POLITICA
Il ministro a Radio Anch'io
Mogherini in pole per il posto di ministro degli esteri Ue: "Una responsabilità, non un premio"
Quello che conta, ha spiegato il ministro che ha parlato anche di Iraq ed Ucraina, Libia e Marò, è il "lavoro di squadra", "la priorità non è chi fa che cosa" ma "quello che si fa tutti insieme"

L'eventuale assegnazione all'Italia della guida della politica estera dell'Unione europea "è una responsabilità" e una "sfida", non "un premio" né "un riconoscimento" o tanto meno "un contentino". Così Federica Mogherini, tra i candidati più accreditati a succedere a lady Catherine Ashton, a Radio Anch'io sull'ipotesi della sua nomina a '”ministro degli Esteri Ue”, ribadendo quanto detto dal premier Matteo Renzi: "la cosa importante non è chi fa cosa, ma cosa dobbiamo fare insieme per l'Europa".
Nell’intervento del ministro però non solo Europa, la titolare della Farnesina ha parlato infatti anche di Iraq ed Ucraina, ma anche dei Marò ancora trattenuti in India sottolineando il lavoro sottotraccia che il governo svolge ogni giorno.
L’Europa e le nomine
Quello che conta, ha spiegato il ministro degli Esteri italiano, è il "lavoro di squadra" giacché "la priorità non è chi fa che cosa", bensì "quello che si fa tutti insieme". In questo senso, ha precisato Mogherini, quella degli affari esteri comunitari è "una responsabilità importante come le altre", anche se particolarmente delicata dal momento che la "prevenzione e la stabilizzazione dei conflitti rappresentano un beneficio per tutti, non solo per i cittadini europei”. Il ministro degli esteri italiano è ad oggi il candidato più accreditato per succedere a lady Ashton nel ruolo di ministro degli esteri dell’Unione.
La Mogherini, nel giorno del Consiglio Europeo a Bruxelles, ha sottolineato poi la sua contrarietà alla "logica dei tandem" e degli "assi" tra singoli Paesi. L'Europa “è di tutti i cittadini", ha sottolineato il ministro, come hanno dimostrato i risultati delle recenti elezioni. Quanto al rilancio economico, ha ricordato la titolare della Franesina, lo stesso cancelliere tedesco Angela Merkel ha riconosciuto come "il patto di stabilità contenga in se gli elementi di flessibilità" indispensabili.
La telefonata tra Obama e Renzi
Nella telefonata di ieri tra il premier italiano e il presidente Usa i due, ha detto la Mogherini, hanno parlato di Ucraina ma anche "delle idee italiane sulla crescita e sulle politiche economiche europee. Condividiamo – ha spiegato il ministro - l'agenda non solo con i Paesi europei ma anche con l'Amministrazione americana e questo è molto importante perché ci consente di avere un ruolo decisivo".
Ucraina
"Ne parliamo costantemente – ha detto la Mogherini -. Le sanzioni devono essere pronte, sono pronti ulteriori strumenti, ma le sanzioni sono uno strumento di pressione e non il risultato cui bisogna arrivare". "La soluzione - ha continuato il capo della diplomazia italiana - è il dialogo e soprattutto in questo momento è il rispetto del piano di pace proposto" dal presidente ucraino Petro Poroshenko. La Mogherini ha poi sottolineato che la decisione, presa ieri dal Consiglio della Federazione russa, di cancellare l'autorizzazione al dispiegamento di truppe in Ucraina è "un segnale molto incoraggiante".
Iraq
"Il punto fondamentale è quando Isis trova terreno fertile nei Paesi dove si espande, dove opera, per questo insistiamo che in Iraq debba formarsi un governo inclusivo di tutte le parti. Perché si può contrastare l'avanzata di organizzazioni terroristiche sottraendo a queste organizzazioni il consenso delle popolazioni, dei territori in cui provano ad operare". Questa la ricetta del ministro italiano per affrontare la crisi irachena. "Siamo in costante collegamento telefonico con leader iracheni di diverse parti", ha ricordato, precisando anche di avere parlato "poche ore fa con il ministro degli Esteri iraniano". Il capo della diplomazia italiana ha poi sottolineato che "c'è un ruolo dei Paesi della regione, come dimostra benissimo il fatto che Isis è nata in qualche modo dal conflitto in Siria ma valica i confini, la sua esperienza è soprattutto di cancellare i confini tra i diversi Paesi e costituire un nuovo tipo di esperienza". "Credo sia saggio - ha concluso - che l'Iraq si avvii verso la formazione di un governo che in ogni caso dovrà essere un governo di coalizione. L'unica strada è formare un governo che rappresenti tutte le anime dell'Iraq".
Marò
Sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone il governo italiano da quando è in carica ha deciso di aprire una "fase nuova", "cambiando linea" e seguendo una "strada non semplice", ma che "va nella direzione giusta": quella della gestione internazionale del caso, basata sul diniego della giurisdizione indiana e sul riconoscimento dell'immunità per i due fucilieri di Marina, impegnati in una missione anti-pirateria. Su questo, ha sottolineato la titolare della Farnesin, c'è "pieno accordo nel governo" e anche "con il Parlamento", che è "compatto". Nessuna pausa nell'attività diplomatica, ha rivendicato la Mogherini: insieme al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, "lavoriamo costantemente tutti i giorni". Se non sempre emerge, ha spiegato, è perchè "a volte il silenzio è funzionale a operare bene".
Libia
In Libia "le elezioni celebrate ieri non erano scontate e sono state un passaggio importante". Questa l’opinione della Mogherini, che ha precisato che le elezioni "possono e dovrebbero consentire alla Libia di voltare pagina". Il capo della diplomazia italiana ha poi commentato la notizia dell'omicidio dell'avvocato ed attivista per i diritti umani Salwa Bugaighis, parlando di un gesto che "ha una chiara connotazione politica", e che "macchia" le elezioni di ieri.
Nell’intervento del ministro però non solo Europa, la titolare della Farnesina ha parlato infatti anche di Iraq ed Ucraina, ma anche dei Marò ancora trattenuti in India sottolineando il lavoro sottotraccia che il governo svolge ogni giorno.
L’Europa e le nomine
Quello che conta, ha spiegato il ministro degli Esteri italiano, è il "lavoro di squadra" giacché "la priorità non è chi fa che cosa", bensì "quello che si fa tutti insieme". In questo senso, ha precisato Mogherini, quella degli affari esteri comunitari è "una responsabilità importante come le altre", anche se particolarmente delicata dal momento che la "prevenzione e la stabilizzazione dei conflitti rappresentano un beneficio per tutti, non solo per i cittadini europei”. Il ministro degli esteri italiano è ad oggi il candidato più accreditato per succedere a lady Ashton nel ruolo di ministro degli esteri dell’Unione.
La Mogherini, nel giorno del Consiglio Europeo a Bruxelles, ha sottolineato poi la sua contrarietà alla "logica dei tandem" e degli "assi" tra singoli Paesi. L'Europa “è di tutti i cittadini", ha sottolineato il ministro, come hanno dimostrato i risultati delle recenti elezioni. Quanto al rilancio economico, ha ricordato la titolare della Franesina, lo stesso cancelliere tedesco Angela Merkel ha riconosciuto come "il patto di stabilità contenga in se gli elementi di flessibilità" indispensabili.
La telefonata tra Obama e Renzi
Nella telefonata di ieri tra il premier italiano e il presidente Usa i due, ha detto la Mogherini, hanno parlato di Ucraina ma anche "delle idee italiane sulla crescita e sulle politiche economiche europee. Condividiamo – ha spiegato il ministro - l'agenda non solo con i Paesi europei ma anche con l'Amministrazione americana e questo è molto importante perché ci consente di avere un ruolo decisivo".
Ucraina
"Ne parliamo costantemente – ha detto la Mogherini -. Le sanzioni devono essere pronte, sono pronti ulteriori strumenti, ma le sanzioni sono uno strumento di pressione e non il risultato cui bisogna arrivare". "La soluzione - ha continuato il capo della diplomazia italiana - è il dialogo e soprattutto in questo momento è il rispetto del piano di pace proposto" dal presidente ucraino Petro Poroshenko. La Mogherini ha poi sottolineato che la decisione, presa ieri dal Consiglio della Federazione russa, di cancellare l'autorizzazione al dispiegamento di truppe in Ucraina è "un segnale molto incoraggiante".
Iraq
"Il punto fondamentale è quando Isis trova terreno fertile nei Paesi dove si espande, dove opera, per questo insistiamo che in Iraq debba formarsi un governo inclusivo di tutte le parti. Perché si può contrastare l'avanzata di organizzazioni terroristiche sottraendo a queste organizzazioni il consenso delle popolazioni, dei territori in cui provano ad operare". Questa la ricetta del ministro italiano per affrontare la crisi irachena. "Siamo in costante collegamento telefonico con leader iracheni di diverse parti", ha ricordato, precisando anche di avere parlato "poche ore fa con il ministro degli Esteri iraniano". Il capo della diplomazia italiana ha poi sottolineato che "c'è un ruolo dei Paesi della regione, come dimostra benissimo il fatto che Isis è nata in qualche modo dal conflitto in Siria ma valica i confini, la sua esperienza è soprattutto di cancellare i confini tra i diversi Paesi e costituire un nuovo tipo di esperienza". "Credo sia saggio - ha concluso - che l'Iraq si avvii verso la formazione di un governo che in ogni caso dovrà essere un governo di coalizione. L'unica strada è formare un governo che rappresenti tutte le anime dell'Iraq".
Marò
Sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone il governo italiano da quando è in carica ha deciso di aprire una "fase nuova", "cambiando linea" e seguendo una "strada non semplice", ma che "va nella direzione giusta": quella della gestione internazionale del caso, basata sul diniego della giurisdizione indiana e sul riconoscimento dell'immunità per i due fucilieri di Marina, impegnati in una missione anti-pirateria. Su questo, ha sottolineato la titolare della Farnesin, c'è "pieno accordo nel governo" e anche "con il Parlamento", che è "compatto". Nessuna pausa nell'attività diplomatica, ha rivendicato la Mogherini: insieme al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, "lavoriamo costantemente tutti i giorni". Se non sempre emerge, ha spiegato, è perchè "a volte il silenzio è funzionale a operare bene".
Libia
In Libia "le elezioni celebrate ieri non erano scontate e sono state un passaggio importante". Questa l’opinione della Mogherini, che ha precisato che le elezioni "possono e dovrebbero consentire alla Libia di voltare pagina". Il capo della diplomazia italiana ha poi commentato la notizia dell'omicidio dell'avvocato ed attivista per i diritti umani Salwa Bugaighis, parlando di un gesto che "ha una chiara connotazione politica", e che "macchia" le elezioni di ieri.