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La scheda

Migranti, profughi, rifugiati: ecco significati e differenze

I rifugiati sono migranti? I termini vengono utilizzati spesso come sinonimi ma indicano situazioni differenti

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di Benedetta BidiniRoma Migranti, rifugiati e profughi. Termini utilizzati spesso come sinonimi, in maniera quasi "interscambiabile". Questi tre termini hanno invece significati differenti, indicano situazioni anche giuridiche diverse. Proviamo dunque a fare un pò di chiarezza.

Migrante
Viene utilizzato in maniera generica e generale per indicare il flusso di persone in fuga dal proprio Paese che arriva in un altro. Il termine per la precisione indica chi decide di lasciare volontariamente il proprio Paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante quindi non è un perseguitato nel proprio Paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza, senza nessun rischio. Migrante ha quindi una connotazione più economica.

Rifugiato
Il termine ha un significato giuridico ben preciso. Lo status di rifugiato è sancito e definito nel diritto internazionale dalla Convenzione di Ginevra del 1951, viene riconosciuto a quelle persone che non possono tornare a casa perché per loro sarebbe troppo pericoloso e hanno quindi bisogno di trovare protezione altrove.

Nella Convenzione si legge che il rifugiato è una persona che "nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato". Il rifugiato è anche chi "essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi".

Uno status che può essere perso
Lo status di rifugiato è una condizione giuridica, può quindi essere "perso", come stabilisce la Convezione di Ginevra, se la persona ha volontariamente richiesto la protezione dello Stato di cui possiede la cittadinanza; se ha volontariamente riacquistato la cittadinanza persa; se ha acquistato una nuova cittadinanza e gode della protezione dello Stato di cui ha acquistato la cittadinanza; se è volontariamente tornata e si è domiciliata nel Paese che aveva lasciato o in cui non era più andata per paura di essere perseguitata; se, cessate le circostanze in base alle quali è stata riconosciuta come rifugiato, essa non può continuare a rifiutare di domandare la protezione dello Stato di cui ha la cittadinanza: se, in pratica, la situazione nel suo Paese è cambiata in meglio

Richiedente asilo
Il richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio Paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale ed è in attesa di una decisione da parte delle autorità competenti riguardo al riconoscimento del loro status di rifugiati.

Profugo
Poi c'è il termine profugo che ha un significato un pò diverso da quello di rifugiato. Aiuta nella definizione il dizionario Treccani: "il profugo è colui che per diverse ragioni (guerra, povertà, fame, calamità naturali, ecc.) ha lasciato il proprio Paese ma non è nelle condizioni di chiedere la protezione internazionale". Quindi solo lo status di rifugiato è sancito dal diritto internazionale.
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