ITALIA

La firma di Calamai, lo Schindler di Buenos Aires

Migranti, i "nuovi desaparecidos": appello per un Tribunale Internazionale di Opinione

La richiesta del comitato "Giustizia per i nuovi desaparecidos" è quella di creare una corte che valuti le violazioni dei diritti umani e individui i responsabili. All'Unione Europea chiedono l'apertura di corridoi umanitari. 

Pozzallo, i migranti morti per asfissia
Condividi
di Veronica FernandesRoma Seppelliti in acqua, nel fondo del Mediterraneo. Morti per asfissia nella stiva di un barcone. Morti di fame o di sete nelle prigioni libiche senza che le famiglie lo sappiano mai. Morti nei land rover che attraversano il deserto, per gli stenti o la crudeltà dei trafficanti. Morti perché nessuno li ha soccorsi.

I migranti, i nuovi desaparecidos 
Il comitato "Giustizia per i nuovi desaparecidos", di cui fa parte anche Enrico Calamai – l’ex viceconsole italiano noto come lo Schindler di Buenos Aires, per aver salvato oltre 300 persone dalla dittatura militare – non a caso chiama “nuovi desaparecidos” i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Italia.

La richiesta: un Tribunale Internazionale di Opinione 
Questa mattina, in una conferenza stampa alla Camera, il Comitato presenta un appello per sottrarre questi morti all’assuefazione - e quindi all’oblio collettivo – ma anche per individuare i responsabili a livello individuale e governativo e quindi capire quali siano le “forme di cooperazione militare e di polizia instaurate tra gli Stati europei e i paesi di origine e transito dei migranti". La richiesta del comitato “Giustizia per i nuovi desaparecidos” è la convocazione di un Tribunale Internazionale di Opinione, sul modello del Tribunale Russell – fondato da Bertrand Russel e da Jean-Paul Sartre nel 1966 per indagare sui crimini commessi in Vietnam dagli Stati Uniti. Indipendente dai singoli Stati, il tribunale dovrebbe valutare le violazioni dei diritti umani, accertare le responsabilità e permettere quindi l’avvio di azioni giudiziarie.

"L'UE apra canali umanitari"
All’Unione Europea il Comitato chiede una politica comune di asilo, l’apertura di canali umanitari nelle zone di guerra e di gravi violazioni del diritto, e la creazione di una commissione d’inchiesta sui nuovi desaparecidos. Ancora, il comitato chiede che le vittime, quando possibile, tornino ad avere un nome: che le istituzioni, cioè, "si impegnino a garantire il riconoscimento dell'identità delle vittime, offrendo ai loro familiari un luogo di raccoglimento e cordoglio che restituisca dignità alle persone scomparse".
 
Le firme
Oltre a quella di Calamai l’appello - tra le tante - porta la firma di Mercedes Frias, ex parlamentare, di don Mosè Zerai, dell’agenzia Habeshia, di Mehrzia Chargi, madre di un ragazzo scomparso e della scrittrice Igiaba Scego.
Condividi