinte, due accompagnatori e due uomini che necessitano di cure mediche.

Salvini: "Sea Watch è fuorilegge, per me può stare lì fino a Capodanno"
"Sono stati autorizzati a scendere bimbi, donne incinte e malati. Io voglio il bene di tutti. Per quello che riguarda questa nave fuorilegge, per me può stare lì per settimane, per mesi, fino a Capodanno" ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno. Salvini ha spiegato che "non ci sono inchieste" sulla Sea Watch e che i migranti a bordo "dovevano andare in Libia, potevano andare in Tunisia o a Malta" mentre "sono arrivati in Italia. L'hanno chiesto loro il porto alla Libia - ha concluso - la Libia lo ha dato e loro hanno disobbedito".

La nave è al limite delle acque territoriali italiane, a una quindicina di miglia da Lampedusa, dopo aver rifiutato il porto di Tripoli. "Avendo ricevuto come unica indicazione il porto di un Paese in guerra, la Sea Watch ha fatto rotta verso nord, verso il porto sicuro più vicino alla posizione del soccorso: Lampedusa. Restiamo in stand by a circa 16 miglia dall'isola" aveva scritto su twitter la ong. Si tratta del secondo cambio di rotta: con a bordo 53 migranti soccorsi al largo della Libia mercoledì scorso, stamane la nave aveva virato a est in direzione Malta. Tripoli si era offerta di far sbarcare i migranti, ma la ong ha rifiutato di riportarli indietro, sottolineando che la Libia non è un porto sicuro.

La linea dura del Viminale
"Ho appena firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane, come previsto dal Nuovo Decreto Sicurezza. Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficanti",  dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Già ieri Salvini aveva detto che "Stiamo assistendo all'ennesima sceneggiata - sottolinea -: dicono di essere i buoni, ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare. Per loro, porti chiusi!". 

"La Sea Watch sta andando avanti indietro dimostrando ancora una volta di operare al di fuori della legge", continua Salvini intervenendo a margine di un'iniziativa all'Università Cattolica, "Mi domando come mai la procura non abbia confermato il sequestro, perché mi sembra che non rispettino la legge e nei fatti favoriscano i trafficanti di esseri umani". A chi gli chiede un commento sul fatto che l'Onu non consideri la Libia un porto sicuro, replica: "Sì, ma è della stessa ong che ha chiesto alla Libia un porto, confidando che da Tripoli non avrebbe risposto nessuno, invece lo hanno fatto".

"Vogliono per motivi politici, per creare lo scontro politico, arrivare in Italia". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a Radio Cusano Campus, sulla Sea Watch. "Non pensino di passarla liscia, per la loro sfida politica senza senso hanno a bordo 53 persone", aggiunge, "è la terza volta negli ultimi mesi che la stessa nave ha gli stessi comportamenti". "E' una forzatura politica sulla pelle di questi disgraziati", rimarca Salvini.

Divieto ingresso firmato anche da Trenta e Toninelli
Il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane è stato firmato anche dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. E' quanto si apprende da fonti del Viminale. L'articolo 1 del decreto sicurezza bis prevede, infatti, che il provvedimento interdittivo, disposto dal ministro dell'Interno, sia "adottato di concerto" con i titolari di Difesa e Trasporti. Sempre ai sensi dell'articolo 1 del decreto, del provvedimento di "divieto di ingresso, transito e sosta della nave Sea Watch 3 nel mare territoriale nazionale" è stata trasmessa informazione al presidente del Consiglio dei ministri.

La replica della ong
"Sea Watch rimane senza un porto sicuro assegnato con a bordo 53 persone di cui 5 minori, 2 molto piccoli. Davvero un Ministro della Repubblica Italiana vuole costringerci a portare queste persone in un Paese in guerra? Davvero l'Ue permette una tale violazione dei diritti umani?" Lo scrive in un tweet la Sea Watch. Il botta e risposta tra il Viminale, la ONG e l'Unione Europea va avanti da stamattina.


Il parere della Ue
L'Unione europea interviene nel caso. "Tutte le imbarcazioni che navigano con bandiera Ue sono obbligate a rispettare il diritto internazionale quando si tratta di ricerca e soccorso, cosa che comprende la necessità di portare le persone salvate in un porto sicuro. La Commissione ha sempre detto che queste condizioni attualmente non ci sono in Libia", ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud. 

L'offerta dei sindaci tedeschi
"Se necessario sono pronto a mandare degli autobus per prendere queste persone". Il sindaco di Rottenburg annuncia, insieme ad altre città tra cui Berlino, la propria disponibilità ad accogliere le 53 persone soccorse da Sea Watch". Così, in un tweet, la ong Sea Watch.


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