POLITICA

Il "decalogo dell'accoglienza" è stato inviato ieri a tutti gli istituti

Migranti, il Miur stanzia un milione di euro per l'integrazione nelle scuole

Un documento con dieci azioni concrete da mettere in atto nelle scuole e un milione di euro di fondi per corsi di italiano e sostegno psicologico, per la prima volta anche ai minori stranieri non accompagnati. Così il Miur chiama le scuole a fare il loro compito per l'integrazione 

Stefania Giannini (da @MiurSocial)
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Roma La “buona scuola” è una scuola buona per tutti e aperta all’accoglienza e non può prescindere dall’integrazione dei bambini immigrati o figli di immigrati. Per dare attuazione a questo principio il Miur mette mano al portafoglio e stanzia un milione di euro per migliorare la condizione degli alunni con cittadinanza non italiana.

Il 9 settembre è stato inviato a tutte le scuole un documento concreto, elaborato dall’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura (ricostituito un anno fa), il cui titolo “Diverso da chi?” lascia intendere che – almeno tra i banchi -. la nazionalità non dovrebbe essere un ostacolo al sapere.

“Nelle nostre aule – si legge nel testo - gli alunni con cittadinanza non italiana sono più di 800.000 (dati relativi all'anno scolastico 2013/2014), pari al 9% dell'intera popolazione scolastica. Più della metà di questi ragazzi - il 52% - sono nati in Italia. Solo il 4,9% è di recente immigrazione”. Per cui, prosegue la nota, in un momento in cui si fa un gran parlare dei distinguo fra migranti in base alle loro conoscenze di base (nel documento è scritto in inglese, skills), “non e' possibile non tenere presente che dipende dagli esiti dell'esperienza scolastica dei figli dei migranti la possibilità di un Paese di contare, per il suo sviluppo economico e civile, anche sulle intelligenze e sui talenti dei ‘nuovi italiani’”.

Dunque ecco pronti due bandi da 500.000 euro l’uno, per una metà destinati al potenziamento dell'italiano come lingua L2, con particolare attenzione agli studenti di recente immigrazione, mentre l’altra - per la prima volta - per progetti di accoglienza e di sostegno linguistico e psicologico dedicati a minori stranieri non accompagnati. I progetti dovranno prevedere corsi intensivi in orario scolastico o extra, anche con il coinvolgimento delle famiglie e potranno essere realizzati da scuole o reti di scuole.

Ma non è finita qui. Il documento inviato ai singoli istituti contiene anche un decalogo per l’accoglienza degli alunni immigrati, dieci azioni concrete che riportiamo qui di seguito.

1 - Ribadire il diritto all'inserimento immediato degli alunni neo-arrivati. Tutti, anche chi arriva ad anno iniziato, hanno diritto all'inserimento immediato a scuola, senza liste di attesa e trasferimenti da una scuola all'altra che fanno perdere tempo, motivazione, fiducia nelle istituzioni.

2 - Rendere consapevoli dell'importanza della scuola dell'infanzia. Oggi un quarto dei bambini con origini migratorie, fra i 3 e i 5 anni, non va alla scuola per l'infanzia, che invece e' un luogo educativo cruciale ai fini dell'apprendimento linguistico e di una buona integrazione. Bisogna partire da li', anche rendendo sostenibili le tariffe di iscrizione alle scuole non gestite dal pubblico.

3 - Contrastare il ritardo scolastico. Troppo spesso - dati alla mano - i ragazzi vengono inseriti in classi inferiori a quella che dovrebbero frequentare in base alla loro eta', spesso con la motivazione della scarsa conoscenza dell'italiano. Ma metterli fra compagni piu' piccoli non solo non evita, ma in molti casi favorisce ulteriori ritardi dovuti alle bocciature/ripetenze, con effetti di demotivazione al proseguimento degli studi.

4 - Accompagnare i passaggi tra un ciclo scolastico e l'altro e adattare il programma e la valutazione.  La prima media e la prima superiore sono uno scoglio per gli alunni con cittadinanza non italiana, anche se nati in Italia. Vanno predisposti piani personalizzati che comportino, se necessario, anche modifiche transitorie e non permanenti dei curricoli.

5 - Organizzare un orientamento efficace alla prosecuzione degli studi. Oggi la gran parte degli alunni con cittadinanza non italiana dopo le medie si iscrive a corsi o istituti professionali. E' opportuno che sia attivato un orientamento agli studi piu' efficace, senza stereotipi. Perche' non pensare a uno studenti di seconda generazione che faccia da tutor ai neoarrivati, per sostenerli nei laboratori, nell'apprendimento dell'italiano, nell'orientamento?

6 - Sostenere l'apprendimento dell'italiano L2, lingua di scolarita'. Istituire negli istituti scolastici i "laboratori linguistici permanenti", animati da insegnanti specializzati nell'insegnamento dell'italiano lingua 2, dedicando risorse dell'un organico "funzionale".

7 - Valorizzare la diversita' linguistica, riconoscendo i saperi acquisiti e le competenze di ciascuno, ad esempio, nella lingua materna, e perche' no? attivando dentro le scuole corsi opzionali di insegnamento delle lingue d'origine.

8 - Prevenire la segregazione scolastica (le scuole-ghetto freqeuntate quasi solo da immigrati) garantendo  in tutte le scuole una buona qualita' dell'insegnamento/apprendimento, in maniera esplicita e trasparente. Come si fa? Promuovendo accordi a livello locale, per operativi i criteri di equo-eterogeneita' nella formazione delle classi, evitando o riducendo i casi di concentrazione delle presenze.

9 - Coinvolgere le famiglie nel progetto educativo per i loro figli: promuovere l'informazione e la partecipazione attraverso i messaggi plurilingue, incoraggiare la rappresentanza dei genitori stranieri, attivare opportunita' di apprendimento dell'italiano per i genitori di origine straniera, con particolare attenzione alle madri che non lavorano.

10 - Promuovere l'educazione interculturale nelle scuole: le classi e le scuole "a colori" sono lo specchio di come sara' l'Italia di domani. Per questo possono diventare (e in parte gia' lo sono) laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza.


Ora sta ai singoli istituti aderire ai due bandi entro il 15 ottobre e mettersi all’opera per contribuire alla “scuola dell’accoglienza”.
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