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MONDO

Nuova tragedia nel Mediterraneo

Migranti, naufragio Libia: "117 morti, donne e bimbi". Cargo sul luogo: nessun sopravvissuto

Lo hanno raccontato i tre naufraghi portati in salvo ieri dalla Marina militare e condotti a Lampedusa: "Siamo rimasti in mare senza soccorsi per oltre tre ore". Il presidente Mattarella: "Profondo dolore"

Immagine di archivio
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Un'altra tragedia immane. Sono 117, secondo i superstiti, le vittime del tragico naufragio verificatosi ieri al largo della Libia. Lo riferisce l'Organizzazione internazionale per le migrazioni che ha ascoltato i tre naufraghi - due sudanesi e un gambiano - trasferiti e curati a Lampedusa.

Hanno riferito, spiega il portavoce dell'Oim, Flavio Di Giacomo, di essere partiti giovedi' in 120 su un gommone che si è sgonfiato dopo circa undici ore di navigazione, e le persone via via sono cadute e la maggiorparte annegate. Tra loro dieci donne, una delle quali incinta, e due bimbi, uno di appena due mesi. Provenivano soprattutto da Nigeria, Camerun, Gambia, Costa d'Avorio e Sudan. I tre, che sono traumatizzati e sotto choc, ma in buone condizioni di salute, hanno raccontato di essere rimasti tre ore in acqua, prima di essere recuperati, assistendo alla tragedia. 

Cargo su luogo naufragio, nessun superstite 
Nessun superstite è stato trovato dalla nave mercantile inviata ieri dalle autorità libiche nella zona in cui era stato avvistato il gommone. Lo rende noto la Guardia Costiera italiana in una nota, spiegando che "l'operazione, sotto il coordinamento libico, si è conclusa nella notte di ieri dopo l'intervento di un elicottero della Marina Militare italiana, che ha tratto in salvo tre naufraghi; una nave mercantile dirottata dai libici, giunta in zona, ha effettuato un'attività di ricerca non trovando alcuna traccia del gommone". 


Non avevano i giubbotti di salvataggio
Fonti dei soccorritori hanno spiegato che i migranti non indossavano i giubbotti di salvataggio. Dei tre superstiti, due sono riusciti a salire sulla zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell'Aeronautica e uno era in mare. Riguardo al numero dei morti, il dato è incerto. I sopravvissuti parlano concordemente di 120 persone a bordo, mentre le autorità libiche danno una stima approssimativa di 50. I soccorritori hanno visto 20 persone, ma a quel punto il gommone era già semi affondato.

Il presidente Mattarella ha espresso "profondo dolore per la tragedia che si e' consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini".  Ne dà notizia un comunicato dell'ufficio stampa del Quirinale.

Conte: "Scioccato da nuova strage"
"Sono rimasto scioccato da questa nuova strage" ha detto il premier Giuseppe Conte a Matera, "siamo più convinti di prima - ha aggiunto - nel contrastare i trafficanti". "Come premier- ha aggiunto- non avrò pace fino a quando questi trafficanti, uno a uno, non saranno assicurati alla Corte internazionale penale".

"Dopo premier sarò avvocato contro i trafficanti"
"Sono crimini contro l'umanità" ha continuato il presidente del Consiglio, "quando avrò smesso questo mio mandato di servizio per il popolo italiano, mi dedicherò - io sono un avvocato e ho fatto sempre diritto civile e commerciale e amministrativo - al diritto penale per perseguire e assicurare alla Corte internazionale" i trafficanti di uomini.

Salvini: naufragio a causa di ong, porti restano chiusi
"In Italia i porti erano, sono e rimarranno chiusi" commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini in una diretta Facebook. "Sarà una coincidenza che da tre giorni c'è una nave di una ong olandese e tedesca che gira davanti alle coste della Libia ed è un caso che gli scafisti tornano a far partire gommoni mezzi sgonfi che poi affondanoe e si contano morti e feriti?", ha domandato Salvini, secondo il quale il naufragio emerso in queste ore "è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti, quindo no no no, cuori aperti per chi scappa davvero dalla guerra, ma porti chiusi per ong, trafficanti e tutti gli altri".

Un altro salvataggio a ovest della Libia


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