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POLITICA

Emergenza immigrazione

Migranti , piano Viminale: Cie da 100 posti. Minniti prepara una visita in Libia

Critico il M5s: no ai Cie in ogni regione. Via i migranti irregolari. 

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I Cie che dovranno ospitare le persone irregolari da respingere 'non avranno nulla a che fare con quelli del passato. Punto. Non c'entrano nulla perché hanno un'altra finalità, non c'entrano con l'accoglienza ma con coloro che devono essere espulsi'. Lo dice il ministro dell'Interno Marco Minniti. 'Ne parleremo alla conferenza Stato-Regioni già convocata per il 19 gennaio. Proporrò strutture piccole, che non c'entrano nulla con quelle del passato, con governance trasparente e un potere esterno rispetto alle condizioni di vita all'interno'.

Il Viminale infatti spinge per un rafforzamento dei Cie e una accelerazione dei rimpatri, puntando sulla firma di nuovi accordi bilaterali. Il ministro dell'Interno Marco Minniti prosegue il suo viaggio nel Mediterraneo ed ha programmato a breve una sua visita a Tripoli. Ieri il ministro dell'Interno ha incontrato l'omologo maltese, Carmelo Abela, a La Valletta. "La migrazione non riguarda solo alcuni Paesi del Mediterraneo: è diventata un motivo di preoccupazione per tutta l'Europa, e tutti i Paesi debbono unirsi per cercare di trovare una soluzione comune", hanno affermato in maniera congiunta al termine del faccia a faccia. 

Nel 2016 sbarcati 181.436 migranti, il 17,94% in più del 2015
Nel 2016 sulle coste italiane sono sbarcati 181.436 migranti, il 17,94% in più del 2015 (153.842) e il 6,66% in più del 2014 (170.100): sono i dati aggiornati al 31 dicembre pubblicati dal Viminale. I porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono stati quelli di Augusta (25.624), Pozzallo (18.970), Catania (17.989), Messina (15.188), Palermo (15.083) e Lampedusa (11557). Riguardo all'origine, in base a quanto dichiarato al momento dello sbarco, la maggior parte arrivano dalla Nigeria (37.551 sbarcati), poi Eritrea (20.718), Guinea (13.342), Costa d`Avorio (12.396), Gambia (11.929), Senegal (10.327), Mali (10.010), Sudan (9.327), Bangladesh (8.131) e Somalia (7.281).

Il M5s boccia il piano Minniti: "no ai Cie in ogni regione"
Ieri l'intervento di Beppe Grillo: "aprire un Cie per regione, come propone il ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari - fa sapere dal suo blog il leader M5S - e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie, con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani". Per il leader dei pentastellati è dunque venuta l'ora di "identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili Cie spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d'asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari. Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni". Grillo ricorda poi che con la proposta di abolizione del reato d'immigrazione clandestina votata dagli iscritti M5S ("reato inutile che ancora non e' stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell'ordine". Un programma serio sul tema dell'immigrazione, sottolinea ancora Grillo, deve riuscire a coniugare "buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani".

Sindaci e governatori chiedono di poter far lavorare i migranti ospitati dai comuni
Nel frattempo sindaci e governatori sono ancora in prima linea sul capitolo spinoso dell'accoglienza migranti, e molti concordano sull'opportunità che i migranti lavorino sia per "ricambiare" l'ospitalità che viene offerta loro, sia per favorire l'integrazione sociale con le comunità che li accolgono. "Il ministro Minniti imponga che tutti i migranti lavorino gratuitamente, in primis per ricostruire le aree terremotate", chiede Flavio Tosi, sindaco di Verona. Sulla stessa linea il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, delegato Anci alle politiche per l'immigrazione. "Noi sindaci saremmo felici se i migranti facessero lavori socialmente utili - spiega - sia come forma di 'restituzione' che di integrazione con i residenti". "Al ministro dell'Interno Marco Minniti chiediamo: ci metta in condizioni di obbligare a lavori utili le persone che arrivano nel nostro Paese: è avere poco rispetto tenerle a non far nulla per un anno e piu'", chiarisce Rossi. Per il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, "servono rimpatri forzati e respingimenti, come facevo io da ministro dell'Interno". Dice la sua anche la presidente della Regione FVG e vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, secondo la quale "la soluzione che si e' dimostrata piu' idonea e' quella dell'accoglienza diffusa e se tutti gli 8mila Comuni italiani la applicassero avremmo ridotto al minimo situazioni di crisi come quelle che si sono verificate al Cona di Venezia e altrove". Bisogna poi prendere atto, rileva, "che ci sono stranieri sul nostro territorio che non hanno diritto ad essere riconosciuti come richiedenti asilo e che e' giusto vengano rimpatriati".

 
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