ITALIA

Il tubo del gas sarebbe stato manomesso

Milano, esplosione palazzina in zona Navigli: indagato per strage il padre delle due bimbe ustionate

Pellicanò è ancora sotto sedativi e gli inquirenti milanaesi non sono ancora riusciti ad ascoltarlo. Gli è stato comunque notificato un avviso di garanzia in ospedale

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Il tubo che portava il gas metano nell'appartamento della famiglia Pellicanò, al terzo piano della palazzina di via Brioschi esplosa domenica 12 giugno, era stato manomesso. È quanto è emerso dalle indagini. La fuga di gas, da quanto è emerso dalle indagini, è iniziata nella notte tra sabato 11 e domenica 12 giugno. Il tubo che collegava la cucina dei Pellicanò all'impianto, infatti, era svitato e dal rubinetto a muro il metano era libero di uscire e invadere l'appartamento. In poche ore la casa della famiglia Pellicanò si è saturata: accertamenti tecnici rilevati nei giorni scontri sui contatori, infatti, hanno mostrato come l'erogazione di metano quella notte nella casa fosse pari a 6 metri cubi per ora. Per riempire completamente l'appartamento al terzo piano della palazzina di via Brioschi, da quanto si è saputo, sarebbe bastato un flusso di 1 metro cubo per ora. Lunedì la Procura nominerà l'esperto che avrà l'incarico di eseguire accertamenti irripetibili, tra i quali rilevare eventuali impronte digitali ancora non individuate nell'appartamento della famiglia.

Indagato per strage il padre delle due bambine ustionate
E' stato indagato per strage Giuseppe Pellicanò, l'uomo rimasto ferito nell'esplosione che ha distrutto parte di un palazzo in via Brioschi a Milano causando la morte di tre persone e diversi feriti. A seguito dell'esplosione hanno perso la vita riuna coppia di giovani marchigiani, la moglie di Pellicanò e le loro figlie di 11 e 7 anni sono rimaste gravemente ustionate. L' ipotesi è che la fuga di gas sia stata provocata volontariamente da Pellicanò che ha ricevuto un avviso di garanzia per accertamenti irripetibili. L'uomo è attualmente ricoverato all'ospedale Niguarda con gravi ustioni su diverse parti del corpo insieme alle sue due figlie, di 11 e 7 anni. Sua moglie, Micaela Masella, è invece morta nella deflagrazione insieme a Riccarco Maglinesi e Chiara Magnamassa, la coppia di fidanzati 27enni originari della provincia di Macerata che occupava l'appartamento accanto. Pellicanò è ancora sotto sedativi e gli inquirenti milanaesi non sono ancora riusciti ad ascoltarlo. Gli è stato comunque notificato un avviso di garanzia in ospedale per permettergli di nominare dei consulenti di parte in vista di alcuni accertamenti "irripetibili" - ricerca di impronte digitali e tracce biologiche - che gli inquirenti effettueranno nei prossimi giorni negli appartamenti del terzo piano e in altri spazi della palazzina a rischio di crollo.
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