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MONDO

A bordo 218 persone, tutte ridotte allo stremo

Migranti, si è risolta l'odissea in mare della ong spagnola: la nave è diretta a Pozzallo

Dopo 24 ore di impasse nel Mediterraneo, l'imbarcazione Open arms della ong Proactiva ha ricevuto l'autorizzazione per entrare in un porto. Nel corso del salvataggio di ieri, c'era stato uno scontro con la Guardia costiera libica che reclamava i migranti soccorsi: la nave spagnola aveva opposto un rifiuto, ma non aveva avuto l'autorizzazione a dirigersi verso un porto europeo

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Dopo 24 ore di impasse nel Mediterraneo si è sbloccata la situazione per la nave della ong spagnola ProActiva Open Arms: a quanto si apprende, l'imbarcazione si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo (Ragusa) con il suo carico di oltre 200 migranti a bordo. Dopo i salvataggi di ieri c'era stato uno scontro con la Guardia costiera libica che reclamava i migranti soccorsi: la nave spagnola aveva opposto un rifiuto, ma non aveva avuto l'autorizzazione a dirigersi verso un porto europeo.

"Finalmente, dopo 24 ore di tensione e di fatica, si è risolta la vicenda della Ong Open Arms, carica di profughi, ora diretta verso il porto di Pozzallo. Grazie all'intelligenza e alla determinazione dei soccorritori e grazie alla saggezza del ministro dell'Interno" scrive su Twitter Luigi Manconi. 
L'odissea
La nave della Ong spagnola Proactiva ieri ha soccorso 218 migranti, scontrandosi con la guardia costiera libica, che avrebbe intimato all'organizzazione umanitaria di consegnare le persone salvate, minacciando anche con le armi. "Per aver rifiutato di consegnare ai libici i migranti soccorsi - ha spiegato in un tweet il fondatore di Proactiva, Oscar Camps - il protocollo ci vieta al momento di sbarcare in un porto europeo". Le norme prevedono infatti che l'autorità del Paese che ha coordinato i soccorsi - in questo caso la Libia - debba indicare il porto di arrivo, ma la Open Arms non riconosce l'autorità del Paese nordafricano. È stato quindi interessato il Paese di bandiera della nave, la Spagna appunto, per cercare una soluzione.  
 


Rotta verso l'Italia
Ma il team medico "chiede l'immediata evacuazione delle persone più gravi a bordo. Siamo comunque diretti verso nord", ha puntualizza Camps. Intanto, sono state portate via d'urgenza una bimba di tre mesi in condizioni gravi (disidratata e con un'infezione di scabbia) e sua madre. Secondo il racconto del cooperante italiano Lorenzo Leonetti, che si trova a bordo della nave, "dopo una manovra complicata dato il mare grosso, la bimba è stata trasferita su una nave medica mandata dal governo di Malta, dopo ripetute richieste da parte del capitano". "A bordo - scrive sempre in un tweet la Ong - ci sono molte donne e bambini in condizioni critiche. Tutti al limite". La destinazione più plausibile a questo punto sarebbe uno sbarco in Italia, ma a bordo si dicono “in attesa di conoscere le decisioni della Guardia costiera italiana".
 
La Commissione Europea: "non abbiamo informazioni"
Secondo il senatore Luigi Manconi, che ha riferito di aver parlato con il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, "la Guardia costiera italiana ha comunicato alla nave che deve essere il governo spagnolo a chiedere al governo italiano la concessione di un porto dove approdare". E la Commissione europea comunica di non avere informazioni sull'attacco da dei libici contro l’imbarcazione: "capisco l'urgenza della situazione, ma non ho informazioni su questo incidente specifico", ha detto una portavoce della Commissione, Catherine Ray, rispondendo alle domande dei giornalisti.
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