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SPETTACOLO

Lutto nel mondo della lirica

Si spegne una grande voce: addio a Mirella Freni

È morta nella sua Modena poco prima di compiere 85 anni. Ha cantato nei teatri di tutto il mondo con i più grandi direttori. Indimenticabile la sua Mimì nella Bohème di Puccini

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La lirica piange la morte di Mirella Freni. Il grande soprano modenese si è spento dopo lunga malattia nella sua città. Avrebbe compiuto 85 anni il 27 febbraio. Tra le massime cantanti nel suo ruolo, ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo con enorme successo.   

"Sorella di latte" dell'altro divo modenese Luciano Pavarotti, Mirella Freni ha debuttato ventenne nel 1955 in Carmen nel Teatro Comunale della sua città natale. Da allora, una carriera pluridecennale, fino al ritiro nel 2005. Ha cantato sotto tutti i maggiori direttori d’orchestra della sua epoca, da Karajan a Böhm, da Gavazzeni ad Abbado.

Specialista dei ruoli pucciniani (indimenticabili le sue Bohème con Pavarotti), la Freni ha spaziato in tutto il repertorio belcantistico e veristico, con puntate fino al barocco di Handel e a Mozart e all’Evegnij Onegin di Čajkovskij. Lascia numerose incisioni discografiche.

La carriera
Nata a Modena il 27 febbraio 1935, Mirella Freni debuttò nel ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet il 3 marzo 1955. Fin dall'inizio della sua carriera il fascino della voce e la sua vivace personalità nei repertori mozartiani e belcantistici le hanno fatto guadagnare l'affetto del pubblico e dei colleghi. Un caso felice portò all'incontro tra Freni ed Herbert von Karajan alla Scala per la prima della leggendaria produzione di Zeffirelli della Bohème del 1963. In Mirella Freni, Karajan trovò la sua ''Mimì'' ideale, insieme ad un affine spirito artistico. Cominciò così una fruttuosa collaborazione durata oltre vent'anni nel corso della quale l'artista iniziò a interpretare con grande giudizio ruoli più impegnativi, per esempio Otello, Requiem, Boccanegra di Verdi, o Manon Lescaut di Puccini, oppure Onegin di Čajkovskij e Adriana di Cilea. Al tempo stesso ''Mimì'' rimaneva il suo ''cavallo di battaglia''.

Freni era nota per la sua disciplina vocale, unita alla sua capacità di rifiutare ruoli vocalmente compromettenti, come quando declinò l'invito di Karajan a interpretare il ruolo del titolo nella Turandot di Puccini. Grazie a ciò Mirella Freni raggiunse il quinto ed ultimo decennio della sua carriera con voce fresca e con il desiderio di ampliare il suo repertorio interpretando opere russe e veriste, come La Dama di picche e La pulzella d'Orléans di Čajkovskij, o Fedora di Giordano. 

Freni ebbe la fortuna di esibirsi in numerose occasioni con i tenori Plácido Domingo e Luciano Pavarotti e con direttori come Claudio Abbado, Carlos Kleiber, James Levine, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Giuseppe Sinopoli e Herbert von Karajan, tra gli altri. Un ricco repertorio di CD e di DVD restano a testimonianza della sua grande arte.
 
Il Metropolitan Opera ha reso onore a Freni con un Gala il 15 maggio 2005 con cui ha celebrato i suoi quarant'anni di collaborazione con il teatro e i cinquant'anni di carriera. L'evento fu anche l'occasione per dare l'inatteso annuncio del suo ritiro dalle scene.

Nei suoi ultimi anni Mirella Freni si è dedicata all'insegnamento, fino a quando l'avanzare della malattia le ha precluso la possibilità di condurre un'attività continuativa.

Franceschini: un  giorno triste 
"Un giorno triste per la lirica e per la cultura. Ci ha lasciato Mirella Freni, un grande soprano, un talento italiano che con la sua voce ha saputo emozionare il mondo intero". Così il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

Mercoledì il funerale in Duomo a Modena
Il funerale si svolgerà mercoledì alle 14.30, nel Duomo di Modena. La camera ardente sarà aperta domani e martedì dalle 8.30 alle ore nella casa funeraria Terracielo Funeral Home di via Emilia Est 1320, a Modena. Mercoledì, il 12 febbraio, sarà possibile un ultimo saluto al teatro comunale 'Luciano Pavarotti' in Corso Canalgrande, dalle 10 alle 14, da dove partirà il corteo funebre.
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