ITALIA

Emergenza immigrazione

Migranti, sbarchi infiniti sulle coste italiane

Non si ferma l'ondata di sbarchi: oggi a Cagliari verranno accolti 617 migranti, mentre a Pozzallo e Palermo ne sono attesi quasi duemila

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E' approdata al molo per le merci alla rinfusa del Porto Canale di Cagliari la nave militare irlandese James Joyce con a bordo 617 migranti recuperati lunedì nel Canale di Sicilia dalla Guardia costiera nazionale, che in una giornata ha portato al salvataggio di oltre 6.500 persone.

La Capitaneria di porto di Cagliari sta coordinando le operazioni portuali, la Prefettura ha predisposto - con Questura, Protezione civile, Polizia, Croce rossa italiana, Asl e associazioni di volontariato - il campo per l'accoglienza. Sono state montate tutte le tende che saranno utilizzate nelle prossime ore per le visite mediche e le operazioni di identificazione. Sbarcheranno dalla nave 454 uomini, 138 donne e 25 minori, non si sa quanti di questi non accompagnati. A bordo anche una ventina di siriani, gli altri migranti provengono da numerosi Paesi dell'Africa: Nigeria, Niger, Guinea, Gambia, Sudan, Ghana, Libia, Costa d'Avorio, Senegal, Darfur, Somalia ed Eritrea. 

La Prefettura ha individuato in tutta la Sardegna i centri in cui saranno ospitati, anche se ormai la situazione è al collasso: 293 migranti rimarranno a Cagliari, 186 andranno a Sassari, 80 a Nuoro e gli altri ad Oristano. Per far fronte all'emergenza accoglienza la Prefettura ha aperto una nuova gara, che si concluderà a fine settembre, per la manifestazioni di interesse da parte di eventuali strutture, dopo quelle fatte nei mesi scorsi. Ma il numero dei partecipanti e delle offerte si sta assottigliando mentre gli sbarchi diretti e l'arrivo di migranti soccorsi in Libia e Sicilia continuano.

Aumentano gli sbarchi in Sardegna
Al 2 agosto scorso risultavano arrivati in Sardegna quasi 12.200 migranti negli ultimi due anni e quasi 4.300 presenze nei centri di accoglienza, nel rispetto della quota assegnata all'isola del 2,96%, superata di 500 unita' con il nuovo trasferimento di oggi disposto dal Viminale. Intanto, ha superato il migliaio il numero di migranti, fra i quali una novantina di minorenni e meno di una decina di donne, provenienti dall'Algeria che sono sbarcati direttamente sulle coste del Sulcis. Il flusso dal 2014, quando erano sbarcati nel Sulcis 159 uomini, e' aumentato in modo costante. Lo scorso anno si sono registrati 291 arrivi mentre quest'anno, con gli sbarchi degli ultimi due giorni, si stanno avvicinando a quota 600. 

A Pozzallo sbarcano di 689 migranti
E' arrivata questa mattina al porto di Pozzallo la nave "Sfinge" della Marina militare con a bordo 689 migranti tra cui 210 donne e 79 minori, soccorsi nei giorni scorsi in diverse operazioni di salvataggio svolte nel Canale di Sicilia. I migranti dopo le operazioni di pre-indentificazione e le prime cure sanitarie saranno trasferiti in altri centri visto che l'Hot-spot di Pozzallo registra la presenza di 200 migranti su una capienza di 180 unità.

In arrivo a Palermo portaerei 'Garibaldi' e fregata 'Fasan'
Nel pomeriggio arrivano 1067 migranti al porto di Palermo a bordo della portaerei Garibaldi. I migranti saranno accolti dalla task force coordinata dalla prefettura di Palermo formata dai sanitari dell'Asp e del 118, i volontari della Croce Rossa e della Caritas. Sul molo ci sono anche gli uomini della squadra mobile della polizia e del Gico della Guardia di Finanza per individuare eventuali scafisti.

Emergenza all'hotspot di Lampedusa con 1737 migranti 
Alcuni dei 1375 migranti sbarcati ieri sera a Lampedusa sono stati portati al poliambulatorio dell'isola per delle bruciature. Fra i 1375 ci sono 220 donne e 62 minori. Inizialmente il gruppo doveva sbarcare al porto di Palermo. Poi però si sono verificate delle risse e dunque è stato deciso di farli sbarcare a Lampedusa. La piu grande delle isole Pelagie è in emergenza. L'hotspot, al momento, ospita, infatti, 1737 migranti a fronte di una capienza massima prevista di 450 persone.

Battezzata su una fregata della Marina, nigeriana di tre mesi
A bordo della fregata Fasan, unità Flagship del dispositivo di sicurezza aeronavale "Mare Sicuro", è stata battezzata una bambina di tre mesi proveniente dalla Nigeria salvata ieri nel corso di una operazione di soccorso a nord della Libia. La mamma, di religione cattolica, ha chiesto al cappellano militare don Vincenzo Caiazzo presente a bordo di officiare il rito.  Il battesimo è stato celebrato in lingua inglese sull'aletta di plancia della nave, alla presenza di una rappresentanza dell'equipaggio. Madrina della bambina il tenente di vascello Ottavia Balbi, medical advisor dello staff di Mare Sicuro, padrino il comandante dell'operazione contrammiraglio Alberto Maffeis.  La fregata Fasan è in navigazione verso il porto di Messina con a bordo 1.149 migranti. 

Oltre mille in arrivo a Taranto
Nuovo sbarco di migranti nel porto di Taranto dove oggi arrivano oltre 1000 persone imbarcate sulla una nave 'Siem Pilot' che ha a bordo 1078 migranti di varie nazionalita' di cui 863 uomini 126 donne ed 83 minori di cui 59 non accompagnati. La maggior parte di provenienza sub sahariana mentre altri giungono dalla Siria e dalla Palestina. Tutti sono stati salvati nel Mediterraneo mentre navigavano in grande difficolta' su gommoni partiti dalla Libia. Pronta a mettersi in moto la macchina dell'accoglienza gestita falla Prefettura di Taranto, i migranti in arrivo saranno accolti nell'hotspot allestito in un'area periferica del porto e in funzione da alcuni mesi. L'hotspot e' seguito direttamente dal Comune di Taranto, convenzionato a sua volta con la Prefettura. Qui i migranti restano per un massimo di 72 ore, salvo casi diversi, per essere individuati e registrati. Dopodiche' vengono inviati ad altri di accoglienza tra Puglia e altre regioni. Nelle scorse settimane il Comune, anche per motivi di costo, ha deciso di non avvalersi piu' dell'assistenza medica prestata dal personale della Croce Rossa per utilizzare invece quello dell'Asl di Taranto. Nei mesi scorsi la commissione parlamentare per lo studio dei fenomeni dell'immigrazione, in visita all'hotspot di Taranto come ad altri allestiti in Italia, defini' un "buon modello" quello allestito nella citta' pugliese.

 
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