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ITALIA

Primi interrogatori

Nuova Tangentopoli lombarda, tre imprenditori collaborano con i Pm

Indagine sul sistema di corruzione, appalti e nomine pilotate e
finanziamenti illeciti della Dda di Milano

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di Tiziana Di Giovannandrea Salgono a tre gli imprenditori che hanno deciso di collaborare nell'inchiesta della Dda di Milano che ha svelato un presunto sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti in Nord Italia.

Da quanto si è saputo, due imprenditori hanno iniziato a collaborare nella giornata di ieri con i magistrati mentre un terzo viene ascoltato in queste ore dai Pm. Gli imprenditori hanno deciso di rendere dichiarazioni nell'ambito dell'indagine sulla presunta 'rete' di corruzione tra Lombardia e Piemonte.

Il terzo imprenditore sta parlando davanti al pm Adriano Scudieri e al procuratore aggiunto Alessandra Dolci. Secondo quanto riporta l'Ansa, già ieri si era saputo che nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Adriano Scudieri, Luigi Furno e Silvia Bonardi, un imprenditore, accompagnato dal suo legale si era presentato dai magistrati per fare ammissioni e fornire dettagli utili alle indagini, consapevole che sarebbe stato indagato per corruzione, come poi è avvenuto.

In giornata si è appreso, inoltre, che sempre ieri anche un secondo  imprenditore si è presentato per collaborare con gli inquirenti e la stessa cosa è stata fatta un altro imprenditore, quello che viene sentito proprio in queste ore dai magistrati. 

L'indagine sul presunto sistema di corruzione, appalti e nomine pilotate e finanziamenti illeciti ha portato agli arresti di esponenti di Milano e in Lombardia di Forza Italia. I pm della Dda di Milano attualmente stanno ascoltando come testimone anche il sindaco leghista di Gallarate (Varese) Andrea Cassani.

Nell'inchiesta, tra gli altri, è finito in carcere Alessandro Petrone, che si è subito dimesso da assessore all'Urbanistica ed Ambiente del Comune di Gallarate. L'ex assessore è ritenuto il "braccio destro" del cosiddetto "burattinaio" del sistema, Gioacchino Caianiello, "sul versante amministrativo ed istituzionale" in quel territorio.

Dagli atti, il sindaco Cassani, invece, emerge come una figura che si sarebbe opposta alle manovre illecite, soprattutto in relazione ad un cambio di destinazione urbanistica nella zona. 

Per quanto riguarda la posizione dell'eurodeputata di Forza Italia Lara Comi risulta non indagata nell'ambito dell'inchiesta sul presunto 'giro' di corruzione tra Lombardia e Piemonte. E' quanto si è appreso in ambienti investigativi. Gli inquirenti hanno riferito che stanno "svolgendo accertamenti".
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